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Primavera italiana: 2013 nuova liberazione

Inserito da on 10 gennaio 2013 – 08:01No Comment

Giuseppe Lembo

 Il 2013 sarà l’anno della nuova liberazione italiana; una primavera democratica e civile con il suo nocciolo duro attraverso il libero voto. Questo si augurano gli italiani, ormai stanchi di vivere da tartassati, il loro inferno terreno. Gli italiani sono fortemente tolleranti, ma per niente fessi. Un popolo ormai senza rete e bisognoso di tutto, non permetterà più oltre che sulla propria pelle, i poteri forti e le caste dei privilegiati a vita continuino a garantirsi i benefici di casta che offendono e non poco la dignità della povera gente (povera è diventata anche la classe media italiana) che ormai non può mettere il piatto a tavola e non può procurare il pane quotidiano ai propri figli, vittime innocenti dei violenti ladri di futuro che fanno tutto per sé, per i propri privilegi, per il proprio benessere e per impossessarsi senza limiti della ricchezza di casta. La gente italiana è stata impoverita all’estremo da un nocchiero di particolare riguardo per le crescenti povertà italiane, dal nome eccellente di Mario Monti che ha tassato anche l’aria che si respira; mentre ai poveri cristi, viene indecentemente garantita solo una assoluta inumanità, i privilegiati di sempre, suoi alleati, in quanto parte sostanziale dei poteri forti del Paese che perseguono solo i loro obiettivi e pur di raggiungerli non si fanno scrupoli di niente, ma proprio di niente, continuano ad arricchirsi ed a detenere grandi risorse, sottratte, tra l’altro, ai poveri.  Nel nostro Paese subiamo lo strapotere di un’aristocrazia che approfitta del proprio stato per segnare a fondo le differenze tra i propri privilegi ed il popolo straccione abbandonato a se stesso, che ha il grave torto, un vizietto tutto italiano, di affidarsi nelle loro sporche mani, scegliendoli liberamente per governare democraticamente il Paese con la promessa di occuparsi di tutto e di tutti e soprattutto dei loro problemi fatti di una umanità debole, in quanto ultimi della Terra.  I privilegiati d’Italia hanno ormai rotto gli argini e si sono impossessati del Paese in lungo ed in largo, rendendosi protagonisti di grandi privilegi sia materiali che immateriali, da veri e propri padreterni, da caste ed oligarchie di potenti assolutamente intoccabili; sono i veri padroni d’Italia. Tanto, per effetto di un potere a cascata che dal re sole è arrivato ad interessare anche l’ultimo dei cortigiani, in quanto unti del Signore. Ma per fortuna, come ci ha insegnato la teoria vichiana dei corsi e ricorsi storici, niente del mondo terreno, è eterno; tutto è, invece, mutevole e destinato a cambiare. Anche nella società del nostro Paese, sebbene in ritardo, rifiutando in massa la malapolitica, si va  facendo sempre più strada una forte volontà di cambiamento e di necessaria cacciata dei farisei dal tempio. Era ora! Era ora che, gli italiani non protagonisti, ma sudditi ed in gran parte plebei sottomessi alla politica ed alle decisioni dei poteri forti, sentissero finalmente il bisogno di cambiare, riprendendosi così, da protagonisti la scena. Era ora che si avvertisse come esigenza di massa, come forte necessità vitale da popolo sovrano, il desiderio di liberazione, con una rivoluzione culturale attraverso il voto, un diritto-dovere costituzionalmente garantito e rivestito di pari dignità per tutti i cittadini italiani senza alcuna distinzione sia di tipo censuale che culturale e/o religiosa. Nel diritto al voto costituzionalmente garantito, c’è il vero protagonismo del popolo sovrano; basta volerlo e saperlo esercitare perché sia concretamente un diritto vero e non solo di carta. Questo, negli attuali momenti bui in cui è costretto a vivere il nostro Paese, l’hanno capito tanti saggi italiani, stanchi di subire le scelte di un sistema sbagliato che pensa sempre e solo ai propri inconfessabili privilegi che hanno impoverito il Paese, la classe media che rappresenta il 63% delle famiglie italiane e togliendo, tra l’altro, ai giovani le speranze di un futuro possibile, assolutamente negate da un presente pigliatutto, indifferente al mondo dei giovani, rapinati da disumani ladri di futuro, indifferenti al domani dei nostri figli. La primavera 2013 sarà la grande attesa primavera italiana                               

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