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Salerno: Associazione Futuro Danza, Soqquadro Italiano e Capezzuto da Monteverdi a Mina

Inserito da on 20 novembre 2012 – 05:42No Comment

Vincenzo Capezzuto tornerà nel suo teatro Verdi, per la prima volta non come danzatore, ma nella sua nuova veste di cantante, unitamente all’Ensemble Soqquadro Italiano, composto da Davide Castellari al sax contralto, Simone Vallerotonda alla tiorba, arciliuto e chitarra barocca, Flora Papadopulos all’arpa barocca, Daniele Rosi al contrabbasso e Gabriele Miracle alle percussioni, per accompagnarci in un lungo viaggio, ideato dal direttore artistico del gruppo, Claudio Borgianni, attraverso quattro secoli di musica, che parte da Cremona, con Claudio Monteverdi e vi ritorna per omaggiare Mina. L’appuntamento è per domenica 9 dicembre 2012, quando alle 18,30, il sipario del teatro Verdi, si leverà su Soqquadro Italiano e su un repertorio particolare,  certamente aduso alla formazione, ma che, tuttavia, trova, oggi, una forma definita e, in quanto tale, assolutamente autoaffermativa. Claudio Borgianni e Vincenzo Capezzuto sono uomini di profondi studi e appetiti classici, che hanno potuto esprimere in un universo creativo quanto mai composito, vorace e – spesso – radicale. Quindi, nel momento in cui hanno deciso di rileggere Barbara Strozzi, Monteverdi, Giovanni Girolamo Kapsberger, Francesco Cavalli, Roberto Soffici, Gino Paoli, Pietro Andrea Ziani, unitamente a Sergio Endrigo, si renderà omaggio ai succitati ma anche a loro stessi, al proprio vissuto di artisti sempre felicemente irrequieti, protagonisti di un camerismo colto, elegante, ora barocco, ora più distillato e ora più vitale, rotondo e gioioso, per un piacere uditivo che riesce sempre a mettere a “Soqquadro” e a eludere la trappola della lettura scolastica e della maniera, in cui spesse volte il repertorio del Seicento conduce. Se  il filo conduttore è la voce antica di Vincenzo Capezzuto, l’ispirazione è – come avviene sempre in Soqquadro Italiano – estremamente eclettica, mettendo capo alla amata musica barocca, da un fine arrangiatore quale è Claudio Borgianni, con incursioni in quella popolare, contaminazioni contemporanee, fino a quella leggera, passando da “Già risi del mio mal” di Girolamo Kapsberger, che come in un incantesimo si trasformerà nel “Cielo in una stanza”, gemma del repertorio di Mina Mazzini, evocando l’aria di Barbara Strozzi “Che si può fare” intrisa di tensioni armoniche e ritmi o “E’ rimedio al mal l’amore” di Francesco Cavalli, mentre “Sì dolce il tormento” di Claudio Monteverdi, s’intreccerà con una struggente interpretazione di “E se domani” e “Dormite oh pupille” del veneziano, ma d’adozione napoletana, Andrea Ziani,  potrebbe essere seguita da “Mi sei scoppiato dentro al cuore”, per finire con “Io che amo solo te” di Endrigo, in stile rappresentativo. Sul palcoscenico del Verdi la meravigliosa scatola sonora di Soqquadro Italiano, composta di esperienze, professionalità e interessi diversi fusi in un magma volto a ritrovare quella freschezza e leggerezza nel rapporto con gli spettatori ci porterà a riscoprire tutti insieme l’originalità e il senso del caos e del metodo che è l’essenza della parola italiano.

 

 

 

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