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La Scala Santa di San Giuseppe

Inserito da on 2 maggio 2012 – 00:004 Comments

Carlo Di Pietro

A Santa Fè, nel New Mexico, c’è una scala a chiocciola costruita al di fuori di ogni regola. L’ha fatta un falegname rimasto sconosciuto. Non dovrebbe stare in piedi, ma da oltre cent’anni è lì. Che l’abbia costruita san Giuseppe? Sappiamo bene che Dio è “Padre Onnipotente”. Sono le prime parole della nostra professione di fede. Le conosciamo e le crediamo profondamente vere. Tuttavia, capita che quando Dio, al quale “non erit impossibile omne verbum”, ossia nulla è impossibile, decide di sospendere le leggi della natura da lui stesso create, capita, dicevamo, che si resti sorpresi, quasi stupefatti dinanzi alla sua onnipotenza. Forse – parliamo per noi in prima persona – se avessimo più fede certi “prodigi” non ci scomporrebbero minimamente, li riterremmo un modo come un altro utilizzato dal Signore per manifestare il suo amore. Il caso che stiamo per esporre ne è un esempio. Come doveroso, offriamo qualche connotato storico. Siamo nel 1872 … in America, precisamente a Santa Fe, capitale del New Mexico. Il vescovo locale, Jean Baptiste Lamy, decide di far costruire una cappella, precisamente la cappella di Loretto [...] . La cappella misurava 22,5 metri di lunghezza, era larga metri 7,5 ed alta metri 25,5. L’opera terminata era esteticamente ammirevole. La galleria, gli archi, la navata riuscivano a dare il senso del divino, a coinvolgere e a creare l’idoneo raccoglimento. Ciò che sconvolse le suore fu il doversi accorgere, di colpo, che il coro non era accessibile, dal momento che non era stata né progettata né dunque costruita una scala apposita per potervi accedere dalla tribuna. D’acchito si cercò l’architetto progettista, nel tentativo di riuscire a tamponare l’errore, ma questi era da poco deceduto. Vennero a questo punto contattati diversi ingegneri, i quali emisero unanimemente un triste verdetto: il danno era irreparabile. Le suore [...] decisero di iniziare una novena a San Giuseppe (sotto il cui patronato era stata posta la cappella), nella sicura speranza che il Cielo non le avrebbe abbandonate in una situazione così incresciosa. Per nove giorni e nove notti, senza sosta, elevarono preghiere al patrono dei falegnami [...].[...] si presentò alla porta del loro convento un uomo strano, con i capelli grigi, accompagnato da un asino carico di piccoli e semplici strumenti da lavoro. Questi chiese di poter conferire con suor Maddalena, la superiora, e manifestò la volontà di costruire lui stesso la scala mancante. La religiosa accolse di buon grado la proposta di quest’uomo, anche se non era stato da loro interpellato. Il falegname iniziò a lavorare dentro la cappella e chiese di essere lasciato solo mentre si adoperava per la riuscita della sua opera. Torniamo alla scala, denominata dunque, non senza motivo “scala santa”. Essa è composta da trentatre gradini (gli anni di Gesù) che girano su due spirali di 360° esatti. Il fatto inconcepibile è che il tutto è senza alcun sostegno centrale. Non avendo alcun pilastro centrale per sostenerla, significa che tutto il peso deve gravare necessariamente sul primo gradino, un controsenso, assolutamente impensabile secondo le più elementari leggi della fisica e della statica. Le stesse suore temevano non poco a salire, consce del prodigio che le vedeva coinvolte. Che sia stato veramente S. Giuseppe ad edificare quest’opera? Ciò che, in ogni caso, non lascia dubbi è l’inspiegabilità del susseguirsi degli eventi e il fatto che, ad oggi, resta un capolavoro vivente, visitato anche da non credenti i quali non possono che constatare l’oggettiva inspiegabilità della costruzione. La scala santa attualmente attira oltre duecentocinquantamila visitatori l’anno, è meta di numerosi pellegrinaggi da ogni parte del mondo ed è da centotrentasette anni al centro del più singolare prodigio religioso architettonico mai esistito.

Da Il Timone  N. 84 – anno XI – Giugno 2009 – pag. 52 – 53  

Articolo di Matteo Salvatti
Segnalazione a cura di Lorena

 

 

4 Comments »

  • marco scrive:

    Adesso San Giuseppe, pover’uomo, ha pure scoperto l’America. Ma lasciamolo in pace, grande esempio di come dovrebbe essere un padre. Ogni giorno con questi articoli sembra di scoprire l’acqua calda. Caro Di Pietro, ci manca ancora che sostenga che i marziani esistono e sono tra noi e poi siamo in onda a mistero. Per fortuna che non tutti gli articoli sono così campati per aria, ma mi stupisco che la bravissima Rita Occidente Lupo lasci pubblicare queste scempiaggini. A proposito, trovo molto ingiusta l’accusa che le è stata mossa di favoritismi nella campagna elettorale di Bracigliano. Io c’ero e ho sentito cos’hanno detto. Solidarietà ad una grande (lei sì) giornalista

  • Margherita scrive:

    Ebbéh, violare le leggi dell’equilibrio è proprio un miracolo… che si aspetta ad organizzare tours di fede a Santa Fé?

  • lilly scrive:

    bellissima questa storia della scala santa di san giuseppe… ha il sapore delle favole che le nonne ci raccontavano quando eravamo bambini e non c’entra nulla con la fede ma solo con il bisogno che l’uomo ha di sognare. grazie per l’articolo, peraltro molto ben scritto.

  • Carlo Di Pietro scrive:

    Marco lei continua a rendersi ridicolo offendendomi pubblicamente. Pregherò per lei.

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