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Salerno: Virginio Quarta immagini d’ OltreMare

Inserito da on 7 maggio 2012 – 06:00No Comment

Il maggio della galleria Il Catalogo di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, prende il via con l’incontro del segno linguistico di Diego De Silva e di quello pittorico di Virginio Quarta. Il florilegio di opere dal titolo OltreMare” dell’artista tarantino, ma salernitano d’adozione, corredato da un agile catalogo ospitante uno scritto di Diego De Silva “Testimone inattendibile”, vivrà il suo vernissage, alla presenza del Sindaco di Salerno dr.Vincenzo De Luca, dell’ artista stesso e dello scrittore, sabato 12 maggio alle ore 19,30 e sarà fruibile sino al 16 giugno. Il legame fra Virginio Quarta e il mare è cosa viva ha una sua fisicità ed una sua geografia. L’artista nelle sue 18 opere, tutti acrilici su tela, ci rende partecipi di luoghi dove si è radicata  la memoria dell’autore, dove hanno nidificato i suoi ricordi e le sue esperienze vissute, dove anche le pietre possono nascondere segreti, dove è possibile che in una storia, l’arrivo della Yasmina in quel febbraio del 2003, o ancora la balena del ’74, i cavalli fuggiti dalle giostrine sloggiate dalla spiaggia dei poveri,  vivano altre storie, in una catena di rimandi che a percorrerla per intero può condurre molto lontano, “oltremare”. L’artista, in quanto partecipe di un contesto storico e geografico, non può che risultare interprete e voce di una realtà che è emanazione corale di una sommatoria di eventi contingenti e di paradigmi culturali. Egli è, pertanto, narratore di accadimenti individuali e collettivi che, nella tradizione artistica, assumono quel quid di interpretazione trascendente, siglante un’eloquente opinione del vero. L’arte, in quanto integra estrinsecazione dell’Io, avvalora la concretezza della contingenza nella sublimazione di un atto creante che sgorga dalle incognite sfere del sé. Considerata in tale dimensione e liberata da fuorvianti preconcetti, essa assume quei connotati di veridicità che aprono le soglie dell’universalità. A questa proiezione di dialogo universale è informata la somma espressione pittorica di Virginio Quarta artista che, incedendo sovente sui solchi di un semplice realismo, evoca sussulti di un sentire vibrante oltre i confini del determinismo fisico ed umano. In lui si riscontra quella facoltà di penetrare e di carpire il reale che, nell’opera dipinta, si coniuga con un messaggio, ora epico, ora drammatico, emozionale. Dal reale, assoluta oggettivazione della sensibilità dell’essere, la mente corre sull’anelito di approdi trascendenti, che permettono una sosta di risposte agli sterminati enigmi esistenziali. Varcate così le soglie del concreto, sempre costrittive, la proiezione spirituale si dilata nell’avido palcoscenico di una narrazione che concede respiro alla speranza e alla dimostrazione di una motivazione di vita. “La balena di Virginio Quarta – scrive Diego De Silva -, come gli altri quadri che compongono questa mostra, possiede quella luce, quella stessa affidabile incertezza. Come un lieve fuori fuoco, che sembra dare una sorta di agitazione alla tela, un vento sottile che la supera; quasi che tu, guardando, non fossi tanto certo dei contorni dell’immagine che sulle prime ti colpisce per la sua chiarezza apparente, in certi casi quasi fotografica”. Il solco fra positivismo e idealismo tende a suturarsi e la razionalità empirica si tinge di molteplici eventualità, che vincono l’arroganza della certezza affermata. Vibra, conseguentemente, l’anima di quella religio che non è ancella di severità dogmatica, ma che scaturisce dall’entità umana, quale eminente coscienza del vivere. 

 

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