Home » Curiosando

Successo seconda marcia per la vita benedetta da Dio

Inserito da on 15 maggio 2012 – 00:006 Comments

Carlo Di Pietro

La Chiesa cattolica insegna che “la vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita”. [1]. Padre Pio rispose a Padre Pellegrino che lo interrogava circa una mancata assoluzione ad una donna che aveva procurato aborto: “il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli si o no?”. [2]. Queste parole dovrebbero far riflettere tutti noi, dovrebbero indurci ad aver maggior fiducia in Dio, dovrebbero aiutarci a comprendere che nessuno, su questa terra, è già dannato, ma tutti stiamo percorrendo una strada che ci porterà a 2 differenti destinazioni: la prima, la più semplice (porta larga) è la dannazione, mentre la seconda, la più ostica (porta stretta) è la Salvezza. Chi vi scrive non è un “bacchettone”, non è un “bigotto” o un “puritano”; purtroppo chi vi scrive ha vissuto il peccato fin troppo ma, tornando alla metafora di cui sopra, quella della strada da percorrere, posso affermare senza indugio che la mia stessa vita è stata e sarà non un rettifilo senza deviazioni, senza Autogrill o senza caselli, anzi, col senno di poi e con la grazia che Dio mi ha concesso (la conversione), mi sono reso conto che di “bivi” lungo la strada ne ho percorsi a milioni; quasi sempre ho sbagliato deviazione e poi … ho peccato, offendendo Dio, la mia famiglia ed il mio prossimo. Non è facile “imbroccare la rotta” e, coi tempi che corrono, non solo le guide sono sempre più disorientative, ma è il mondo stesso, mediante tv, internet, comunicazione, spot, paragoni e tanto altro, a spingerci letteralmente verso un orizzonte buio. Basta poco, però, a farci scegliere (libero arbitrio) ogni giusta strada attraverso qualsivoglia bivio che ci si presenta lungo il percorso (cammino spirituale); questo “poco” si chiama fede ed il nostro navigatore satellitare è la Chiesa cattolica. Il difficile, però, è mantenere la rotta, dato che talvolta anche ciò che, a parer d’uomo, può sembrare buono, secondo Dio non lo è, dunque la nostra certezza, la nostra bussola, non deve essere solo l’uomo di Chiesa, bensì la Chiesa che, mediante il Magistero (per chi ha meno tempo basta il Catechismo) e mediante i Sacramenti, mai ci farà finire fuori strada o, se ciò dovesse accadere, sarà sempre pronta a “tirarci per il cravattino” ed a rimetterci in carreggiata (Riconciliazione, Eucaristia). Nell’indifferentismo dei media nazionali, se non per qualche breve reportage dopo l’avvenimento, i principali siti cattolici sono riusciti ad organizzare una manifestazione straordinaria: la Marcia per la Vita. E’ proprio il caso di dire che a volte, ma solo a volte, ha ragione Beppe Grillo sulla potenza di internet. Internet, come ogni invenzione dell’uomo, è frutto di intelletto, è possibile affermare che viene da Dio; purtroppo, come spesso accade, internet è strumento utilizzato male ma, in questo caso, può definirsi come una pianta che porta buoni frutti. L’impegno degli organizzatori della Marcia per la Vita [3] ha prodotto, specialmente grazie ad internet, dei frutti incredibili. Padre Pio diceva che all’uomo basterebbe un sol giorno senza procurare aborti, per ricevere da Dio un grande dono: la fine di tutte le guerre. Come dargli torto? Il Santo non intendeva solamente le guerre visibili, quelle materiali che si combattono con le bombe e con i Kalashnikov, ma anzitutto le “guerre interiori”, ossia le battaglie che vedono ogni singolo uomo, minuto per minuto, combattere contro sé stesso, contro le proprie concupiscenze, contro la predisposizione al male, contro il Caino che è dentro di noi. Un giorno senza aborti farebbe “respirare” temporaneamente (per un giorno) le anime dell’intera umanità e grandi sarebbero i “doni di Dio”. Ecco, Caino scelse la morte del fratello Abele, mentre noi, con l’aiuto di Dio (che è nella Chiesa cattolica), dobbiamo essere in grado di scegliere la vita, sempre e solo la vita, costi quel che costi. Tempo fa il Cardinale Fisichella ebbe a dire, parlando del caso di una bimba brasiliana [4], che “sopprimere l’esistenza umana, salvo casi di emergenza, è un crimine”; eppure noi sappiamo che questo non è vero, perché la vita non ammette “casi di emergenza”. Giovanni Paolo II, nella «Evangelium Vitæ» [5] datata 25 marzo 1995, si espresse come segue:“Di fronte a una simile unanimità nella tradizione dottrinale e disciplinare della Chiesa, Paolo VI ha potuto dichiarare che tale insegnamento non è mutato ed è immutabile. Pertanto, con l’autorità che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi Successori, in comunione con i Vescovi — che a varie riprese hanno condannato l’aborto e che nella consultazione precedentemente citata, pur dispersi per il mondo, hanno unanimemente consentito circa questa dottrina — dichiaro che l’aborto diretto, cioè voluto come fine o come mezzo, costituisce sempre un disordine morale grave, in quanto uccisione deliberata di un essere umano innocente. Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale. Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla Legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa, e proclamata dalla Chiesa”. In molti mi hanno scritto, specialmente donne, esprimendo considerazioni sulla Marcia per la Vita:

1) “ho paura di partecipare per le contestazioni”;

2) “l’anno scorso c’era poca gente”;

3) “io ho abortito, che vengo a fare”;

4) “non posso venire, che devo fare?”;

5) “altro …”.

Per grazia di Dio, gli organizzatori della Marcia per la Vita hanno fatto un grande dono all’umanità. Si è pregato, si è parlato, si è adorato il Santissimo Sacramento, si è manifestato pacificamente, si è dimostrato dissenso non contro il peccatore, ma contro il peccato. Quest’anno si era in 15.000, ancora pochi data la rilevanza del problema, ma c’è da dire che in Italia è ancora agli albori la cultura cosiddetta “pro life”, mentre all’estero manifestazioni simili sono all’ordine del giorno. L’aborto è un crimine che grida vendetta la cospetto di Dio, è un omicidio volontario, idem la cooperazione stessa nell’aborto, tuttavia esiste un Ministero che è detto appunto Riconciliazione (noto come Confessione). Non bisogna mai disperare, dato che noi sappiamo che nessuno può essere già dannato o predestinato, ma che tutti noi siamo un “popolo in cammino” e, come accadde per gli Ebrei, la vita è un Esodo. Una marcia, quella del 13 maggio 2012, per contrastare una legge che, come ci insegna il Catechismo, non può essere considerata neanche tale, anzi è a tutti gli effetti invalida, eppure che ha provocato, sin d’ora, 5.000.000 di morti. Persone che oggi avrebbero potuto avere anche  30 anni. Tutti hanno partecipato alla Marcia per la Vita, anche chi materialmente (per problemi fisici o economici) non si è potuto recare a Roma quest’oggi l’importante è pregare; implorare il Signore affinché illumini i governanti e li induca ad abolire questa legge, la 194, che è un abominio. Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo in 15.000 per dire No194, proprio lo slogan del costituendo comitato di cui ho l’onore di essere Vicepresidente Sud, il No194.org; in meno di un anno in migliaia hanno deciso di aderire al movimento e, ciò che anima tutti noi, non è la “caccia alla strega”, ma la lotta al peccato, la ricerca del bene comune, la difesa della sacralità della vita. Sono davvero felice che questo secondo tassello (Seconda Marcia per la Vita) abbia avuto successo; ringrazio Dio per averci offerto questa opportunità ed invito anche i media, in futuro, a dare maggior risalto ad un appuntamento che è realmente degno di nota e di visibilità. Sono certo che il sito http://www.marciaperlavita.it/ e che il sito http://no194.org/ sono opere benedette dal Signore; lo stesso discorso dicasi per tutti i siti e le organizzazioni che difendono la vita. Un grazie a tutti, ricordando che la vita è una folgore, un atomo in un oceano … cerchiamo di non sprecarla!

Note:

[1] http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10451-san-padre-pio-da-pietrelcina-la-confessione-e-laborto

[2] Ibid.

[3] http://www.marciaperlavita.it/

[4] http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/11313-spagna-il-vescovo-juan-antonio-reig-pla-qi-gay-andranno-allinfernoq-vedremo-cosa-dira-questa-volta-la-santa-sede

[5] Giovanni Paolo II, «Evangelium Vitæ», 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, dell’anno 1995

 

 

6 Comments »

  • marco scrive:

    Signor Di Pietro, quest’articolo è ben congeniato. Probabilmente perchè smette i panni di colui che dall’alto fa cadere sentenze su tutti. Vi leggo una traccia di umanità. Il tema è controverso ma almeno è ancorato alla realtà. Se scrive di argomenti che interessano tutti si fa leggere più volentieri.

  • Corinna scrive:

    Oh, oh… Tante belle parole ma il nocciolo della questione la “sacralità della vita” compare in fondo a questa sbrodolata e quasi a margine. Ma lo sa che lei è un poco “eretico”? La chiesa della “sacralità della vita” se n’è fregata allegramente fino all’unità d’Italia. Devo ricordarle le sentenze capitali dello stato della chiesa e le squisite modalità con cui queste pene venivano applicate? E oggi la chiesa scopre che la vita è sacra solo per le campagne antiabortiste.

  • don Stanzione scrive:

    L’aborto è conferire la pena di morte a degli innocenti! Ammazzare i criminali che sono rei di delitti atroci contro i singoli e la collettività è invece tutta un’altra cosa! Corinna quando la smetterà di vomitare odio contro la religione cattolica?

  • Corinna scrive:

    Quindi la vita è sacra per un nascituro (e concordo) ma non è sacra per gli eretici e i peccatori, come lei ci ha dimostrato con il suo commentatissimo articolo su Giordano Bruno. Evidentemente è lei che vomita sentenze in contraddizione con il significato di “sacro” (di cui sa poco) e peraltro in disaccordo con la posizione ufficiale della chiesa.

  • Antonio Roscia scrive:

    E’ che il problema è sviato . Quando il saggio punta il dito verso la luna , solo lo stolto parla male del dito .
    Non è che la posizione in difesa della vita fin dal concepimento sia una esclusiva cattolica . Così facendo si corre il rischio di ideologizzare il tema o peggio di radicalizzarlo per categorie.
    Io sono cattolico ma nel mio convicimento non c’entra nulla la Chiesa. E’ un fatto scientifico , laico, razionale, biologico : sul quale non c’è da discutere. Quando si forma un embrione è un essere umano in fieri, in divenire : punto. L’uomo è embrione, feto, neonato, bambino, adolescente, adulto, anziano, vecchio e poi muore. Lo dico da Medico , non da Cattolico : questa è la verità. Poi si potrà discutere sull’autonomia o meno della donna , sui diritti ad abortire o meno. Su tutto tranne che sul fatto che un aborto è l’uccisione di un essere umano . Chi lo attua non sia ipocrita con se stessa , chi lo rifiuta non se ne faccia un vanto solo perchè magari non ha mai avuto l’occasione.
    Ma soprattutto che la 194 venga applicata per intero anche all’art. 1 comma 2 dove recita che ” l’interruzione volontaria della gravidanza non è mezzo di controllo delle nascite” all’art 2 che invita a rimuovere le cause ostative alla nascita di tipo sociale ed all’art. 4 che recita che è lecito abortire solo se vi è ” serio pericolo per la salute fisica o psichica della madre” .
    La verità è che nei consultori tutto si riduce ad una firma su un foglio tanto nessuno si prenderà la responsabilità di dire no ad una madre che vuole abortire e sempre verrà riconosciuta la “turba psichica” che non si nega a nessuno in questi casi.
    Cerchiamo invece di essere più solidali tra noi, aiutiamo socialmente, economicamente, culturalmente le mamme . Parliamo loro in extrema ratio della possibilità di dare il bimbo in adozione. Insomma difendiamo i nascituri senza buttare a mare le mamme e soprattutto distendiamo i toni perchè la materia è fin troppo strumentalizzata.

  • Carlo Di Pietro scrive:

    Marco le faccio presente che non sono solito sentenziare. Io leggo, analizzo, apro il Catechismo e comparo. La saluto cordialmente.

    Corinna la sua conoscenza della storia della Chiesa è da terza elementare. Come le dicevo in altri topic, se vuole le posso fare delle ripetizioni gratis. Se lei pubblica certi commenti si auto ridicolizza, stia attenta.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.