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Fisciano: Cisl, crisi trasporti, a rischio attività didattica Università

Inserito da on 10 ottobre 2012 – 05:17Un commento

“La fine del trasporto pubblico è la fine del campus universitario di Salerno”. In questo modo Pasquale Passamano, segretario della Cisl Università provinciale, ha commentato la crisi del Cstp che ha definito “una vera e propria tragicommedia”. Per il sindacato, infatti, sono mesi, ormai, che le istituzioni si rimbalzano le responsabilità senza pervenire ad una definizione del problema. “Si tratta di una commedia per l’inconcludenza, il pressapochismo e la spensieratezza con cui le istituzioni, di ogni ordine e grado – locali, provinciali, regionali – affrontano o non affrontano il problema. Ma al contempo è anche una tragedia, perché sono tanti  i disagi che devono subire i cittadini e tutti coloro – soprattutto le fasce sociali più disagiate – che dovrebbero fruire di un servizio pubblico. Sono mesi che la provincia di Salerno è priva di uno degli elementi , come il trasporto pubblico, caratterizzanti lo Stato Sociale”. E per quanto riguarda l’Università di Salerno, l’intera vicenda, secondo Passamano rischia di assumere connotazioni esplosive e paradossali. L’Ateneo di Salerno, infatti, è un campus dove tutti coloro che lo frequentano, studenti e dipendenti, sono fuori-sede. “Se il trasporto pubblico muore è il campus universitario di Salerno che muore”, ha tuonato Passamano.  “L’intera organizzazione della didattica e del lavoro all’Università di Salerno – parliamo pertanto di migliaia di persone – è strettamente connesso al sistema della viabilità e del trasporto, soprattutto pubblico. Le scorse settimane sono state segnate da proteste diffuse. Si tratta di una cosa buona e giusta.  Il guaio è che rischiano di diventare legittime domande collettive prive di interlocutori, quindi irrilevanti”. Per questo la Cisl Università di Salerno, nell’esprimere solidarietà ai lavoratori del Cstp, a tutti coloro che subiscono disagi ed agli studenti ha voluto denunciare con forza una situazione etichettata come “vergognosa e senza precedenti” da Passamano. “Invitiamo il Rettore a rappresentare con determinazione al prefetto l’intera situazione e denuncia a quel che rimane della politica e le sue proiezioni istituzionali una vicenda che, se prolungata, rischia di mettere in discussione la stessa ‘ragione sociale’ del campus universitario”, ha detto il sindacalista cislino. “Chiediamo, infine, che nella girandola delle valutazioni circa le offerte per la sostituzione del Cstp con altre aziende, sia il Rettore – in quanto rappresentante e portatore di un gigantesco interesse collettivo composto da studenti e personale docente e tecnico-amministrativo – a garantire la previsione di uno standard efficace di trasporti da e per l’Università con i territori e le comunità.

Un commento »

  • Anarco-Individualista-Qualunquista-Ateo-Comunista scrive:

    Con tutti i soldi che l’Università si è fatta in questi anni con le rette, con inaugurazioni di nuovi padiglioni costruiti con fondi statali, se all’Ateneo di Fisciano sta tanto a cuore la sorte del CSTP perché non ci mette i soldi? Perché non ha partecipato come Ente all’aumento del capitale sociale del CSTP?
    Il CSTP chiude e l’Università di Fisciano non può farne a meno? Allora si chiuda anche l’Università di Fisciano, carrozzone politico democristiano e luogo di spreco di risorse e sperpero di denari, altro che universo dei saperi!

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