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Salerno: Radicali, dibattito su politica e legge elettorale

Inserito da on 15 marzo 2012 – 06:10No Comment

  Sabato 17 Marzo, alle ore 17.00, presso “Dada Design”, al piano terra della Galleria Capitol nel Corso Vittorio Emanuele avrà luogo un incontro-dibattito sul tema “La politica dinanzi alla riforma (o controriforma?) della legge elettorale”. Interverranno: Alfonso Andria Senatore PD, Marco Beltrandi Deputato radicale, Enrico Indelli già Deputato del “Patto Segni”, Nino Paravia Senatore PDL. Introduce e modera Michele Capano Direzione Nazionale Radicali Italiani. Mentre (non) ferve il dibattito sulla leggere elettorale, che sembra destinata a rappresentare affare riservato delle segreterie di due o tre partiti, con soluzioni che sembrano riproporre più o meno attenuati ritorni al sistema proporzionale, i Radicali cercano di riportare la discussione “Tra i Cittadini”, che furono protagonisti della stagione referendaria elettorale all’inizio degli anni 90. Quelle riforme, che cambiarono il volto di città, province e regioni innovando i meccanismi elettorali attraverso elezioni dirette di chi governa, non hanno trovato completamento sul piano dello stato centrale. Di recente è stata rifondata una “Lega per l’uninominale” che ha già avuto due appuntamenti pubblici romani il 10 e il 24 gennaio, che raccoglie il contributo di personalità della politica (ogni schieramento) e della società che sostengono il sistema uninominale maggioritario, ed alla quale il deputato radicale Marco Beltrandi, che sarà presente al dibatti, ha aderito. L’appello per un “uninominale” vuole far ottenere anche nel nostro Paese quella stabilità e certezza delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali raccomandano e in qualche misura esigono; approdare a una riforma elettorale effettiva, durevole e orientata nel senso del collegio uninominale indicato in modo nettissimo dagli italiani a grande maggioranza nel referendum del 1993, poi in larga parte disatteso dal legislatore; adottare anche in Italia un sistema elettorale ispirato ai modelli sperimentati ormai da secoli in regimi civili – quali quelli anglosassoni – che si sono rivelati tra i più fecondi sul piano della democrazia, della sicurezza e del benessere dei propri cittadini; dare agli elettori la piena libertà, l’effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti, assicurando un rapporto personale efficace dell’eletto con chi lo elegge; promuovere in questo modo l’autonomia della società civile e la laicità dello Stato, intesa come metodo indispensabile di cooperazione per il bene comune tra persone di fedi o ideologie diverse; ridurre il costo delle campagne elettorali e tagliare il costo – divenuto insostenibile – delle rendite che gli apparati dei partiti si assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i parlamentari.

 

                                                                                        Vitina Maioriello



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