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A te che leggi dopo mezzanotte: lontananza…vicina!

Inserito da on 12 marzo 2012 – 00:00No Comment

Giuliana Rocci

Quando credi che sia finito l’orizzonte, che ormai solo i giorni inutili sfilino in corsa, mangiando i km. ferrati, allora ti accorgi che si apre l’infinito. Noi oggi, quelli di ieri, che resteranno uniti anche domani! Una clausola, però, da non smarrire: finchè l’altro consente al tuo passo, d’esser accanto al suo…quando la smette di eludere il destino, che incrocia i cammini! E così, rimuginando su un perenne cell agonizzante d’attese, su un’ irraggiungibile dialogo mobile, succede che altre storie, altre vite, altre situazioni sostino il  passo, senza esser criminalizzate dal tradimento. La strada ferrata, i km., un treno sferragliante. Quante volte aveva fatto un viaggio, in piena estate, con l’afa assediante e la stanchezza prostrante. Quante emozioni e suppliche, silenzi e sacrifici per giungere alla meta. Era da un pezzo che aveva rinunciato a fare quel viaggio, ad esser laddove anni addietro aveva fermato il tempo, nel desiderio di potervi risieder a vita. Ora era lui, questo neo incontro venuto dal nulla per lei, che si trovava dall’altra parte, in quell’orizzonte che sapeva d’infinito. Lui, che per uno strano destino, l’era capitato d’incrociar sul cammino. Lontani, distanti: la strada ferrata, il lavoro, li dividevano eppure erano vicini nella maniera autentica…sulla stessa lunghezza d’onda. Avevano un dialogo virtuale, non essendosi conosciuti se non per circostanza. Messaggi sbriciolati, frasi compite, cordialità ricambiata: tutto qui, nell’asetticità d’un approccio a distanza, senza saper nulla dell’altro direttamente, se non per un sentito dire e notorio. Ma, senza mezze misure, lei aveva vuotato il sacco della sincerità: gli scriveva nella condivisione di un impegno e lui, malgrado assediato dal lavoro ininterrotto, le rispondeva lasciando intuire il suo vissuto, le sue ansie, fin quando… gravi problemi per lui. Lei,  sull’orizzonte, da valida crocerossina, ad infondergli fiducia: lui, prostrato, non immaginava che avendo scelto l’infinito, gli venisse negato …lui era in quell’infinito, che lei avrebbe sempre voluto, che guardava ogni giorno correndo per strada o perdendosi sull’asfalto autostradale. Sarebbe volata da lui forse, a breve, anche se il suo cuore lo raggiungeva anche così: ed ogni volta che lei gli scriveva, non vedeva l’ora di riavviare il pc, attendendo risposta. Era da qualche giorno che la sua posta soffriva d’inedia finchè, in tarda mattinata, nel suo orario di lavoro, l’azzurro di Libero le aveva sorriso: “Solo ora mi siedo alla mia scrivania per qualche minuto, al ritorno da un paesaggio stupendo per una full immersion convegnistica …è la prima volta che visito quella regione!…” Lui c’era, solo il lavoro l’aveva strapazzato…non aveva abbandonato il suo infinito, il pc le strizzava il verde…poteva spegnere la luce su un altro giorno, serena d’esser nel suo orizzonte.

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