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Fisciano: Filmidea “Cinema e Risorgimento”

Inserito da on 22 aprile 2012 – 04:25Un commento

Dopo l’incontro con Mario Banti, si torna a parlare di Risorgimento e del suo immaginario nell’ambito della Master Class di Filmidea. Martedì 24 aprile 2012, alle ore 15.00, presso l’aula Imbucci dell’Università di Salerno si discuterà del tema Cinema e Risorgimento con i docenti Giuseppe Civile dell’Università l’Orientale di Napoli, Marcella Marmo e Marco Meriggi, entrambi dell’Università Federico II di Napoli, Vincenzo Esposito dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. L’incontro avviene in occasione della pubblicazione del numero dedicato al centocinquantenario dell’Unità d’Italia di “Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali”. Dopo l’incontro con Mario Banti dell’Università di Pisa, tra i maggiori storici contemporanei del Risorgimento italiano, Filmidea arricchisce il percorso legato all’Unità d’Italia ospitando un gruppo di storici e storici del cinema chiamati a far luce sui legami esistenti tra il Risorgimento ed il cinema ad esso ispirato. Sono quattro i docenti universitari che si confronteranno con gli studenti dell’ateneo salernitano, Giuseppe Civile, Marcella Marmo, Marco Meriggi e Vincenzo Esposito. Giuseppe Civile è docente di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università l’Orientale. Nell’ambito della sua attività di ricerca, ha dedicato una particolare attenzione alla storia sociale ed economica del Mezzogiorno italiano dalla fine del Settecento all’inizio del Novecento. Marcella Marmo è docente di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II. Studiosa del brigantaggio, si occupa di storia delle strutture economico-sociali di Napoli lungo l’età liberale e di storia della criminalità e dell’ordine pubblico tra Otto e Novecento, in particolare con riferimento alla camorra campana. Marco Meriggi insegna Storia delle Istituzioni Sociali e Politiche presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II. Nelle sue ricerche ha approfondito i rapporti tra società e potere tra XVIII e XX secolo, con particolare attenzione all’Italia, all’Austria e alla Germania. Vincenzo Esposito, già ospite per questa edizione di Filmidea, è uno storico del cinema ed insegna presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. L’incontro su Cinema e Risorgimento tocca un tema attualissimo, alla luce dei recenti festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Esso avviene nell’ambito della seconda edizione della Master Class Filmidea, che ha proprio per tema Immagini e immaginari della nazione Dal Risorgimento ai giorni nostri. La Master Class mira a far luce sulla costruzione delle immagini e degli immaginari della nazione, cui i media hanno fornito contributi fondamentali lungo i 150 anni della nostra storia unitaria. La Master Class Filmidea, coordinata dal regista Giuliano Montaldo, è curata dai professori dell’Università di Salerno Pietro Cavallo, Luigi Frezza e Pasquale Iaccio, componenti del comitato scientifico e organizzativo di Filmidea.

 

Un commento »

  • Giovanni Keller scrive:

    La casa editrice Gambier&Keller di Venezia ha pubblicato un saggio dedicato esclusivamente alla cinematografia italiana relativa al Risorgimento.
    Giuseppe Ghigi, “Il tempo che verrà. Cinema e Risorgimento”, Gambier&Keller editori, Venezia 2011.

    Il volume ripercorre la storia del cinema risorgimentale dal 1905 al 2011. Le diverse memorie del processo di unificazione del Paese che i film ripropongono vanno dal Risorgimento “alla De Amicis” del periodo giolittiano, all’uso propagandistico contro il nemico austriaco prima dell’entrata in guerra nel 1915. Il fascismo, cooptando il Risorgimento nella grande storia della “stirpe”, assegna a Cinecittà il compito di divulgare la nuova storiografia. Nel dopoguerra il Risorgimento verrà paragonato alla Resistenza, e in seguito – trascorsa la glorificazione per l’apoteosi del Centenario – alla dialettica riforme/rivoluzione sessantottina, fino ad arrivare all’opposizione al processo unitario del cinema meridionalista e al pessimismo di Noi credevamo in cui eroi generosi e pasticcioni danno vita ad un “albero malato”.

    272 pagine, con una filmografia con sinossi estese
    di oltre 130 opere dal 1905 al 2011.

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