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Arisa ed il festival di Sanremo

Inserito da on 20 marzo 2012 – 00:00No Comment

Carlo Di Pietro

I fatti di San Remo 2012 sono noti a tutti e, oltre le sciagurate arringhe di un Celentano polemico e pontefice degli imbonitori, ciò che interessa al grande pubblico, quelli a cui piace la musica e non la riesumazione di vecchie glorie al crepuscolo, è che il Festival è stato vinto da Emma Marrone con la canzone “Non è l’inferno”, con un piazzamento al secondo posto per Arisa ed il suo motivo “La notte”. Essendo compaesano di Arisa, anche io sono di Pignola (PZ), avrei preferito che il “trofeo” avesse preso la direzione Lucania e non Puglia, tuttavia le competizioni seguono la loro logica, dunque resta solo il rimpianto e si spera in futuri successi. Le classifiche musicali, come testimoniato da MTV, invece già da tempo smentiscono i risultati del Festival e denotano che il popolo preferisce Arisa, difatti la sua canzone è al primo posto da parecchio, è in netta salita (freccia su) ed i consensi della critica ne sono conferma; il pezzo di Emma, invece, è da sempre secondo :) ed è anche in calo di vendite (freccia giù) [1]. Brave ambo le protagoniste di una nuova cultura musicale italiana che, forse per troppo tempo, è stata fossile in lento movimento, ciò nonostante è bene trarre esempio dalla vicenda che, rapportata alla vita di ogni giorno, ci fa capire che l’oggettività presuntuosa non deve esiste e che non sempre si vince. Nell’attuale panorama educativo giovanile, molto differente dai tempi di Peirre de Coubertin e del suo slogan formativo ed edificante “l’importante non è vincere ma partecipare; la cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene”, ci troviamo di fronte ad una situazione sconfortante, che vede i giovani alla smodata ed ossessiva ricerca del successo a tutti i costi, pena insoddisfazione ed instabilità psichica. Non tutti sanno che lo slogan attribuito al de Coubertin, in realtà fu una citazione che lo stesso aveva appreso durante un’omelia del vescovo Ethelbert Talbot, in Pennsylvania nell’anno 1908; il vescovo, a sua volta, si rifece alla filosofia greca, come accade da sempre in ambito religioso, indirizzando le sue attenzioni proprio al concetto di “spirito vincente” e di ciò che differisce la satanica bramosia dalla sana e virtuosa ambizione (se vissuta cristianamente). L’ambizione, se controllata e scevra da smania, ansia, frenesia, ingordigia, presunzione … può essere intesa come parte di un processo che porta la persona al raggiungimento della propria vocazione, tuttavia è bene don dimenticare, come sosteneva San Tommaso, che  nella natura umana (macchiata da peccato) l’ambizione stessa degenera in brama esagerata degli onori, a volte anche non meritati e, soprattutto, onori non visti in prospettiva della grandezza di Dio e indirizzati al bene del prossimo, bensì biasimevole e vergognosa espressione dell’egoismo alimentato da falso giudizio si sé. [2] Questa logica non confutabile e praticamente dimostrabile, che purtroppo oggiAggiungi un appuntamento per oggi è uno dei peggiori cancri della società, è palese espressione dell’egocentrismo umano e viziosa auto celebrazione dell’esaltazione di ogni singolo soggetto che è superbo, vanaglorioso e iattante. Anche in questo caso, come è evidente in ogni ambito, quando viene meno l’insegnamento cristiano, tipo quello del de Coubertain, e quando ci si dimena in una filosofia aberrante e non santa, sopravvengono le tenebre, dunque i guai, la depressione, la litigiosità, l’arroganza, l’anoressia, l’uso di sostanze psicotrope, la droga, l’alcool, i turbamenti in famiglia, il sesso impuro e tanti altri vizi che degradano l’uomo al pari di un essere intellettualmente inferiore, indi peccatore e bestemmiatore. Mi dispiace dover costatare che, per esempio, Arisa non sta certo dando il buon esempio e non si presenta come figura edificante; il personaggio noto dovrebbe esaltare le virtù cristiane, dato che è molto imitato ed è punto di riferimento specialmente per i giovanissimi, che sono “pargoli da non scandalizzare”. In un’intervista rilasciata a “Vanity Fair” e riproposta in veste video dalla “Vita in Diretta” [3], la cantante pignolese lancia gravissimi messaggi ai giovanissimi:

1) Non stavo bene perché ero grassa e non mi piacevo;

2) Adesso mi vedo bella, gli uomini mi guardano ed io so cosa vogliono da me …;

3) Faccio l’amore tutti i giorni;

4) Ho un nuovo compagno.

In pratica in 4 frasi fa apologia a molti vizi che, come noi sappiamo, se propagandati e se radicati nella persona, all’atto pratico privano della Grazia santificante, sono aberrazioni della morale naturale, adirano Dio e compiacciono Satana. Senza entrare nel merito delle affermazioni di Arisa in prospettiva teologica, rivolgo un appello ai genitori, invitandoli ad educare i propri figli ad imitazione dei santi e non degli idoli pagani e televisivi; spegnete la tv, regalate loro libri di preghiere, libri virtuosi ed edificanti, libri che propongono esempi di vita sana ed equilibrata, testi che portano l’uomo a Dio in perfetta armonia con il Creato. Non bisogna lamentarsi se poi ci si trova ad avere dei figli isterici, presuntuosi, scostumati, drogati, alcolizzati, dediti al sesso ed alla promiscuità, anoressici, che tornano a casa incinta e poi devono abortire (omicidio), che a 15 anni sono già “delle minestre riscaldate in stato di putrefazione”. Queste sono difficoltà diaboliche di tutti i giorni e traggono origine proprio da una morale che è insegnata in malo modo, se non un’anti morale che viene spacciata per verità e per cosa buona, come la propaganda ossessiva alle diete, le farneticazioni femministe, l’uso quotidiano di farmaci psicotropi, il ricorso allo psicologo anche se il cane perde un dente, il positivo (quindi cattivo) insegnamento circa la sodomia e l’associazionismo gay ed una convulsiva battaglia alla Chiesa,  della cui grandezza vengono solo ricordati lo IOR, l’inquisizione, le crociate, il corpo di Renatino ed i pedofili. Non ci si lamenti se i figli sono sedotti da Satana e non hanno più come obbiettivo quello di piacere a Dio, ovvero ciò che deve interessare al vero cristiano. Arisa, a mio avviso (non me ne voglia male la madre) è un cattivo esempio. Veniamo ad Emma Marrone che, come accennavo prima, ha vinto il Festival e adesso si gode il suo meritato successo. Non si dimentichi mai di Dio, cara Emma ed eviti di insuperbirsi o di peccare di auto idolatria, dato che il Signore come concede, toglie e lo fa in maniera drastica, per testare la fede della persona e per abituarla ad un cammino spirituale che non è fatto di sole vittorie e che può avere sorti sempre incerte e soggette a mutamenti e turbamenti. All’uopo è bene ricordare le parole del Profeta Isaia che non devono essere intese in veste di “malocchio” o di “jettatura”, bensì vanno accolte col cuore disposto a Dio e con lo stesso spirito con cui troppo spesso ci si lascia sedurre dagli insegnamenti comodi, ma malsani e viziosi. Il Profeta, narrando fatti storici e profetizzando il futuro verificatosi, ci rimembra quanto segue: *** Ecco infatti, il Signore, Dio degli eserciti, toglie a Gerusalemme e a Giuda ogni genere di sostegno, ogni riserva di pane e ogni sostentamento d’acqua, il prode e il guerriero, il giudice e il profeta, l’indovino* e l’anziano, il capo di una cinquantina e il notabile, il consigliere e il mago* sapiente e l’esperto di incantesimi*. Io metterò come loro capi ragazzi, monelli li domineranno. Il popolo userà violenza: l’uno contro l’altro, individuo contro individuo; il giovane tratterà con arroganza l’anziano, lo spregevole, il nobile. Poiché uno afferra l’altro nella casa del padre: «Tu hai un mantello: sii nostro capo; prendi in mano questa rovina!». Ma quegli si alzerà in quel giorno per dire: «Non sono un medico; nella mia casa non c’è pane né mantello; non mi ponete a capo del popolo!». Certo, Gerusalemme va in rovina e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere sono contro il Signore, fino ad offendere la vista della sua maestà divina. La loro parzialità verso le persone li condanna ed essi ostentano il peccato come Sòdoma: non lo nascondono neppure; disgraziati! Si preparano il male da se stessi. Beato il giusto, perché egli avrà bene, mangerà il frutto delle sue opere. Guai all’empio! Lo colpirà la sventura, secondo i misfatti delle sue mani avrà la mercede. Il mio popolo! Un fanciullo lo tiranneggia e le donne lo dominano. Popolo mio, le tue guide ti traviano, distruggono la strada che tu percorri. Il Signore appare per muovere causa, egli si presenta per giudicare il suo popolo. Il Signore inizia il giudizio con gli anziani e i capi del suo popolo: «Voi avete devastato la vigna; le cose tolte ai poveri sono nelle vostre case. Qual diritto avete di opprimere il mio popolo, di pestare la faccia ai poveri?». Oracolo del Signore, Signore degli eserciti. Dice il Signore: «Poiché si sono insuperbite le figlie di Sion e procedono a collo teso, ammiccando con gli occhi, e camminano a piccoli passi facendo tintinnare gli anelli ai piedi, perciò il Signore renderà tignoso il cranio delle figlie di Sion, il Signore denuderà le loro tempie». In quel giorno il Signore toglierà l’ornamento di fibbie, fermagli e lunette, orecchini, braccialetti, veli, bende, catenine ai piedi, cinture, boccette di profumi, amuleti, anelli, pendenti al naso, vesti preziose e mantelline, scialli, borsette, specchi, tuniche, cappelli e vestaglie. Invece di profumo ci sarà marciume, invece di cintura una corda, invece di ricci calvizie, invece di vesti eleganti uno stretto sacco, invece di bellezza bruciatura. «I tuoi prodi cadranno di spada, i tuoi guerrieri in battaglia». Si alzeranno lamenti e gemiti alle tue porte e tu, disabitata, giacerai a terra. *** Isaia 3, come potete notare, oltre ad essere narrazione storica certa, è previsione concreta del disfacimento dell’umanità e, più profondamente, è visione escatologica dell’Inferno che spetta all’empio, in virtù dell’amore che Dio deve al giusto dopo il Giudizio. Parlavamo dunque di Arisa che è un cattivo esempio e di Emma che si potrebbe insuperbire, nondimeno bisogna ricordare ad Emma che la sua canzone è oggettivamente meno gradita dal popolo, quindi non è azzardato affermare che lei ha avuto anche una mano dall’Altro, dato che Dio è Creatore e Padre del Creato, inclusa la Terra; Lui tutto può e non conosce limiti la Sua grandezza, osare dire che Dio non ha autorità e non può intervenire nella vita di un uomo è proferire eresia, specialmente se ad intercedere presso di Lui è la Madonna. La settimana scorsa ho appreso dal settimanale “Di Più” [4] (consiglio di leggerlo, c’è anche la storia dei santi e quella della Bibbia a puntate, è 1000 volte meglio di Famiglia “Cristiana”) che il nonno di Emma era frate, purtroppo per volontà della madre abbandonò il convento, onorando la figura del “padre e della madre”, tuttavia l’esperienza non lo turbò nonostante la gogna popolare che subì all’epoca, in una realtà meridionale di sessanta anni fa, che dinanzi ad un religioso “svestito” gridava allo scandalo. … e faceva bene! OggiAggiungi un appuntamento per oggi, diversamente, i religiosi sono sempre svestiti (in borghese) e disobbediscono (diffidate dai religiosi senza talare), ma nessuno pare turbato, ivi compresi i vescovi che dovrebbero essere dei colonnelli di un esercito in divisa, non dei dormienti salottisti a capo di una banda di sbragati. Il nonno di Emma, il signor Landro Marrone, per altro fornisce un saggio insegnamento sull’uso del cilicio, affermando: “anche San Francesco faceva questo tipo di penitenza; attraverso il dolore, ci si immedesima nella Passione del Signore, ci si avvicina a Cristo che ha sofferto per noi”. L’intervista[5], a firma di Francesco Cordella, dice: Parlate mai del suo passato di frate? «Sì, certo, Emma ne è molto incuriosita. E io, ogni volta, sorridendo commento: “Pensa, nipotina mia, se non avessi lasciato i voti tu non saresti mai nata…”. Lei mi ringrazia sempre perché le ho trasmesso tanta fede e perché le sono stato vicino nel periodo più difficile, quando si è ammalata di tumore». Avete pregato insieme? «Sì, con me al suo fianco, Emma si è rivolta a san Nicola e a padre Pio, i santi della nostra terra. La sua fede, però, ha vacillato qualche mese fa, quando è venuto a mancare mio nipote, un suo cugino cui era molto affezionata, scomparso a soli ventidue anni per un incidente stradale. È venuta da me e mi ha detto: “Nonno, non voglio credere più a niente…”. E io le ho risposto: “La tua fede non deve temere nulla, Dio vuole bene a tutti i suoi figli e la fede per Lui deve essere incondizionata”. Lei ha capito e, me lo lasci dire, credo che poi Dio l’abbia premiata…». Come? «Facendole provare, dopo tanto dolore, una immensa gioia: la gioia che ha vissuto vincendo Sanremo, un trionfo che ha dedicato proprio al cugino scomparso. E ora spero di assistere presto a un altro suo momento di gioia: il matrimonio, in Chiesa, con il fidanzato». Il nonno di Emma ha in giardino una riproduzione della grotta di Lourdes. Ecco dunque, per concludere, la vita è una sfida continua, è una lotta contro Satana che è lo “spirito del mondo”, quindi o ci si affida a Dio adorandolo, con sana devozione per Maria e per i Santi, o si soccombe e si viene schiacciati da una presa che, purtroppo, è più grande ed è più forte di noi. Né giudizio temerario, né attacco alla persona, solo correzione fraterna alla luce dell’oggettività e considerazioni personali non offensive.

Note:

[1] http://classifiche.mtv.it/classifica/hitlist-italia-classifica-singoli (17/03/2012)
[2] Crf. Summa Th.
II-II quest. 162
[3] http://www.youtube.com/watch?v=2lrkiYv3zb8&feature=player_embedded
[4] Di Più, Cairo Editore, 12 Marzo 2012, p. 77
[5] Ibid.
[*] Professioni che lo stesso Isaia condanna e che sono in abominio con Dio

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