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Caso Claps, prete gay

Inserito da on 4 aprile 2012 – 17:35No Comment

Carlo Di Pietro

Ne avevo parlato domenica mattina alla mia trasmissione radio: la signora Filomena Iemma, madre della povera Elisa Claps, su Rai3 (Chi l’ha visto?), con una sorta di moderata “sobillazione” della conduttrice, aveva diretto alla Chiesa di Potenza, al Vescovo Superbo ed ai parrocchiani della Chiesa della Trinità, pesanti insulti e gravissime accuse. Come detto in radio, la madre di Elisa ha tutto il diritto di essere “indignata”, tuttavia non è colpa della Chiesa né tantomeno di Mons. Superbo se le indagini sul caso sono state condotte, a parer mio, non troppo diligentemente. Quali le accuse della signora Iemma, la povera madre di Elisa, al Vescovo Superbo in diretta TV: “è un bugiardo”, “dice menzogne”, “è un falso” … “non fatemi parlare della pedofilia, altrimenti …”. Ora, la madre di Elisa, pur avendo sbagliato platea ed avendo esagerato, ma tutto è comprensibile data la triste vicenda, sebbene biasimabile per via dei termini e della platea sbagliata, così come ho detto in radio, ha espresso i suoi malumori ed ha avuto il coraggio di denunciare un fatto molto grave. Perché ha sbagliato la signora Filomena? 1) non si offende un Vescovo; 2) non si lanciano accuse in TV senza il contraddittorio; 3) non si parla di pedofilia a vanvera; 4) non si accusano tutte le parrocchiane di essere delle “nobil donne” dedite solo all’apparenza. Certo, la Chiesa della Santissima Trinità, sotto la “direzione artistica” del defunto sacerdote Sabia, talvolta era una sorta di “parata”, ma chi siamo noi per giudicare la fede degli altri? Se una persona pronuncia eresie o dà pubblico scandalo è un conto, siamo obbligati a denunciare il caso, ma se una donna indossa una pelliccia e dei gioielli per andare a Messa, non vedo il motivo per cui tutte le parrocchiane debbano esser definite delle “nobil donne” … lasciando intendere il senso dispregiativo del giudizio temerario. Ma l’accusa più grave che, non a caso ho evitato di denunciare anche in radio, è la cosiddetta “pedofilia”. Partiamo dal presupposto che non risultano essere presenti casi di pedofilia ricollegabili al clero potentino, così come confermato da sua Eccellenza Mons. Superbo in un comunicato stampa; tuttavia la signora Filomena, indignata per i tanti abomini ricollegabili alla triste morte della sua figlia, che era una ragazza integra (lo dico perché la conoscevo di persona), si è lasciata trasportare ed ha confuso la pedofilia con l’efebofilia, tipica degli ambienti gay. Come tutti sappiamo, i famosi casi di “abusi sui minori” e di “pedofilia” di cui la Chiesa è accusata, altro non sono, per l’80% – 90% casi di efebofilia omosessuale, così come dichiarato, dati alla mano, dall’Arcivescovo Silvano Maria Tomasi il 22Marzo del 2011 presso le Nazioni Unite. Quale la dichiarazione mai smentita? “La maggior parte del clero cattolico che ha commesso questi atti, non è rappresentata da pedofili, bensì da omosessuali attratti da maschi adolescenti”.  Per questo si dovrebbe piuttosto parlare di “efebofilia”. “Di tutti i preti coinvolti negli abusi – ha sottolineato – dall’80 al 90% appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni”.  Secondo gli ultimi dati disponibili , “solo l’1,5-5% del clero cattolico è stato coinvolto in storie di abusi sessuali su bambini”. Cosa è accaduto a Potenza? Perché la signora Filomena ha parlato di pedofilia? Non essendo esperta in materia, la signora Filomena ha semplicemente sollevato un problema che, da diceria di popolo, si è rivelata, a quanto pare, realtà. A Potenza un sacerdote, che avrebbe avuto un rapporto di fidanzamento gay con un ex seminarista, è accusato di aver molestato un ragazzo disabile; a quanto pare, sia la relazione gay, sia l’abuso, avvenuto all’interno di una parrocchia, sono stati segnalati da Gildo Claps, fratello di Elisa, a Monsignor Superbo, Vescovo di Potenza e Vicepresidente della CEI. Il problema è sempre lo stesso: perché nei seminari vengono ammessi dei gay che, nella sciagurata ipotesi, poi diventano sacerdoti e, puntualmente, si macchiano di peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio? La Congregazione per l’Educazione Cattolica, Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale del 4 nov. 2005, specifica tassativamente che “quanti hanno tendenze omosessuali di natura transitoria possono essere ammessi agli Ordini Sacri, purché tali tendenze siano state chiaramente superate almeno tre anni prima dell’Ordinazione diaconale”. Perche questa decisione? Perché il sacerdote è “portatore di Sacro” e, essendo uomo vero (maschio), non può essere gay, altrimenti non potrebbe essere “portatore di Sacro”, perché come la dottrina e Gesù stesso ci insegnano: il sesso impuro contro natura grida vendetta la cospetto di Dio ed il “portatore di Sacro” deve rifuggire dalle pulsioni sessuali, non deve “rifugiarsi nel sacerdozio” perché è omosessuale o perché ha paura delle donne. Non possono ricevere l’assoluzione, stando al Vangelo, al Catechismo ed al Codice di Diritto Canonico, neanche coloro i quali hanno una stabile relazione omosessuale e non intendono interromperla, figuriamoci se può mai essere ipotizzabile che un religioso od un sacerdote possa essere gay. Non scherziamo! Tornando al caso del prete gay e del seminarista gay, suo fidanzato, come spesso avviene, il sacerdote represso sembra aver sfogato le sue pulsioni a danno di un disabile, causando gravi danni psicologici alla sua vittima e provocando scandalo. Don Marcello Cozzi, delegato dal Vescovo Superbo, ha assicurato che sono stati presi provvedimenti severi sia per il fidanzamento con il seminarista gay che per il caso di abusi su un disabile. Concludo dicendo: 1) Mamma Filomena, a mio avviso, dovrebbe essere scusata per le accuse di pedofilia (non è esperta in materia); 2) Mamma Filomena dovrebbe scusarsi per aver detto che Mons. Superbo è un bugiardo ed altro …;3) La Chiesa dovrebbe stare attenta ed evitare che delle persone moralmente indegne, ricevano gli Ordini, né tantomeno che possano accedere in seminario. Insomma, vogliamo darci una regolata? Noi cattolici siamo stanchi di prestare il fianco ad una collettività blasfema ed atea, per il sol fatto che i preti gay molestano qualcuno. La stampa, come accade sempre, parla di pedofili … sarebbe ora di mandare a casa chi prete non può esserlo! Parlerò dell’accaduto, con tutti i dettagli del caso, domenica mattina in radio alle ore 7:30.

 

 

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