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L’effimero napoletano in una “città terminale”

Inserito da on 12 marzo 2012 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

L’intervista del giornalista Antonio Fiore, al sociologo Domenico De Masi, – Corriere del Mezzogiorno – martedì 28 febbraio 2012 – ci fa capire a fondo in quale stato critico si trova Napoli. Dice De Masi: “Quando una città è in uno stato critico, i suoi amministratori hanno bisogno di guadagnare tempo per poter intanto programmare interventi stanziali”. Bassolino cominciò con una cosa spettacolare come il G7 e con una cosa piccola ma ad alto valore simbolico, quale la chiusura al traffico di piazza Plebiscito. E De Magistris? Prende quello che capita; dalla Coppa America al Giro d’Italia. Panem et circenses funzionano sempre, sia che alla base ci sia una furba saggezza sia che nascondano un intento truffaldino. Per De Masi è un groviglio enorme di problemi; è una spirale che affonda su se stessa; nemmeno Roosevelt, Churchill e De Gaulle insieme riuscirebbero a salvare Napoli. Figuriamoci De Magistris e Caldoro. De Masi, parla di vertici assolutamente inadeguati per una città terminale; tra l’altro, sono circondati da personaggi di assoluta incompetenza. Un segnale fortemente negativo è dato dal Forum delle Culture che poteva cambiare l’immagine mondiale della città. Richiedeva il coinvolgimento di personalità di rilievo mondiale nell’ambito della cultura; assolutamente inadeguato Roberto Vecchione, poi messo da parte a tempo ormai scaduto. I mali di Napoli sono veramente tanti; sono mali antichi che si rinnovano; sono mali che non finiscono mai. Assolutamente inadeguate le soluzioni possibili. L’effimero napoletano non ha limiti.  A Napoli pur vivendo in una condizione tragica, si pensa al solo effimero; tale il pallone, una vera e propria droga, forse assunta per dimenticare i mali di Napoli. Maradona insegna. Si sogna ancora oggi ad occhi aperti, nonostante la disperazione e l’infelicità umana diffusa. Il successo agonistico non si aggiunge alle altre cose, ma le cancella. Napoli indifferente ai suoi tanti mali, pensa a costruire un altro stadio (Milano, pur avendo due squadre, ha un solo stadio). Napoli è la città dell’effimero con interventi sbagliati, perché pensati male. Non si pensa a come eliminare la criminalità; si pensa, piuttosto, a come fare interventi che si traducano in risorse per la camorra. Che cosa lascerà a Napoli l’America’s Cup oltre ai tanti disagi? Per il sociologo De Masi, Napoli ha l’effimero nel suo DNA. Solleticarlo è criminale. L’organizzazione dell’effimero è effimera anch’essa. Napoli è una realtà senza regole; per evitare di essere travolti è necessario averle. Tanto è necessario, per evitare che a governare la scena con protagonista unico sia solo l’effimero napoletano; siano solo le emozioni, purtroppo lontane dalla ragione e dal pensiero razionale, necessari a governare le sorti del mondo e quindi anche di Napoli e della sua gente, da sempre abituata ad autogestirsi, a vivere senza regole, mettendo in atto una propria filosofia di vita che è quella dell’arrangiarsi, facendo da sé, perché degli altri c’è solo da diffidare; da starne assolutamente lontani.

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