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Perdere…la partita!

Inserito da on 30 maggio 2012 – 07:12Un commento

Rita Occidente Lupo

Ogni battaglia lascia in campo vincitori e vinti. Perdere la partita, incassare la sconfitta…mettersi da parte. Mandare in pensione anche quello pseudo spirito sportivo, col quale si afferma di voler continuare a restare in campo. Spesso, per ambizione personale, per non sentirsi perdenti ad ogni costo, per cercare d’emulare ancora l’ascesa verso un traguardo fortuito. La politica di casa nostra: di corsi e ricorsi? Di volti vecchi e nuovi? I primi, ancora in sella, anche se da un bel pezzo maturata la pensione d’anzianità: e non mollano seggi di potere anche oltr’Alpe. Bruxelles docet! Lo stesso Clemente Mastella, Why not a parte, continua a sorridere: malgrado tutto, ce l’ha fatta, come sempre, a restare in sella, dopo l’eroismo dimissionario da ex guardasigilli. La stessa moglie Sandra Lonardo, addirittura rieletta in regione, da “martire della giustizia”, con una campagna elettorale gestita in videoconferenza, isolata da Ceppaloni & family, per l’inchiesta sui camici bianchi! Anche il visir di Nusco, ancora ha tanto da insegnare nelle neofite scuole di politica, specialmente ai pivelli dell’ultim’ora, prestati a  questo o quel carrozzone, convinti di poter essere arbitri di nuove stagioni. Dopo aver alzato, al solito, il prezzo della coalizione, riuscito ad incardinare trionfalmente il proprio parente, Giuseppe, nel parlamentino campano! Ultimo, in dirittura di ricorso, l’alacre Giuseppe Gargani: scaricato dalla vecchia anima democratica, trasmigrata in un anomalo Pdl, finalmente  “graziato” dal Tar nella ripartizione dei seggi, dopo ricorsi! Anche per le amministrative di casa nostra, gli scenari in movimento hanno rimandato il peso di certi nuovi umori. Di certe mode, giacchè se il vecchio, ancora di scena in Europa, il nuovo sembra maggiormente arridere allo Stivale. Di qui, i Grillini, funghi da cogliere sul vento del dissenso bipolare. In un’antipolitica che ancora strappa consensi per il netto stacco tra la base ed i vertici. Amministrative sul fil di lana, in Comuni, anche della nostra Campania, in cui la legalità soltanto meteorica: così, chi sostiene la politica business scorretto, privilegio del baro, capace di raggiungere la meta a qualunque costo ed a qualunque prezzo. Ostracizzata la corruzione dai palchi, intingendo il dito nelle ferite di cosche ancora dedite al malaffare, rilancio economico, plaudito, sull’ultimo cappio suicida ancora in attesa di giustizia! Politica di casa nostra, per nuovi adepti e per vecchi volponi, tra echi terroristici e vittimismo al potere: soggiacenza inerme e lottatori  in cerca d’un posto al sole! Politica di casa nostra, ancora tutta da riscrivere, senza prefissi proiettati in 4 o 5 stelle nè biasimi per una Prima Repubblica, le cui parziali ceneri, ancora capaci di dar lezioni a scalpitanti yesmen! L’assenteismo, ancora arbitrante!

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