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Nocera Inferiore: dopo i pesciolini, salviamo anche le statue

Inserito da on 13 aprile 2012 – 00:00No Comment

Giulio Caso

Le tre statue che “adornano” la fontana della fertilità di Nocera Inferiore, col tempo, assumono sempre più l’aspetto di tre fantasmi con diffuse patine bianche . Le statue sono di bronzo che è una lega di rame con percentuali variabili di stagno e piombo. I prodotti d’alterazione del bronzo sono quindi, generalmente, quelli del rame e degli altri composti, che insieme determinano aspetto e consistenza della patina dei manufatti. Nel nostro caso, per adesso, si tratta principalmente di un’incrostazione di carbonato di calcio a causa della “durezza” dell’acqua che scorre su di esse: più solfati, non troppo diffusi, di colore verde chiaro. Ci sono semplici metodi di preservazione, sia della patina verdastra che della stessa incrostazione di carbonato di calcio (in realtà sta fungendo anche da patina protettiva). In condizioni normali, cioè senza incrostazioni, si consigliava di usare sapone neutro e, successivamente vaselina o olio di oliva; oggi un buon restauratore consiglierebbe prodotti più sofisticati, ma non siamo arrivati ancora alla necessità di un restauro. Probabilmente sarebbe consigliabile lasciare che le incrostazioni vengano solubilizzate dalla stessa acqua piovana e cioè bisognerebbe semplicemente chiudere il filino d’acqua e far scaturire l’acqua della fontana da un’altra parte, magari con un getto piccolo, ma apprezzabile esteticamente.

  

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