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8 marzo: semplicemente donne!

Inserito da on 8 marzo 2012 – 05:4711 Comments

di Rita Occidente Lupo

Donne. Femminismo a iosa. Ma l’apice, l’8 marzo: un secolo per l’istituzione della Giornata internazionale secondo molti, ricordando la morte di alcune operaie coraggiose, che intrisero di sangue le mimose del campo vicino alla fabbrica tessile Cotton  di New York nel 19008. Secondo alcune fonti, comunque, anche quel famoso episodio passato alla storia, non si verificò nel 1908, bensì nel 1911.  Nel 1917, a Pietrogrado, fame, freddo e sofferenze della guerra spinsero operaie e contadine in piazza contro lo zar, a chiedere pace e pane: Rivoluzione di Febbraio, 23 Febbraio secondo il calendario giuliano, 8 marzo per quello riformato in vigore in Occidente. Nel 1921 a Mosca, alla seconda Conferenza delle donne comuniste, 82 delegate da 20 paesi adottano il 23 febbraio/8 marzo come Giornata dell’operaia, in ricordo della manifestazione delle operaie di Pietrogrado. Un modo, l’8 marzo, per enfatizzare un ruolo. Donne alla ribalta. Allo sbaraglio. In carriera. Tra fornelli e prole. Ristrette nella cerchia parentale, stuprante sogni ed innocenza.  Segregate tra vizio ed ambizione. Donne coraggio. Madri esemplari. La carrellata di volti e di nomi non sfugge ai lettori attenti d’ogni tempo. In passato s’appioppava alla signora, sempre il laconico assenso alla propria gravidanza non programmata. Auguri…e figli maschi. Il retaggio di una mentalità maschilista, ancora ottenebrante molti Paesi, riemerge con efficacia l’ 8 marzo. Come se i diritti umani, dovessero annotare sul calendario quadrettato, l’ora fatidica della riscossa. In ogni luogo si cerca di festeggiare ormai la donna. Senza generalizzazioni di sorta. Al di là del burka, l’identità di quante ancora reprimono doti naturali, capacità individuali. La femminilità, spesso mutilata dalla violenta ignoranza. Dal consumismo dei costumi islamici. Se l’integralismo, ancora untore di diverse personalità di spicco, gli stereotipi perbenistici, onta di un marcato consumismo progressivo. La donna viene tuttora strattonata in alcuni ruoli. A tal punto da dover chiedere il diritto d’essere ricordata con le quote rosa. Eppure il suo spessore rimane soltanto se lo possiede. E lo sa gestire. Di ciò, nessuno parla più. Se anche i jeans, rimandano femminilità, la donna si muove in modo che il suo sesso, non sia ad ogni costo la mediazione delle sue conquiste sociali. Se riesce ad essere, al di là del lifting e del capello gelatinato.  Del tacco a spillo e delle semplici ballerine. Nel suo ruolo complementare, senza ribaltoni. Tra mimose e cuoricini, cenette a lume di candela e coppe di champagne. Perchè incentrare l’attenzione su di lei? Tanto ancora da tributarle! Nel renderle giustizia!

11 Comments »

  • Enrico scrive:

    La rispettabilità la donna se la deve conquistare nella società civile, studiando e lavorando, così come gli uomini. Dalle telefonate intercettate, che circolano sui giornali, non pare proprio che molte ragazze abbiano voglia di sudare sui libri o di impegnarsi in una professione o mestiere!
    Questo foglio elettronico si dovrebbe porre la domanda se i programmi televisivi, specie di ben definite emittenti private, abbiano finora mostrato le donne in una luce diversa dallo stereotipo ‘tutta curve e poco cervello’. Purtroppo, abbiamo un presidente del Consiglio che, da parte sua, ha mostrato con i suoi comportamenti, vergognosi per un capo del governo di qualsiasi stato, quale concezione ha delle donne. Ma sulle pagine di questo foglio NON si parla mai di questo! Lo schieramento politico pro-PDL non lo consente!

  • Donna scrive:

    Lei ha ovviamente il diritto di dire ciò che vuole si sulla cultura che sulla politica di oggi, sarebbe difficile confutare alcune tristi evidenze. Mi pare che su questo ” foglio elettronico” ci siano molti esempi di donne cui il cervello sia l’unica cosa che si evince di loro, e in alcuni casi, che cervelli…

  • Lidia scrive:

    Certo è ammirevole la solerzia con cui si difendono le donne; con la stessa foga, però, si dovrebbero difendere le vittime (uomini o donne che siano) dei “rubaposto”, per usare un eufemismo. Secondo recenti statistiche, si tratta dei tre quarti degli occupati! Bisogna impegnarsi sodo, per poi magari vedersi scavalcare da qualche schiappa assunta per grazia ricevuta (da un parente, o da un “amico” mafioso…). Il vero cancro dell’Italia è questo, insieme con la “follia iper-egualitarista” (copio l’espressione dalla grande Paola Mastrocola)dei 1000 Euro mensili per tutti, dallo sciacquino al futuro Premio Nobel. Queste stesse cose le ho scritte al Corriere della Sera, ma la mia lettera non è stata mai pubblicata: evidentemente toccava un nervo scoperto. In quel caso, lo schieramento anti-PDL non lo ha consentito…
    Al confronto, la questione delle donnine discinte pare proprio una quisquilia…

  • lupo solitario scrive:

    Che rottura di co….oni oggi, ieri , domani.
    Le donne…, le donne, le donne.
    Ma quanto valete?
    Quanto siete brave?
    Quanto la smettete di piagnucolare, cercando di intenerire qualche uomo un pò frocio.
    Se avete le “palle” mostratele oggi.
    Non mi interessa ieri cosa succedeva.
    Oggi se avete le qualità ci sono tutte le strade per farvi valere.
    Il mondo liberista vi ha messo a “nudo”.
    Non ci sono più scusanti perchè voi dobbiate strepitare come oche.
    C’è Ruby e c’è la Montalcini.
    Per me sono due donne capaci che hanno usato i mezzi che avevano per affermarsi.
    Tutto il resto è solo noia e vigliaccheria.
    in bocca al lupo

  • lupo solitario scrive:

    chiedo scusa per gli strafalcioni… ….mi avete fatto incazzare veramente.
    in bocca al lupo

  • bianconiglio scrive:

    Ancora con questa festa delle donne? Ma non è il caso di abolirla? Cosa c’è da festeggiare, perchè , noi uomini festeggiamo? Trovo così patetico vedere queste oche giulive riempire ristoranti e discoteche per dare libero sfogo alla peggiore volgarità, con la scusa di festeggiare. Donne, impegnatevi a festeggiare a casa vostra, con le vostre famiglie, prendetevi cura dei vostri mariti e dei vostri figli, e non vi lamentate se non riuscite a tenervi un uomo, la colpa è vostra! Vogliamo donne vere, non donne che scimmiottano gli uomini nei loro aspetti peggiori.

  • Scusate Signori se mi permetto di intervenire nel dibattito, però vorrei porre una riflessione a voi tutti. Questi commenti sono più o meno tutti intrisi di un giudizio continuo, e soprattutto, di una malcelata rabbia. Donne contro uomini e viceversa. Così non si va da nessuna parte. L’eterna dicotomia che vuole la donna o bella o intelligente, o santa o di facili costumi, ma a nessuno viene in mente che siamo semplicemente Persone? Certo che esistono diversità tra maschi e femmine nel porsi di fronte alle situazioni, ma perchè si tende a sottolineare solo il lato negativo di queste diversità? Per intenderci, una ragazza se libera di farlo perchè non può vendere il proprio corpo? Lo fanno anche i maschi, ma su questo non si scompone nessuno. Alle donne era vietato iscriversi all’Università ed ai Licei sino al 1874, ma questo non turba nessuno oggi. Al Signor Enrico suggerisco di andare a vedersi questo mio articolo, giusto per capire che su questo giornale si parla di tutto: http://www.dentrosalerno.it/web/2009/10/08/dimmi-come-offendi%e2%80%a6/
    Agli altri commentatori suggerirei di riflettere che non tutte le donne sono alla ricerca del plauso maschile, detto in termini più slang, se ne fregano allegramente. Sono tutte le donne che oggi in un modo o nell’altro hanno fatto quello che hanno fatto ieri e faranno domani, magari ponendosi pure la questione di migliorarsi sempre, per loro stesse, non per gli altri. Personalmente, lo ho scritto in un commento all’articolo relativo agli auguri del Giornale a tutte le donne (quindi in orario non sospetto…)io non festeggio la festa della donna, ma volentieri festeggerei la giornata della coerenza, ovvero un giorno in cui ci si guardasse in faccia senza false ipocrisie ed inutili luoghi comuni e, per una volta, si provasse a costruire e non a distruggere.
    Grata per l’attenzione.
    Giovanna rezzoagli Ganci

  • civetta scrive:

    Lupo , ma cos’è che la fa così arrabbiare da qualche giorno? Sembra una dose di acido. Cosa vuole dalle donne, cosa le hanno fatto?
    Suvvia….! ma cosa sarebbe il mondo senza le donne, se lo è mai chiesto? Sarebbe come….un mazzo di rami senza fiori o un mazzo di carte senza segni, un bel piatto senza sapore , una mimosa…non fiorita e non donata! Faccia pace con l’altra metà del mondo e starà meglio anche lei.Saluti di donna!

  • No! Amci. Se esiste, ed è sacrosanto che esista la festa del lavoro, perchè bisognerebbe ribubciare alla festa della donna?
    Secondo me,le vere e instancabili lavoratrici sono proprio le donne.Noi uomini ci sbagliamo a dire che siamo noi a portare avanti la famiglia.E’ la donna che sà bene estrapolare i palpiti che servono a dirigere la famiglia ed accollarsi le immane responsabilità di ogni sorta. Cosa saprebbe fare l’uomo da solo?
    Sa giovane ho avuto la sfortuna di aver dovuto vivere da solo all’estero per molti anni,con immane difficoltà e senza un fine preciso. Allora direi: Viva le donne!

  • lupo solitario scrive:

    Solo per precisare…..e una buona volta per tutte chiarire l’inganno su questa famigerata data dell’8 MARZO.
    In maniera falsa e tendenziosa è stata datata in questo giorno come memoria per la Morte delle operaie nell’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York ………………il 25 MARZO 1911.
    Quindi cosa centra l’8 Marzo?
    -
    E’ semplice la risposta: In questa data si festeggia la ricorrenza del X congresso Sovietico avvenuto proprio 1’8 Marzo del 1921.
    Quindi chi festeggia questa data festeggia un evento COMUNISTA che nulla a che vedere con la tragedia delle operaie “americane”.
    IN BOCCA AL LUPO

  • Gianluigi64 scrive:

    L’articolo fa effetto con le sue volute di spirali linguistiche ma, stringi, stringi, è un pout-pourri di luoghi comuni. I commenti? Se ne salva uno: una donna che vuole si festeggi la giornata della coerenza. Mi chiedo e vi chiedo: ma nei paesi del nord europa, quelli realmente civili, dove esiste una cultura della legalità e del rispetto, c’è tanta enfasi nel festeggiare l’otto marzo?

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