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Agropoli: il direttore Rita Occidente Lupo presenta “Cara Italia ti scrivo” di Lembo

Inserito da on 27 marzo 2012 – 00:00Un commento

MariaPia Vicinanza

Il 2 aprile 2012 l’Associazione Arcilento in collaborazione con l’Istituto Torre Antica Cilento – Elea, organizza nell’aula consiliare del Comune di  Agropoli la presentazione del libro-inchiesta “Cara Italia ti scrivo” di Giuseppe Lembo. Introduce Domenico Giordano – Presidente Arcilento di Agropoli. Saranno presenti il Sindaco Franco Alfieri e l’Assessore all’Identità culturale Franco Crispino. Interverranno, accanto all’autore: Sen. Alfonso Andria, On. Guido Milanesi-psichiatra infantile, Ermanno Corsi  - giornalista, Maria Luisa Iavarone – pedagosita sociale, Rita Occidente Lupo – direttore del nostro quotidiano. Dopo un lungo peregrinare per varie località e manifestazioni importanti legate alle ormai passate celebrazioni del centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia, il libro-inchiesta di Giuseppe Lembo, viene presentato ad Agropoli, porta del Cilento e luogo di splendida dimora dell’autore. Cara Italia ti scrivo è un libro-inchiesta non datato; affronta con forza,  i gravi problemi del nostro Paese in una condizione di assoluta precarietà. In tanti hanno detto che si tratta di un libro-verità anticipatore di eventi che si sono regolarmente verificati, aggravando il disagio sociale dovuto ai tanti mali d’Italia. Ancora una volta, come nella sua buona e generosa tradizione di scrittore-saggista, Giuseppe Lembo non si abbandona agli isterismi diffusi del “non c’è niente da fare”; da non rassegnato, così come ben espresso dall’ottimismo dei precedenti libri-inchiesta, ultimi dei quali “I Crocefissi del Sud” ed “I globali del Terzo Millennio”, nonché in tutta la sua produzione di servizi-inchiesta di un giornalismo finalizzato al comunicare autentico, è fortemente convinto che i mali d’Italia possono anche essere superati e con albe nuove, diventare nuovi percorsi di vita basati sul bene comune, sulla vita di qualità, sull’etica condivisa, sull’importanza della cultura, insostituibile fonte e strumento di cambiamento e di sviluppo. Questo per l’Italia che verrà; questo in modo particolare ed indifferibile per il Cilento e per il Sud più in generale, se si vuole che il Cilento, il Sud e l’Italia tutta abbiano un futuro possibile. Giuseppe Lembo usa toni forti e qualche volta anche maldigeribili; sono toni non compiacenti né compiaciuti e comunque molto amari. Lembo, pronto ad affrontare le tempeste della vita senza mai piegarsi, non è un rassegnato e tanto meno un silenzioso fatalista per cui “così è” e “così deve andare”. Tenta, con il protagonismo della ragione, unito alla forza dei più nobili sentimenti umani, di scrivere pagine nuove per un diverso futuro del Cilento, del Sud e dell’Italia più in generale. Vuole un’Italia veramente unita e rinnovata; vuole un’Italia protagonista in Europa e nel mondo; un’Italia da vivere, non solo nelle affollate metropoli, bisognose di tutto, ma anche nelle piccole realtà dove ancora la gente, dalle radici lontane, sa essere saggia e vivere la propria vita dell’essere così come nel Cilento ci ha insegnato il pensiero parmenideo, assolutamente estraneo ai fragori, al consumismo sfrenato, alla sete di possesso di beni materiali e ad una dimensione stravagante dell’apparire che annulla l’essere ed i suoi valori. Per questo impegno Giuseppe Lembo ha pensato a Cara Italia ti scrivo, un libro che apre al confronto ponendo sul tappeto problematiche tutte da risolvere ed al più presto; il tono è del dialogo costruttivo, senza accusatori né accusati e tanto meno inquisiti da mandare al rogo. È un libro che spinge a riflettere; ciascuno può trovarvi le sue verità, le sue certezze e l’inizio di un cammino nuovo per una vita nuova, da vivere soprattutto in direzione del bene comune. Un libro che non può non essere letto da chi vuole porsi come protagonista di futuro e fare, per quanto è possibile, la sua parte per cambiare il corso della vita d’insieme, ponendosi in atteggiamento costruttivo, da protagonista e non da rassegnato, indifferente a tutto. È un libro che ama ed apre le porte al dialogo con il mondo attraverso la sua prossima pubblicazione di Lettere al mondo, dove, riprendendo le vie del sapere universale e del pensiero dei saggi della storia umana, traccerà rapporti virtuosi e costruttivi con alcuni grandi del mondo, del passato ed anche del presente, i cui esempi ed i cui saperi e valori dobbiamo saper conservare ed utilizzare come grande risorsa universale e come patrimonio dell’umanità verso cui rivolgere religiosamente la nostra attenzione di uomini della Terra, nati per essere liberi e per evitare che gli altri diventino inopportunamente schiavi di padri-padroni che ancora pensano diabolicamente alle sole strategie possibili per dominare il mondo, per affamare il mondo, per martoriare il mondo,compreso quello  dell’infanzia con bambine e bambini oggetto di piacere e/o di un inopportuno ruolo di soldati in disumane azioni di guerra. Il libro Cara Italia ti scrivo è un grido di dolore, ma anche un percorso di speranza di una nuova saggezza umana al servizio della gente italica, al servizio dei più deboli e di chi soffre, imparando concretamente una nuova lezione di vita tesa, prima di tutto, a ridurre gli egoismi e l’accanimento del senso del possesso che spinge egoisticamente tanti al tutto per sé ed a quell’ozio del pensiero che porta all’indifferenza assoluta nei confronti delle sofferenze umane e delle diversità in cammino. Dopo Cara Italia ci sarà di Giuseppe Lembo Caro mondo, ti scrivo; anche questo libro è pensato come il frutto di un amore antico che congiunge le due lontane realtà umane locale-globale (glocal), in parte già affrontate nel libro “I globali del Terzo Millennio”; oggi l’umanità non più stanziale, ma dinamicamente in movimento è in cammino verso mondi sconosciuti, portando in dono agli altri, la propria diversità, una ricchezza per tutti, sempre che un’intelligente mediazione culturale ne permetterà quell’insieme-incontro teso all’obiettivo dell’insieme umano universale e non più a sterili, fanatiche quanto inopportune divisioni tra le razze ed i popoli della Terra, dovute spesso a gravi incomprensioni, il frutto di egoismi, di fanatismo, di incomunicabilità o peggio ancora di razzismo mascherato e non, verso alcuni ultimi della Terra. Il 2 aprile nella sala consiliare Alfonso De Filippo, un cilentano prematuramente scomparso, un uomo importante, fortemente libertario e profondamente portatore di non comuni valori umanitari e socialisti, Giuseppe Lembo, dialogherà attivamente con gli ospiti che vogliono testimoniare tutta la loro simpatia di uomini di pensiero e di liberi pensatori, per l’impegno di un pensatore cilentano che, partendo dalla sua Terra, va alla ricerca di un mondo nuovo, preoccupandosi di restituire l’orgoglio e la dignità di uomini a chi, purtroppo, non l’ha mai avuta; a tutti rivolgerà la sua sensibile attenzione umana e la forza del suo pensiero. Giuseppe Lembo da questo incontro, ne è certo, avrà nuovi stimoli per continuare a scrivere di mondi senza confini e di universalità umana, senza mai trascurarne il cuore che è rappresentato proprio dal suo Cilento; dal suo amato Cilento, un vero e proprio ombelico del mondo non tanto e solo per l’appartenenza, quanto per essere la Terra dei saperi eleatici, oggi importante patrimonio del mondo, così come riconosciuto dall’UNESCO. Anche quando i suoi pensieri e le sue idee navigano per le vie del mondo e percorrono strade sconosciute, per perseguire “virtute e conoscenza”, c’è sempre un ritorno di Giuseppe Lembo alle radici, alla cultura cilentana, all’appartenenza ed ai luoghi dei saperi dell’essere, universalmente conosciuti, senza i quali il futuro del mondo e quindi anche il nostro è, purtroppo, un futuro senza futuro. Il Cilento deve diventare un importante laboratorio di idee e di pensiero, tornando all’essere ed alla sua umanità profonda; per questo, bisogna necessariamente riannodare i tanti fili spezzati, portare in primo piano il rispetto umano tra le diversità e rendere centrale la cultura, la grande forza dell’uomo per cambiare dentro, per diventare attivo protagonista, per creare sviluppo e per utilizzare senza egoismi, le tante risorse di cui dispone il territorio che, se bene sfruttate possono aiutare a far crescere umanamente, socialmente ed anche economicamente la gente cilentana, purtroppo ancora in fuga (una fuga oggi soprattutto di cervelli) verso mondi migliori, con la speranza nel cuore di tornare un giorno alle radici ed alle pietre parlanti dei tanti paesi dell’anima che fanno parte di un Cilento sempre più abbandonato e morente. Per guardare al futuro, il Cilento, prima di tutto, ha assolutamente bisogno del potenziale giovane delle sue risorse umane, in fuga ed in giro per il mondo, per cambiare le proprie condizioni di vita. Quelle tante risorse in fuga devono tornare ad animare il Cilento ed a costruire, come progetto d’insieme, un progetto di futuro nel rispetto del territorio, della cultura e del turismo possibile. Il protagonismo cilentano può, volendo, dare anche la sveglia salvifica all’Italia morente. Lembo, da scrittore, da giornalista, da sociologo, con l’orgoglio e l’entusiasmo di sempre, è disposto a fare la sua parte, mettendo al servizio della gente cilentana ed oltre, il suo quotidiano impegno di comunicatore autentico. La giornata del 2 aprile 2012 Giuseppe Lembo, la dedica interamente alla memoria dell’amico scomparso Danilo Dolci, già cittadino onorario di Agropoli e nel passato al centro di un importante Premio Letterario Nazionale intitolato a Danilo Dolci; sarebbe un bene grande per Agropoli e per il Cilento, il riproporlo, il farlo ritornare, facendo così di Agropoli, porta del Cilento, anche un luogo di eccellenza culturale non solo italiana, ma universale, considerata l’universalità del mondo dolciano, un mondo da non dimenticare, un mondo da continuare a far vivere, affidandolo non solo alla nostra memoria, ma anche a quella del futuro che verrà, come patrimonio e ricchezza universale dei popoli in cammino sulle vie della PACE.

 

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