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Impatto dell’agricoltura intensiva sull’ambiente

Inserito da on 15 marzo 2012 – 00:24No Comment

Il CdS è un comitato spontaneo di cittadini preoccupati del rapporto sempre più difficile tra l’attività agricola della “melicotura” intensiva (in particolare il forte utilizzo di pesticidi), la qualità ambientale e della vita per i residenti. Esso conta oltre 1.000 persona che nel 2007 hanno firmato un documento che chiedeva alle istituzioni maggiori controlli e regola che tutelino maggiormente la salute pubblica e la qualità della vita di chi risiede vicino alle aree agricole intensive fortemente trattate con pesticidi. Oltre al CdS altri movimenti spontanei in valle hanno sollevato problematiche analoghe. Stimiamo che oltre 4.000 persona hanno firmato documenti contrari all’agricoltura intensiva vicina ad aree residenziali e di elevato pregio ambientale. Il CDS ritiene l’attività agricola come fondamentale per la nostra società, in quanto l’agricoltura produce il cibo e la vita. Ritiene inoltre importante che lo società civile sostenga l’agricoltura[1] in maniera notevolmente maggiore rispetto ad altri settori economici; ma, per contro, il mondo agricolo deve assumersi la responsabilità verso la società a non inquinare, a produrre cibo di buona qualità (senza pesticidi) e a non limitare la qualità delle vita di chi abita vicino alle zone coltivate. La frutticoltura intensiva del melo praticata in Trentino ed in particolare in Val di Non oltre ad un forte impatto paesaggistico, di cui il CDS non intende occuparsi, presenta le seguenti 3 criticità:

1.    inquinamento ambientale (in particolare su aria, acqua e suolo);

2.    salute pubblica;

3.    qualità della vita.

Tali criticità sono connesse al forte utilizzo di pesticidi ed alle modalità di distribuzione.  

Inquinamento ambientale: In questi ultimi anni sono stati segnalati numerosi casi di inquinamento diretto di corsi d’acqua da pesticidi agricoli, di questi se ne richiamano alcuni noti: Rio Tresenga il 14/04/2007 con forte moria di pesci dovuta ai pesticidi agricoli; Biotopo Palù di Tuenno il 30/04/2008 con forte moria di pesci dovuta ai pesticidi agricoli; Foss dei Gamberi a Pergine Valsugana nel 2009, probabilmente dovuto ai pesticidi agricoli, Eutrofizzazione del Lago della Serraia dovuto ai fertilizzanti agricoli ecc. Inoltre dal Rapporto sullo Stato dell’ Ambiente della Provincia Autonoma di Trento (di seguito PAT) emerge come sia in forte e preoccupante aumento l’incidenza di campioni di acque superficiali e sotterranee che contengono pesticidi. Il Trentino è una regione che ha un elevatissimo utilizzo di pesticidi agricoli, infatti dall’ISTAT nel 2007 emerge come in Trentino vengano utilizzati circa 58 kg/ha di pesticidi contro una media nazionale di circa 9 kg/ha per un totale di oltre 2.150.000 kg di pesticidi venduti in Trentino nel 2010. Secondo la ricerca di C. Ioriatti & al della Fondazione Mach “Evaluation of the Environmental Impact of Apple Pest Control Strategies Using Pesticide Risk Indicators” emerge come nei meleti Trentini coltivati con il metodo della lotta integrata vengono usati circa 90 kg/ha di pesticidi. Si tratta di valori enormi che debbono preoccupare. Dalle oltre 60 analisi su matrici ambientali e biologiche commissionate dal CDS a laboratori fuori regione emerge una forte contaminazione delle proprietà private a causa della “deriva” di pesticidi usati in agricoltura. Quasi tutti i campioni ambientali analizzati (erba, insalate, frutta, polvere esterna ed interna alle abitazioni, ..) presentano residui anche in concentrazioni elevate e simultaneamente (fino a 10 principi attivi contemporaneamente). Salute pubblica: nonostante gli importanti passi in avanti fatti con l’introduzione dei protocolli di lotta integrata ancora molti pesticidi usati in agricoltura sono pericolosi. Per esempio: Captano (fungicida): sospetto cancerogeno (R40), embriotossico, mutagenico, …; Chlorpyrifos ethil (insetticida fosforganico), sconsigliato nella lotta integrata -persistente – tossicità acuta [PAT 1986] – effetti neurotossici [the lancet 2006]; Mancozeb (fungicida), irritante, vomito, diarrea, effetti sul dna; Torque (p.a. fenbutanin ossido – acaricida): molto tossico (intossicazioni mortali). Molte di queste sostanze oltre ad essere ammesse nei protocolli della lotta integrata in Trentino e ad essere usate anche più di una volta all’anno in Val di Non, sono state trovare in modo ricorrente nelle nostre analisi. Da uno studio medico-scientifico sulla deriva del 1992 ma ancora molto attuale (“Valutazione tossicologica del fenomeno di “deriva” nei trattamenti antiparassitari ed elementi per la minimizzazione del rischio” a cura di dott. Alberto Betta e dott. Michele Lorenzin) emerge come ad una distanza di m 100 dall’atomizzatore con leggiera brezza (vento = 1,1-2,5 m/sec) un obiettivo sensibile sia esposto ad un rischio medio. Analisi chimiche eseguite su urine di cittadini residenti in Val di Non non esposti professionalmente dimostrano come i pesticidi usati in agricoltura vadano a contaminare i corpi. Da una campagna di analisi eseguita dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della PAT nel 2009 è emerso come il metabolita dell’insetticida chlorpirifos ethil nelle urine dei soggetti analizzati sia raddoppiato passando del periodo di non esposizione a quello di esposizione dimostrando come di fatto i pesticidi agricoli vengano assorbiti dalla popolazione. Da una campagna di analisi analoga ma più precisa ed ampia eseguita dal CdS nel 2009 è emerso come: siano presenti più pesticidi nelle urine umane provenienti dall’agricoltura intensiva; il metabolita dell’insetticida chlorpirifos (TCP) ethil nelle urine dei soggetti analizzati sia particolarmente elevato (quasi 4 volte i valori di riferimento) in particolare nei bambini (oltre 6 volte i valori di riferimento) per una bimba di 5 anni è stato trovata una quantità di TCP 16 volte più alto dei valori di riferimento (44,59 mg/g creat contro 2,80)-Queste analisi biologiche sono state effettuate in comuni dove vige un’ordinanza comunale che prevedeva fasce di non uso dell’atomizzatore variabile da m 30 a m 50. Pertanto ridurre queste fasce costituirebbe un’azione che riduce notevolmente la salute pubblica. Addirittura queste fasce andrebbero aumentate. Per verificare la sistematica e costante contaminazione dal settembre 2007 al settembre 2009 si è effettuato uno screening di una abitazione ad uso civile, campione composto da 15 analisi ambientali su diversi tipi di matrici: ortaggio, erba giardino, polvere depositata sia all’interno che all’esterno della casa di abitazione, allo scopo di valutare: l’entità di contaminazione, la tipologia, la quantità, la persistenza delle sostanze contaminanti causati dall’ effetto deriva. I risultati ottenuti sono esposti cronologicamente nella seguente tabella assieme ad altri dati: distanza del punto di prelievo dai frutteti e gli effetti negativi sulla salute delle sostanze rilevate.I frutteti sono disposti solo a nord-ovest rispetto alla posizione della casa. Gli agricoltori interessati ai trattamenti hanno rispettato l’ordinanza locale. I periodi di prelievo dei campioni sono casuali e non necessariamente effettuati subito dopo i trattamenti fitosanitari. Gli abitanti della casa non svolgono attività agricola e non usano comunque prodotti fitosanitari.

 

 

 

periodo

tipo campione

pesticidi rilevati

luogo di prelievo

distanza del punto di prelievo dal frutteto

 

 

quantità rilevata

 
 

 

 

 

 

 

1-2-3

SETTEMBRE 2007

erba

captano

giardino di casa

6 mt

0,24 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,09 mg/kg

 

ortaggio

captano

orto

70 mt

0,04 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,03 mg/kg

 

polvere

captano

balcone di casa

47 mt

0,89 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,14 mg/kg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4

APRILE 2008

erba

bupirimate

giardino di casa

6 mt

0,13 mg/kg

 

carbaril

0,11 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,01 mg/kg

 

cyprodinil

0,04 mg/kg

 

etofenprox

0,17 mg/kg

 

pirimicarb

0,01 mg/kg

 

pyrimethanil

0,03 mg/kg

 

flonicamid

0,03 mg/kg

 

 

 

 

 

 

     5

APRILE 2008

polvere

bupirimate

balcone di casa

47 mt.

0,24 mg/kg

 

captano

0,15 mg/kg

 

carbaril

0,05 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,21 mg/kg

 

cyprodinil

0,15 mg/kg

 

etofenprox

0,06 mg/kg

 

pirimicarb

0,05 mg/kg

 

pyrimethanil

0,09 mg/kg

 

flonicamid

0,03 mg/kg

 

 

6

MAGGIO 2008

polvere

carbaril

balcone di casa

47 mt.

1,78 mg/kg

 

clorpirifos etile

0,78 mg/kg

 

 

 

 

 

 

periodo

tipo campione

pesticidi rilevati

luogo di prelievo

distanza del punto di prelievo dal frutteto

 

 

quantità rilevata

 

 

7

GIUGNO 2008

polvere

captano

balcone di casa

47 mt.

0,17 mg/kg

clorpirifos etile

0,14 mg/kg

 

8

tetraconazolo

sala da pranzo

51 mt

0,15 ug/mq

 

 

9

SETTEMBRE 2008

ortaggio

methoxyfenocide

balcone di casa

47 mt

0,04 mg/kg

captano

0,08 mg/kg

 

 

 

 

 

 

 

10

MAGGIO 2009

polvere

bromopropilato

balcone di casa

47 mt.

0,94 ug/mq

buprofezin

0,84 ug/mq

carbaril

0,58 ug/mq

clorpirifos etile

9,56 ug/mq

diazinone

 

0,10 ug/mq

malation

 

1,40 ug/mq

trifloxystrobin

0,14 ug/mq

 

 

 

 

11

 

clorpirifos etile

interno casa: polvere stufa

51 mt.

8 ng/400 cmq

2 fenilfenolo

18 ng/400cmq

bupirimate

30 ng/400cmq

 

 

 

 

12

iprodione

balcone di casa

47 mt.

8,7 ng/400 cmq

2 fenilfenolo

16 ng/400 cmq

bupirimate

2 ng/400 cmq

clorpirifos etile

184 ng/400 cmq

 

 

13

SETTEMBRE 2009

polvere

dodina

balcone di casa

47 mt.

 

0,69 ug/mq

 

 

 

14

 

 

bromopropilato

1,76 ug/mq

captano

66,16 ug/mq

cyprodinil

0,24 ug/mq

etofenprox

0,72 ug/mq

penconazolo

0,87 ug/mq

tetraconazolo

0,32 ug/mq

 

 

15

captano

interno casa: camera da letto

51 mt.

24,82 ug/mq

cyprodinil

 

 

 

0,51 ug/mq

                   

tipo campione

pesticidi rilevati

luogo di prelievo

distanza del punto di prelievo dall’inizio del frutteto trattato con lancia

distanza del punto di prelievo dall’inizio del trattamento con atomizzatore a basso volume ed ugelli antideriva

quantità rilevata

POLVERE

DODINA

BROMOPROPILATO

CAPTANO

CYPRODINIL

ETOFENPROX

PENCONAZOLO

TETRACONAZOLO

Balcone di casa

 

 

 

 

47 mt.

 

 

 

 

72 mt.

0.69 ug/mq.

1,76 ug/mq.

66,16 ug/mq.

0,24 ug/mq.

0.72 ug/mq.

0.87 ug/mq.

0.32 ug/mq.

POLVERE

CAPTANO

CYPRODINIL

Camera da letto

 

 

51 mt.

 

 

76 mt.

24,82 ug/mq.

 0,51 ug/mq.

POLVERE

BROMOPROPILATO1

CAPTANO

CLORPIRIFOS ETILE

CYPRODINIL

PENCONAZOLO

PIRIMETANIL

Balcone di casa

 

 

 

47 mt.

 

 

 

76 mt.

0,28 ug/mq.

5,92 ug/mq.

6.32 ug/mq.

0.28 ug/mq.

0.68 ug/mq.

0,44 ug/mq.

 

Tenendo presente nel contesto, la situazione particolarmente favorevole della casa monitorata(distanza dai frutteti, disposti solamente a nord-ovest, rispetto della locale ordinanza vigente…ecc) rispetto a situazioni a maggior rischio di contaminazione, frequentemente presenti in Val di Non (case circondate totalmente da frutteti) i risultati ottenuti sono comunque alquanto preoccupanti: la presenza dei pesticidi è sistematicamente costante e quantitativamente considerevole ,per esempio nel prelievo n° 13/14 si sono riscontrati 70,76 ug/mq. ovvero 70.760 ng/mq, di sostanze pericolose  i pesti- idi arrivano anche negli ambienti più intimi della casa (camera da letto): rilevato, fra gli al-tri, il captano, potenziale cancerogeno  (vedi prelievo n°15) si sono rilevati in totale ben 20 principi attivi diversi; 9 contemporaneamente in un singolo prelievo (Aprile 2008)-si sono rilevati residui anche a 70 mt. dal frutteto gli effetti negativi sulla salute umana, soprattutto dei bambini, sia della singola sostanza che per sommatoria con le altre rilevate (20), persistono per lunghi periodi. I pesticidi sono presenti anche negli ortaggi (vedi prelievo settembre 2007/2008). La presenza uniforme dei pesticidi limita notevolmente la libertà di vivere normalmente la propria abitazione, proprio nel periodo più bello dell’anno marzo-ottobre (chiusura delle finestre per limitare la contaminazione; evitare di stendere i panni all’esterno; impossibilità di vivere tranquillamente gli ambienti esterni della casa, soprattutto per i bambini; impossibilità di coltivare ortaggi privi di pesticidi….ecc). Abbiamo eseguito anche una verifica della deriva da campi trattati promiscuamente con lancia a mano ed attrezzature “antideriva”. Anche in questo caso si è accertata la presenza significativa di residui di pesticidi sia in termini quantitativi e qualitativi. Di seguito i risultati di analisi su matrice ambientale (polvere) in campioni prelevati all’esterno e interno di un’ abitazione ad una distanza di 47 mt. dal frutteto dove: per i primi 25 m trattamenti con lancia a mano e per il restante con atomizzatore a basso volume ed ugelli antideriva. Anche la frutta che si trova in commercio è fortemente contaminata da residui di pesticidi che in alcuni casi supera il limiti di legge come emerge dalle analisi sulla frutta e verdura eseguita dai laboratori pubblici in Italia nel 2011 ed elaborati da Legambiente nel documento “pesticidi nel piatto 2011”. Sintetizzando emerge come: circa metà dei campioni di frutta analizzati presenta più di 1 residuo (il 56% dei circa 3.000 campioni analizzati); solo il 15% delle mele vendute in Trentino è senza residui di pesticidi (1 mela ogni 6,5) mentre non sono stati trovati campioni di uva e fragole senza residui (mentre a livello nazionale è il 35%); la situazione è peggiorata rispetto al 2010. Qualita’ della vita: la frutticoltura intensiva riduce la qualità delle vita di chi vi abita vicino. Nel seguito citiamo le motivazioni più importanti- pericolo per la salute pubblica soprattutto per i bambini a causa del massiccio uso di pesticidi; case, orti e giardini fortemente contaminati da residui di pesticidi; impossibilità di poter uscire da casa (giardino e luoghi pubblici) per numerosi giorni all’anno a causa dei trattamenti fitosanitari; impossibilità di poter coltivare frutta e verdura senza residui di pesticidi; impossibilità di poter stendere i panni all’aperto per numerose giornate all’anno causa dei trattamenti fitosanitari; necessità di dover spostarsi in altri luoghi quando l’aria è fortemente contaminata da pesticidi; senso di vergogna nei confronti di ospiti stranieri o che vengono da fuori della valle che spesso si stupiscono nel vedere lo spargimento di pesticidi con atomizzatori cosi vicino alle abitazioni; riduzione del valore economico degli immobili situati vicini ad aree agricole intensive; forti odori; questo tipo di agricoltura costituisce un forte ostacolo al turismo e alle forti ricadute positive che avrebbe; paesaggio fortemente abbruttito. Nonostante le criticità sopra esposte e che il CdS ha dal 2007 manifestato nella primavera 2011 la neonata Comunità di Valle della Val di Non ha emesso una proposta di regolamento da far adottare ai comuni che prevede fasce di rispetto estremamente basse e poco sicure per la salute pubblica (10 m per atomizzatori dotati di sistemi antideriva e 30 m per gli altri casi), con l’obiettivo di uniformare la frammentarietà di tale materia. Quasi tutti i comuni che hanno adottato tale regolamento di fatto lo hanno personalizzato facendo cadere l’unica motivazione valida di un simile regolamento. Inoltre il TAR di Trento con sentenza n° 18/2012 ha dato ragione al comune di Malosco che ha adottato fasce di 50 m dai confini ed il divieto di utilizzo di pesticidi particolarmente pericolosi (classificati come tossici o molto tossici). Proposte concrete migliorative del CDS. Il CdS è fortemente convinto che sia possibile una bella convivenza tra agricoltura e cittadini con misure semplici quali: impiego di varietà resistenti (no OGM)-impiego di siepi (riducono la deriva molto di più degli atomizzatori antideriva, costano molto meno, sono gratuite per l’agricoltore e viene indennizzato il mancato guadagno); impiego di muri a secco e di biodiversità, in maniera da ripristinare l’equilibrio ambientale e ridurre l’uso di pesticidi (oramai questo è ampliamente dimostrato)-conversione verso un’agricoltura pulita (infatti ora la lotta integrata è superata e la fanno tutti) e diversificata; migliorare il paesaggio (biodiversità, pali legno, …); riconciliazione turistica attraverso l’attuazione dei punti precedenti; puntare in alto per la nostra agricoltura e fare diventare il Trentino pesticidi free (nel giro di 10-15 anni questo si potrebbe fare agevolmente ed avrebbe delle ricadute enormi, in quanto sarebbe la prima regione al mondo a fare questo). I risultati dell’applicazione delle proposte fatte sarebbero: QUALITA’ DELLA VITA SALUTE-AMBIENTE-SPESE (-50% sui trattamenti)-GUADAGNI (+30%)-ECONOMIA (turismo, commercio…) 

Comitato Val di Non 


[1] tramite i cospicui sussidi, il regime fiscale agevolato, ed altri “benefit” quali: possibilità di edificazione agevolate, esonero dagli oneri di urbanizzazione e dall’ex-ICI, carburanti a prezzo agevolato, siepi gratuite, strutture di ricerca agricole interamente a carico dell’ente pubblico al 100%, ecc.

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