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Amalfi: convegno internazionale di studi “Città e culture dell’acqua al tempo delle Repubbliche Marinare”

Inserito da on 28 maggio 2012 – 04:02No Comment

E’ tradizione culturale ormai consolidata l’organizzazione di convegni multidisciplinari a carattere segnatamente storico in occasione dell’appuntamento amalfitano, che si verifica ogni quattro anni, delle Regate Storiche delle Antiche Repubbliche Marinare d’Italia.  Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, con l’Ente Regata Storica A.R.M.I. – Comitato Cittadino di Amalfi, l’Università Hosei di Tokyo ed il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi, promuove anche per la Regata Storica del 2012, che si svolgerà ad Amalfi il prossimo 3 giugno, il convegno internazionale di studi Città e Culture dell’Acqua al tempo delle Repubbliche Marinare. Strutture e infrastrutture urbanistico-portuali, navigazione e commercio. Confronti sincronici: 1. Il Mediterraneo e il Mare Interno di Seto in Giappone. L’evento, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Amalfi, avrà luogo il 2 e 3 giugno 2012 presso l’Arsenale della Repubblica di Amalfi. Il tema scelto per questa circostanza è aperto a discussioni e confronti non solo sotto il profilo di varie argomentazioni connesse alla storia della marineria, della portualità, dei commerci del Medioevo mediterraneo, ma, per la prima volta, anche alle sincroniche attività svolte in un altro mare chiuso, il Mare interno di Seto, collocato tra le grandi isole dell’arcipelago nipponico. E’ scontato, naturalmente, il contributo delle Repubbliche Marinare Italiane di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia alla storia marinara del Mediterraneo medievale. Esse sono le protagoniste principali della manifestazione rievocativa della Regata sotto l’aspetto storico: hanno scritto pagine indelebili di trasformazione e di evoluzione della civiltà mediterranea ed europea nei così erroneamente ritenuti “secoli bui” del Medioevo, diventando autentici fari di progresso totale, teso ad aprire all’umanità occidentale le vie delle esplorazioni geografiche e la formazione della società moderna. Amalfi, Genova, Pisa e Venezia rappresentano, nella storia del Medioevo, un significativo e suggestivo capitolo inerente alla creazione e allo sviluppo di nuovi sistemi politico-amministrativi, economici, giuridici, scientifici, religiosi, artistici, architettonici, urbanistici. Affioreranno, in tal modo, attraverso le relazioni di eminenti studiosi e affermati ricercatori, le organizzazioni marittime delle Repubbliche Marinare d’Italia e quelle di città contemporanee dei litorali del Mare interno del Giappone. Si porranno a confronto le strutture portuali sotto il profilo urbanistico nell’ambito del Mediterraneo medievale e con quelle dei nuclei abitati sulle coste nipponiche. Saranno, altresì, rivisitate le aree mercantili urbane, insieme agli spazi marittimi che seppero costruirsi sia le realtà repubblicano-marinare mediterranee sia quelle corrispondenti del Mare di Seto. Saranno analizzati aspetti sociali ed economici legati alla marineria che, particolarmente attiva nei due mari,  fu la causa generante della loro evoluzione. Tipi di navi, rotte mercantili, merci di scambio e di distribuzione, cantieri navali saranno, inoltre, studiati e presentati al pubblico nell’ottica di nuove interessanti scoperte e riletture particolarmente utili alla conoscenza della storia della marineria mondiale. Ne deriverà una ricostruzione piuttosto completa di storia e civiltà economica e marinara di due mondi distanti nello spazio, ma vicini nel tempo, di due modelli di umanità di differente genìa, ma di affine genialità creativa e produttiva: due esempi che travalicano i limiti angusti della diacronalità per viaggiare dal passato al presente ed offrire all’osservazione ed ai futuri approfondimenti degli studi storici validi spunti indicazioni ed esperienze sulla base dell’analisi documentaria comparata.Tutto questo nell’antica visione socratiana di popoli che vivono “come rane intorno ad uno stagno” che non a caso trova riferimenti nei “due mediterranei”, quello racchiuso fra le coste europee, nord-africane e medio-orientali e quello nipponico del Mare di Seto, assimilandosi e confrontandosi alla ricerca di contenuti e valori di un’umanità affratellata dall’universale dimensione del vivere le “città dell’acqua” e le culture dell’interscambio marittimo in visione globale.

 

 

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