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Dalla globalizzazione il futuro dell’umanità

Inserito da on 1 aprile 2012 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

I poveri del mondo hanno un’unica grande speranza; è la globalizzazione. È proprio dalla globalizzazione, da tante parti inopportunamente contestata (i no global) che può cambiare il destino degli ultimi della Terra. Stando ai dati della Banca Mondiale, la globalizzazione ha già ridotto la povertà assoluta (cioè chi vive con meno di 1,25 dollari al giorno) in ogni parte della Terra. I poveri del mondo possono finalmente sperare di non morire di fame; questa nuova, grande speranza si chiama mondo globale con le diversità sempre più in cammino alla ricerca di un mondo nuovo e soprattutto e prima di tutto alla ricerca della libertà, della libertà dal bisogno, la prima grande espressione di libertà per ciascun uomo della Terra. Grazie all’uomo globale è ormai crollata la grande muraglia della stanzialità che, molto opportunamente, ha ceduto il posto al movimento umano verso mondi sconosciuti. L’uomo da sempre legato al proprio mondo è sempre meno stanziale; si è messo in cammino e cerca con forza una nuova dimensione umana per nuovi diritti e soprattutto per il diritto alla vita che assolutamente non si può negare a nessuno dei tanti della Terra che entrano a far parte della grande famiglia umana, una famiglia purtroppo compromessa da quanti, padroni del mondo si sentono in diritto di sottomettere e maltrattare i più deboli. Il futuro dell’umanità va verso il mondo globalizzato, un mondo che allargherà la condivisione umana e permetterà anche agli ultimi della Terra di poter sopravvivere. Questo il grande obiettivo del Terzo Millennio; un obiettivo a cui devono concorrere tutti e per il quale occorre la disponibilità umana di tutti; tanto, perché riguarda tutti gli uomini della Terra che dovranno imparare a camminare insieme agli altri, facendo delle differenze umane, delle tante diversità antropiche della Terra, una grande ricchezza da bene utilizzare nell’interesse di tutti, nessuno escluso. L’umanità allargata, dovrà avere alla base un modo assolutamente nuovo di confrontarsi e di confrontare le idee che dovranno trovare punti di contatto per ben governare la società-mondo, il cui insieme umano sarà il punto di incontro comune dell’uomo del mondo. Un percorso non facile; un percorso certamente contrastato dai tanti poteri forti del mondo; dalle tante diverse potenze che strumentalmente usano le loro politiche di potere per esercitare il proprio dominio sui più deboli che vivono la loro condizione di deboli per condizioni ambientali, per condizioni economiche, per condizioni culturali e per le tante consolidate condizioni di ultimi della Terra. Le opportunità del movimento umano, che spinge sempre più verso un insieme antropico allargato, sono ormai parte della vita quotidiana, cambiandola e cambiandone  modi e modi di pensare, nonché le tendenze culturali che spingono nel senso della transizione verso il digitale, con alla base i contenuti di una narrazione del mondo di tipo tradizionale. Nel mondo globale un ruolo importante sarà sempre più quello dei creativi che faciliteranno il contatto umano e creeranno situazioni di sempre più possibili format di tipo universale. Ma il futuro del mondo, del mondo globale, universalmente inteso come insieme sociale dei popoli della Terra, ha davanti a sé tanti nemici da combattere e da vincere; l’augurio è che si possa raggiungere l’obiettivo di un mondo globale pacifico, nonviolento, utilizzando il solo cammino gandhiano della pace e della non violenza. Per questo occorre ridurre il peso degli arsenali del mondo; occorre, altresì, un processo di pacificazione degli uomini della Terra, realizzando concretamente il diritto alla vita per tutti e con questo anche il diritto alla libertà, alla libertà dal bisogno ed il diritto al reciproco rispetto degli uni per gli altri, senza carnefici e vittime che, in più parti del mondo, sono sempre più predestinate ad essere vittime; solo vittime e non altro. È altresì importante ridurre il fanatismo; il terrorismo suicida e le tante violenze ancora causa di dolore e di morte per tanti uomini della Terra, sempre più vittime innocenti del potere che si sente legittimato anche ad uccidere l’altro, a violentare l’altro, a sopraffare soprattutto i più deboli. È utopia tutto questo? A volte, come ci insegna la storia degli uomini della Terra, le più belle e concrete realtà umane, sono nate proprio dall’utopia, dai sogni, dalle idee geniali degli uomini che hanno come loro obiettivo gli altri del mondo ed hanno sacrificato per questo nobile e generoso obiettivo, tutto di se stessi. Ma altro pericolo, assolutamente figlio del nostro tempo, è quello dei crimini informatici; si tratta di un pericolo che può generare una grande paura nel mondo, legittimando di conseguenza regole restrittive e per niente utili all’universalità della comunicazione globale attraverso il web. Le grandi conquiste tecnologiche che hanno permesso a ciascuno di aprirsi, standosene a casa, una finestra sul mondo, dialogando ed interrogando informaticamente interlocutori lontani e sconosciuti della Terra, sono ad alto rischio di sabotaggio da parte di chi, lavorando contro l’umanità globale, vuole diffondere il tecnipanico, preludio di una nuova grande crisi nel mondo delle diversità in cammino; oggi, per la fortuna di un mondo nuovo, sono attentamente impegnate a camminare insieme, arricchendosi e rafforzandosi vicendevolmente. Le tecnologie sono sicuramente alleate per un’umanità nuova; come tale vanno difese ovunque e comunque, evitando un oscurantismo che ci respinge indietro nel tempo, compromettendo il futuro dell’umanità che non vuole assolutamente guerre, guerre fatte dagli uomini e possibili cyber-guerre, causa di un’apocalisse di distruzione e di morte, tutt’altro che virtuale. E così internet il grande palcoscenico del mondo virtuale con possibili protagonisti tutti gli uomini della Terra, potrebbe essere trasformato in uno strumento di crimine informatico con gravi danni umani e tecnologici e con il crollo di un sogno globale che non deve assolutamente morire, affinché non muoia il grande sogno della civiltà globale, verso la quale l’umanità si è incamminata con l’inizio del Terzo Millennio, facendoci vedere come possibile e vicino, un mondo di pace, aperto al dialogo, al confronto, all’insieme umano di una Terra fortemente attenta al legame multirazziale e multiculturale. Sarà questa la Terra-Stato, dove una società-mondo, raggiungerà l’insieme umano di tutti i popoli in cammino verso la libertà e la pace, obiettivi universalmente condivisi da tutte le diversità umane che vogliono ritrovarsi contro le guerre e gli arsenali, sul cammino della pace. L’allarmismo contro la minaccia informatica che comprometterebbe il futuro dall’insieme globale deve, prima di tutto, diventare un atto di consapevolezza umana, utile a costruire una barriera contro i possibili crimini informatici, una tragedia immane per l’umanità del Terzo Millennio, messa a dura prova da un’ipotetica guerra scatenata da cyber-criminali. Dalla globalizzazione è possibile un diverso futuro per l’umanità; va, quindi difesa e pensando positivo, credere nell’universalità dei comportamenti umani che sapranno certamente difendersi anche per quanto riguarda i pericoli che possano venire dal cyber-spazio.

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