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La via crucis delle Luci d’Artista

Inserito da on 2 gennaio 2013 – 07:192 Comments

Domenico Ventura

Le scuse fatte dal sindaco ai cittadini non convincono e non posso bastare. Bisogna individuare le  precise responsabilità che hanno prodotto un caos indescrivibile all’intera città, specie nei fine settimana, che sono diventarti dei veri gironi infernali da incubo (di chi è la colpa? dell’Assessore alla Mobilità, della Polizia Municipale, dell’Anas, del Sindaco ecc.?). Il piano traffico, se e come è stato redatto e programmato, si è rivelato un fallimento clamoroso; la città è stata messa in ginocchio dall’assalto di decine di migliaia di macchine, che si sono riversate nel centro e vi sono rimaste imbottigliate e dove il traffico si è completamente paralizzato, intasando gli svincoli autostradali, con attese anche di oltre mezz’ora, blocchi che hanno  ammorbato l’aria per gli scarichi dei tubi di scappamento delle auto. Il traffico è letteralmente impazzito, i vigili di fronte a questa emergenza erano completamente disorientati, se non  paralizzati, non facevano altro che fischiettare a pieni polmoni, come in un tragicomico gioco. Le macchine caracollavano in mezzo alla folla che ha invaso le strade di una città assediata ed incapace di accogliere tale marea umana, una città bloccata anche a causa delle navette, che avrebbero dovuto alleggerire il traffico ed invece hanno aumentato il caos. I cittadini imbufaliti per tali disagi ed i forestieri, prigionieri nelle loro auto, allibiti per tale sfacelo, imprecavano e maledicevano con bestemmie pesanti i responsabili di tale tracollo. Una città, insomma, allo sbando, praticamente sgovernata ed in balia di se stessa, in preda alla confusione ed al disordine più totale e vittima della indifferenza delle istituzioni (a proposito la Prefettura dov’era?) e di un disastro annunziato. Una ressa incredibile di persone riversatasi nelle strade centrali, che curiosava di fronte alle vetrine, ma con i negozi tristemente vuoti, con le persone non disposte a spendere, nelle loro mani non si vedeva l’ombra di una busta o di un pacchetto. Gli unici a fare affari sono state le pizzetterie, le friggitorie, i venditori di palloncini e di chincaglieria, qualche bar e qualche ristorante a buon prezzo; si sono visti avventori che si sono accontentati di bere un caffè in due, di una coca cola divisa fra tre bambini, di un “cuoppo” di semi, di lupini, di frittura  e di una porzione di “musso di porco”. Affari magrissimi, un vero e proprio flop,  a fronte di disagi intollerabili: povera Salerno! Rumors riferiscono che l’evento in questione sarebbe costato al Comune ben 4 milioni di Euro, come pure sostenuto in conferenza stampa dai Consiglieri Celano, Viviano, Ferrazzano e Zitarosa. Altri parlano di circa 2.000.000€, ma ci si chiede giustamente perché a Torino le stesse luci costano solo 830.000€. Nel bilancio comunale emerge una spesa di 2.730.000€, oltre la corrente elettrica, per la manutenzione, gli straordinari e le navette, per la segnaletica spesi 30.000€. I cittadini hanno diritto di sapere quanto è costata veramente questa operazione e per la trasparenza la somma deve essere pubblicata sul sito del Comune. Ci si chiede se la spesa valeva l’impresa. In questa occasione Salerno la città “europea” si è rivelatala città dell’indifferenza, del disagio e del pressapochismo.  

 

2 Comments »

  • Marco Ganti scrive:

    La colpa è della Regione Campania che ha ostacolato l’entrata in funzione della metropolitana e di quelli che hanno fatto ricorsi che hanno ritardato la costruzione del parcheggio a Piazza della Libertà.

  • Enzo scrive:

    Salerno è una piccola città: per quanto la si possa costringere in piani traffico, ecc.ecc., non ha le strade di New York, quindi si incasina come si incasina Napoli quando viene presa d’assalto (e questo su base quotidiana, non solo per le luci) da migliaia di persone che ci vanno a lavorare o a studiare. Ecco tutto: Salerno è in divenire, non è ancora strutturata per poter accogliere agevolmente quel numero di persone, dovrà cambiare molto nel tempo perché questo possa essere possibile.

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