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Che cosa significa secolarizzazione?

Inserito da on 22 aprile 2012 – 00:009 Comments

Carlo Di Pietro

Il termine secolarizzazione, così in voga negli ultimi 40 anni, può avere diversi significati. 1) La secolarizzazione, in ambito prettamente religioso e disciplinare,  indica il passaggio del sacerdote da un Ordine religioso ad una diocesi, col conseguente esonero dai voti ivi professati e l’incorporazione al Clero secolare. Questo primo significato sta ad indicare il transito che un religioso, ad esempio un francescano, attraversa qualora dovesse decidere di passare al cosiddetto Clero secolare (detto “diocesano” per brevità); all’atto pratico, quindi, il religioso in questione “sarà esonerato” dai voti proclamati nel vecchio ordine di appartenenza, sarà indirizzato alla pratica di diverso carisma e sarà incardinato in qualche parrocchia (od altro) facente riferimento ad una precisa Diocesi. 2) Secolarizzazione, in termini storico / politico / sociali, è quel fenomeno storico indicante il passaggio di certe responsabilità dal potere ecclesiastico a quello politico [...] Quindi, processo quasi certamente irreversibile per il quale una certa società si sottrae al controllo ed alla tutela del potere ecclesiastico, avendo raggiunto – presumibilmente e superbamente (i risultati si vedono) - quella maturità e competenza che le consentono di affermare la propria naturale autonomia nell’ambito degl’interessi temporali [...] Si pensi al passaggio di una scuola o di un ospedale dall’amministrazione di un Ordine a quella pubblica; anche se resta pacifico che lo Stato – se democratico – non può impedire alla Chiesa come ad ogni altra società civile di gestire scuole, ospedali, ecc. 3) Secolarizzazione,  dal latino “saeculum” ossia  mondo, è quella distruttiva e moderna corrente di certa teologia protestante, sorta dopo la seconda guerra mondiale per opera di scrittori anglosassoni e americani. (Bonhoeffer, Altizer, Robinson, Cox, van Buren, Tillich, ecc.) Sua tendenza è quella di sopprimere il «sacro» fino alla «morte di Dio», nella pretesa di liberare l’uomo e la società dalla sfera religiosa, dal dominio della Trascendenza. Essa segnerebbe un «progresso», perché tramonto di concezioni primitive, infantili, prescientifiche [...] Ne è risultata un’interpretazione secolaristica del Cristianesimo, e si è arrivati a fantasticare un «Cristo ateo», esclusivamente «uomo-per- l’uomo», nel trionfo della profanità quale più radicale «laicismo». Purtroppo, a seguito del Concilio Vaticano II, questa eretica corrente di pensiero e di pseudo rivoluzione sociale, ha permeato vasti ambienti ecclesiastici, riducendo gran parte dei seminari ad una vera e propria colonia di formazione protestante, in cui spesso si insegna un’esegesi pittoresca e falsa, una escatologia inventata, una formazione morale neo pagana ed una liturgia al limite della blasfemia. Ecco perché Papa Ratzinger, non a caso, parla spesso di disobbedienza, di deriva, di voglia di “piacere al mondo” e di “analfabetismo religioso”, attribuendo queste gravi colpe a molti religiosi o consacrati cattolici, ma che nella realtà sono in piena deriva protestante, deviano le anime dalla Verità, antepongono le loro “fantasie” alla Rivelazione ed alla Verità apostolica, formano di fatto dei cattolici non credenti nelle stesse Verità che la Chiesa cattolica, Madre e Maestra, insegna da quasi 2000 anni.

Note:
Alcune citazioni sono tratte dal D.d.C., E. Zoffoli, Sinopsis, 1992

 

 

9 Comments »

  • Corinna scrive:

    Oggi eravamo proprio giù di tono, vero? Dopo le scemenze sul Buddismo che non valeva la pena commentare scrive un articolo sull’aria fritta, il cui sunto è: “Siate obbedienti a Joseph Ratzinger”. E lei sia pure obbediente…

  • Carla Mozzi scrive:

    Che “saeculum” significhi “mondo” non la trova d’accordo con il vocabolario di Latino Castiglione-Mariotti.Neppure nelle accezioni marginali. Non è, che i suoi scritti abbiano un fondo di ignoranza cronica di cui lei non si cura purché faccia uscire il solito papocchio su satanismo, eresia ecc.?

  • Antonio Roscia scrive:

    Al di là della condivisione o meno sulla sostanza del testo , va segnalato che il termine “saecolum” – così come inteso dall’autore – è di origine tardo-latina ad uso ecclesiastico ed è per questo che forse su alcuni vocabolari come il Castiglioni-Mariotti non si trova. Tuttavia non condivido nemmeno la traduzione traslitterata in ” mondo” che è un pò forzosa. Il senso pieno , imho , è quella appunto di secolo come spazio temporale definito, terreno, caduco , mortale ,dunque legato alle contingenze umane , all’hic et nunc , all’immanentismo , al rifiuto di una realtà al di là dell’eterno .
    La sostanza non cambia come si vede ma mi è sembrato opportuno dare un mio modesto contributo al tema.

  • Corinna scrive:

    La morale è: “meglio non scrivere se c’è poco da dire”

  • Joseph scrive:

    @Antonio Roscia
    Non entro nel merito delle sue conoscenze linguistiche. Sul “forzoso” d’altra parte, siamo già d’accordo. Ma secondo lei, sotto il profilo logico, un intervallo temporale è dimensionalmente equivalente a un intervallo spaziale?
    Se poi l’articolo è su un quotidiano penso che un lettore medio non debba arrovellarsi nel ricercare l’implicita “essenza” di un termine comune usato con senso alternativo, senza di ciò, rendere edotto il lettore.

  • Antonio Roscia scrive:

    @Joseph . Non è un problema di spazio o di tempo ma di finitudine . La Chiesa ha una ambizione che va oltre il tempo ed oltre lo spazio poichè è eterna ed universale : tutto qui . Credo che l’Autore intendesse dir questo :che la secolarizzazione è tutto ciò che è legato alle cose di queste mondo e di questo tempo e dunque esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere il fine di un cristiano avveduto. Non volevo nè prender le difese dell’Autore nè contestarlo . Ci sono punti condivisibili ( la critica alla voglia di piacere al mondo) altri meno ( la critica al Vaticano II come elemento pre-eretico).

  • Joseph scrive:

    Ch’io abbia confuso questo “quotidiano d’informazione” con una rivista ecclesiastica? Finitudine di spazio e di tempo vanno bene per i filosofi, mentre metri e secondi sono grandezze che si misurano con strumenti diversi.

  • Antonio Roscia scrive:

    @Joseph Certamente , gentile signore , ci sono cose che si misurano con parametri diversi , parlando di religione mi pare implicito . Cordiali saluti.

  • Carlo Di Pietro scrive:

    Corinna domanderò alla Redazione i suoi dati; lei ha superato la soglia dell’educazione. Le sue palesi diffamazioni, presenti in vari commenti, oltrepassano il vivere civile. Mi perdoni la Redazione, ma non comprendo come possano essere presenti determinati commenti.

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