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Vallo di Diano: Codacons, proteste contro randagismo

Inserito da on 16 maggio 2012 – 02:182 Comments

Nel 2009, quando affrontammo il problema del sito di trasferenza di San Giovanni, rilevammo la presenza del costruendo canile comprensoriale in località Marroni a Sala Consilina nelle immediate vicinanze dell’attuale isola ecologica e facemmo presente il problema, tuttora irrisolto, del randagismo nel Vallo di Diano. Questo problema è esploso, anni fa, dopo l’aggressione di branchi di cani a danno di animali da allevamento, quali mucche e pecore, e animali da cortile e dopo lo spavento, per fortuna senza conseguenze, di vari cittadini del luogo. Si scontano ancora oggi, purtroppo, i ritardi della costruzione del canile pubblico comprensoriale in località Marroni a ridosso dell’isola ecologica. Infatti, nonostante questa situazione di rischio sia stata da noi più volte denunciata nel passato, ancora non vi è soluzione al problema. Di recente, un cittadino ha denunciato alla Procura della Repubblica l’aggressione e l’uccisione di due capi di bestiame da parte di un branco di cani. Uno di questi eventi è stato certificato dal servizio veterinario dell’ASL che attesta – in sintesi - il decesso di un bovino di circa 100 kg e che rileva che la morte della povera bestia è avvenuta per sbranamento da parte di cani randagi il 12.04.2012. Varie altre segnalazioni ci vengono da cittadini della vallata. In particolare, in via Galdo in Silla di Sassano è stata segnalata una situazione di rischio per la presenza di cani randagi. La questione andrebbe affrontata in modo urgente dal Sindaco di Sala Consilina, che è egli stesso un competente veterinario, in concerto con gli altri Sindaci del territorio. Per chi svolge l’attività di imprenditore agricolo o per chi vuole fare un giro a piedi o in bicicletta nei campi in queste belle giornate di sole sta, infatti, diventando davvero pericoloso avventurarsi nel mezzo della vallata. Sta diventando addirittura rischioso uscire a piedi da casa anche nei centri abitati. Non comprendiamo, infine, come si possa tollerare che i nostri cani randagi versino nel degrado più completo, tanto da essere spinti a sbranare i capi di bestiame degli “eroi moderni” (gli imprenditori agricoli) della nostra vallata. Noi pertanto chiediamo che si affronti e si risolva in modo serio il problema, senza aspettare che si verifichino aggressioni a persone con conseguenze gravi, le cui responsabilità civili e penali ricadrebbero non certo sui cani, ma sull’amministrazione comunale nel cui territorio l’aggressione si dovesse verificare.

 Roberto De Luca

Responsabile della Sede

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