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Salerno: CGIL FP vuole chiusura ospedali

Inserito da on 27 marzo 2012 – 06:36No Comment

 “Questa è la vera verità. La CGIL FP di Salerno si sta adoperando per far chiudere tutti gli ospedali transitati dalla ASL all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno. Infatti, sostenere il compimento delle procedure di trasferimento senza verificare se sono perseguibili forme di reclutamento ad integrazione del personale che esce dalle strutture ospedaliere di Cava dei Tirreni , Mercato San Severino, Salerno e Ravello, significa la chiusura ovvero la riduzione dei servizi con grave contrazione dei livelli essenziali di assistenza. Spiace dover constatare che la Giunta Regionale, Caldoro in testa si diverte a prendere in giro tutta la deputazione regionale salernitana, sindaci e popolazione, dimostrando una grande confusione e improvvisazione e mostrando il fianco a quanti dei politici locali pensano, utilizzando lo strumento del sindacalismo demagogico e populista, di poter far finta di determinare scelte in un terreno ormai minato e reso ingestibile proprio dalle intromissioni nella gestione diretta del settore sanitario. Dispiace infatti dover constatare che oltre alla CGIL, neanche la politica locale e quella regionale sanno che la impugnativa operata dal governo sulla finanziaria del 2012 ha bloccato il turn over del personale e quindi qualsiasi possibilità di reclutamento di personale . Ciò sta a significare la impossibilità delle Aziende Sanitarie di poter adeguare gli organici con aggravio di spesa, quindi della impossibilità di poter avviare al lavoro nuovi dipendenti almeno fino a tutto il 2012 e forse anche per il 2013. Infatti con Delibera del Consigli dei Ministri del 16 ,marzo u.s. è stata impugnata la legge finanziaria regionale poiché il Commissario ad Acta, cioè Caldoro,  ha trasmesso il 6 aprile 2011 il Programma Operativo 2011-2012. Nelle more, il risultato di gestione per l’anno 2010 ha registrato, nella riunione dei Tavoli Tecnici del 14 aprile 2011, un disavanzo non coperto di 248,888 mln di euro. Questo disavanzo ha determinato, per la Regione Campania, l’applicazione degli automatismi fiscali previsti dall’art. 1, comma 174, della l. n. 311 del 2004, vale a dire “l’ulteriore incremento delle aliquote fiscali di IRAP e addizionale regionale all’IRPEF per l’anno d’imposta in corso, rispettivamente nelle misure di 0,15 e 0,30 punti, l’applicazione del blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitario regionale fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in corso e l’applicazione del divieto di effettuare spese non obbligatorie per il medesimo periodo”. La suddetta norma statale stabilisce, inoltre, che gli atti emanati e i contratti stipulati in violazione dei predetti vincoli sono nulli. Se questa è la vera verità oltre a doverci vergognare poiché in regime di commissariato regionale  siamo fuori dal patto di rientro per la stabilizzazione, la qualcosa è di una gravità estrema, attesa la drammaticità della situazione economico-finanziaria del paese. Ma cosa ancor più grave, siamo alla comicità elevata a sistema di gestione e di controllo, atteso che se da una parte ci si attiva a rispettare lecitamente una norma  contrattuale, dimenticando che la regione ha potestà legislativa nel settore sanitario, dall’altra non si assumono responsabilità, in deroga ai limiti imposti dal governo, favorendo il reclutamento del personale occorrente per salvaguardare i livelli di assistenza. In ultima analisi, Caldoro e la CGIL si assumano la responsabilità della chiusura del da Procida e degli ospedali di Cava dei Tirreni, di Curteri e di Castigliane di Ravello, e perché no , anche dell’Azienda Universitaria di Salerno, tanto qualcuno ad Avellino non aspetta altro.”(Pietro Antonacchio)

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