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Gli effetti positivi della globalizzazione

Inserito da on 11 novembre 2012 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

Ho fortemente creduto nella globalizzazione e sui suoi  benefici effetti sul mondo, soprattutto nel mondo delle povertà. Nel 2008, quando ancora il termine “globale” era poco attuale se  non del tutto sconosciuto ho scritto un libro dal titolo  “I globali del Terzo Millennio”. Nella globalizzazione del mondo vedevo e vedo ancora come possibile un cambiamento di condizioni della vita per gli uomini della Terra. La globalizzazione non doveva né deve assolutamente significare cancellazione dell’identità, dell’appartenenza; la globalizzazione deve significare prima di tutto una forte appartenenza al mondo locale in una dimensione di vita globale. Vivere localmente, ma pensare globalmente. Questa, la grande rivoluzione umana che, agli inizi del Terzo Millennio, si è andata preparando per l’uomo della Terra. Una rivoluzione prima di tutto antropologica che spinge in ogni angolo del mondo a liberarsi dello spirito antico della rassegnazione per effetto della quale i più accettavano ed accettano passivamente tutto dai poteri forti autoproclamatisi padroni della Terra. Con l’inizio del Terzo Millennio c’è una forte voglia di cambiare; c’è la volontà globale di scrollarsi di dosso il fardello ormai troppo pesante soprattutto per gli ultimi, i rassegnati di sempre. Tante parti del mondo si infiammano e con la solidarietà di altri che non conoscono, espressa a distanza attraverso internet, attraverso sms, si sentono più forti e più protagonisti di nuove primavere, di nuove stagioni di vita, pensate possibili anche per gli ultimi della Terra che oggi non vogliono assolutamente morire da ultimi, esclusi da tutto, compreso il pane della vita, la cui mancanza è ancora causa di morte sicura per un miliardo circa di persone della Terra, ancora inopportunamente matrigna per causa degli uomini che egoisticamente tradiscono altri uomini. Queste cose le ho dette nel mio libro dal locale al globale; in circa 500 pagine è raccontato l’uomo che si sente attivamente presente e protagonista di un mondo nuovo; nell’insieme del libro, pagina dopo pagina, c’è questa forte volontà di una mutazione genetica che è solo all’inizio, ma che comunque cambierà il mondo, la condizione umana in tutte le diverse parti della Terra, fortemente infiammata da una volontà mai prima conosciuta di umanità nuova. Il primo grande miracolo in questo inizio di nuovo millennio c’è stato; anche se di poco, sono diminuiti i poveri del mondo. Negli ultimi tempi secondo la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cibo ed agricoltura, il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo è diminuito di oltre 130 milioni. La cifra di un miliardo legata all’ultimo decennio del secolo scorso, è una cifra fortunatamente da dimenticare; infatti, la popolazione che oggi soffre la fame nel mondo è di 870 milioni. Sono sempre e comunque troppi, ma il mondo globale saprà positivamente trovare la soluzione giusta alla grave ed intollerabile piaga ingiustificata e disumana della morte per fame. L’obiettivo ONU di dimezzare la popolazione del mondo che vive sotto il livello di povertà, previsto nel 2015 è stato anticipato al 2008. Oggi, continuano ad essere tante le incertezze e le paure diffuse nel mondo. La grande crisi dei nostri giorni ha frenato e non poco, anche la globalizzazione che, purtroppo, potrebbe fare dei passi indietro, tradendo le attese e le speranze di un mondo nuovo entro i confini illimitati dell’universalità umana. Non c’è da augurarselo; per il bene dell’umanità, il mondo deve con forza e convinzione, continuare a percorrere la strada della globalizzazione se veramente vuole avere al centro della vita sulla Terra, un’umanità nuova, una umanità capace di dare dignità a tutti gli uomini del Pianeta che hanno il diritto di poter vivere da uomini e non più morire di fame, dimenticati da tutti. Uno dei grandi motori del mondo globale è il commercio mondiale; purtroppo è in atto un forte rallentamento. Ma a questo dato inconfutabile, per fortuna  si contrappone l’ostinata volontà dell’uomo globale che vuole vivere con dignità la propria vita, come viaggio di una umana solidarietà con tutti gli altri uomini della Terra, desiderosi di pace, di nonviolenza e del diritto alla vita che appartiene a tutti, nessuno escluso. Ci sarà una recessione globale? quale sarà il comportamento diffuso contro la nuova possibile condizione umana che potrebbe rappresentare la nuova grande catastrofe dell’intera umanità? C’è da augurarsi che, quanto temuto, non avvenga e che sul cammino dell’umanità, continui a splendere la stella della saggezza umana e quindi, quell’umana solidarietà di tutti per tutti gli uomini della Terra. Utopia! Sogni! Speranza! Anche l’utopia serve; anche i sogni sono necessari all’uomo che, tra l’altro, non deve mai smettere di sperare e di pensare positivamente al futuro con all’orizzonte il miracolo di un “possibile” anche se considerato dai più assolutamente “impossibile”. Se l’Europa, gli Stati Uniti d’America continueranno a soffrire economicamente e con questi anche il Brasile, la Russia, la Cina, l’India avranno una condizione di diffusa sofferenza economica e politica, allora potrebbe inevitabilmente verificarsi la fine dell’era della crescita. A questo punto, quali i rimedi possibili?  Il solo rimedio possibile è la globalizzazione, una grande rivoluzione planetaria che non si fermerà, in quanto l’uomo della Terra la va facendo sempre più sua; appartiene sempre più al DNA umano. Sarà sicuramente l’uomo globale a sconfiggere la fame nel mondo ed a garantire una condizione di equilibrio umano di cui ha assolutamente bisogno  la povera, maltrattata Terra, che, pur soffrendo e tanto, certamente non morirà, salvando così l’uomo in cammino verso il mondo globale. Siamo di fronte ad una profonda mutazione genetica; dietro l’angolo c’è il diffondersi crescente di un meticciato culturale mai conosciuto prima. Le razze ed i popoli della Terra sono sulla via di una condivisione umana che ridurrà le distanze e farà delle diversità una risorsa importante per il bene dell’intera umanità. Tutto questo capita felicemente all’uomo della Terra all’inizio del Terzo Millennio; un tempo nuovo, un tempo assolutamente nuovo per effetto di una nuova dimensione umana dovuta all’uomo in cammino per le vie del mondo dove, incontrando l’altro, saprà costruire insieme, un mondo di pace, un’epoca completamente nuova, capace di parlare e di saper ascoltare tutte le diverse lingue dell’uomo della Terra. La globalizzazione è l’insieme umano di questo grande evento della mutazione genetica dove ciascuno sa riconoscersi nell’altro, ritrovando in chi gli sta a fianco una parte di se stesso. Il mondo finalmente saprà usare il linguaggio della pace e riconoscere le diverse umanità della Terra, per troppo lungo tempo, viste come un mondo nemico, un mondo da abbattere per potersi garantire la propria sopravvivenza e/o più spesso i propri privilegi, il frutto di un diffuso tradimento umano degli uomini verso gli altri uomini.

 

                                                                                               

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