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Mondo dorato dei paperoni

Inserito da on 6 marzo 2012 – 00:00No Comment

Giuseppe Lembo

È una vergogna che nel nostro Paese, esistano situazioni da infami privilegi, tra l’altro, difesi ad oltranza da chi ne beneficia, assolutamente indifferente alle attuali condizioni di povertà diffusa. Tutto questo succede ancora oggi , in una situazione di grave disagio e sofferenza per i tanti che non hanno neppure il necessario alla sopravvivenza; quel piatto di lenticchie per sé e per i propri figli, senza il quale subentra la disperazione e la volontà di dire basta con le violenze quotidianamente subite in silenzio. Ma chi governa questo nostro Paese non si vergogna di tutto questo? Non si vergogna di avere immiserito la sua gente ad un punto senza ritorno, con gravi conseguenze anche per il futuro? Non ci si vergogna, tra l’altro, di inveire contro i poveri cristi, mettendoli in condizioni di non sopravvivenza e conservando privilegi da vero e proprio mondo dorato per dei paperoni nostrani, assolutamente indecenti, più vicini al padreterno che agli uomini. Questi unti del Signore, non sanno neanche loro perché guadagnano tanto; non sanno perché sono portatori di tanti e tali privilegi che, così come si manifestano, offendono i legittimi diritti di chi è, purtroppo, ridotto alla fame estrema e … quasi a morte sicura per mano del nemico fame. Ma perché tutto questo? Tra l’altro, la loro diversità di dorati privilegiati del mondo, non si ferma qui. Non solo sono ricchi e “potenti”, quanto hanno anche la sfacciataggine di fare dell’umorismo sulle povertà diffuse. Questa è una vergogna veramente insopportabile! L’ultima idiozia, in tal senso, viene da un certo Stracquadario (il solo cognome è tutta una leggenda metropolitana) parlamentare PDL che non crede assolutamente possibile che ci siano ancora degli italiani “sfigati”, con un reddito di 500 euro al mese. Il di sopra “innominato” ha, tra l’altro, dichiarato che è ora di smetterla con una pubblicistica falsa e menzognera. Gli italiani stanno, con la benedizione dei ricchi, tutti, ma proprio tutti, bene; sono tutti con i soldi, con abbondanti depositi nei paradisi fiscali e si godono la vita a più non posso. Gli  italiani, oltre che brava gente, oltre che gente tollerante sono tutti con il portafoglio pieno. È questo, tra l’altro, lo stracquadario pensiero. Gli “sfigati” sono una falsa invenzione di chi sogna un Paese povero, un Paese stanco di essere ricco, un Paese che, per etica comune, pensa di votarsi alla povertà francescana, alleggerendo così il peso delle proprie ricchezze, a volte fastidiose, ingombranti e sempre più inutili. Sono tanti i ricchi italiani a gridare basta con la ricchezza; si vanno dando la voce per dire “a che servono questi quattrini”? Vogliono anche spogliarsi a tutti i costi della ricchezza troppo ingombrante ed assaporare il piacere e l’umano godimento della “povertà” amica. C’è, in atto, una grande crociata dei ricchi italiani contro la ricchezza. Ad averla promossa sono quei tanti ricchi, stanchi di essere ricchi. I loro volti, i loro dati anagrafici finalmente li scopriamo su internet grazie alla legge sulla trasparenza. Ma non è giusto che anche in questo siano dei “paperoni” privilegiati; sul sito “gente italiana” oltre a chi ha tanto e ne fa umilmente sfoggio, dobbiamo riportare i redditi anche degli italiani straccioni; proprio di tutti, mettendo così in piedi quel libro bianco dell’Italia raccontata che è utile, ma veramente utile a tanti, conoscerla; è, soprattutto, utile farla conoscere a personaggi come l’onorevole Stracquadario, convinto che “sfigati” con 500 euro al mese, non appartengono al nostro Paese, ma ad altre realtà povere del mondo, o meglio ancora non a questo mondo. Per sapere in che paese delle mostruose differenze viviamo, è importante sfogliare gli elenchi dei “paperoni” sfondati, ossia di quella gente che ha un reddito, addirittura ad otto cifre, contro quello degli sfigati a solo quattro cifre o ai tanti trasparenti comuni mortali italiani a 5 cifre. È bene sapere! È bene che gli italiani conoscano e si conoscano; è bene che i ricchi sappiano la verità dei poveri ed i poveri, anche loro, di diritto vengano a conoscenza di quel mondo sognato a cui tutto è umanamente lecito, tranne che, come nel caso indecente del signor Stracquadario, offendere i poveri e le loro povertà. Purtroppo nel nostro paese, soprattutto da parte del mondo dei ricchi, c’è una visione sbagliata del mondo. Si pensa che tutto è legato al possesso dei soli beni immateriali; così pensando, a tanti assassini di pensiero, sfugge la parte più importante dell’uomo sociale di cui è fatto anche il nostro Paese; quello vero; quello che vive e palpita di nessi,; quello che sa gioire anche nella povertà e sa essere sempre solidale all’altro in quanto uomo. A tanti sfugge l’importanza degli uomini e dell’essere uomo; è questo un errore grave ed assolutamente imperdonabile. In virtù di quest’errore, c’è una visione sbagliata del mondo; sono cancellati i valori, l’etica condivisa, il piacere di scoprire se stesso anche nelle piccole cose e nel senso dell’umanità d’insieme che ti fa grande, facendo grandi anche gli altri. Ma dove sono le virtù antiche? Dov’è la saggezza dei più che sanno pensare al bene comune? C’è, in Italia, un governo tecnico che di fatto per il bene dei poteri forti, ha inaugurato il lungo periodo di lacrime e sangue, presentandosi, come falso portatore di equità e sobrietà. Purtroppo, da nessuna parte, non si vede né l’una né l’altra. C’è solo il progetto di un’Italia in povertà, dentro e fuori dell’Europa, con momenti assolutamente tristi e di lunga durata, da lacrime e sangue, per i tanti italiani sfigati a cui verrà, tra l’altro, meno anche quel piatto di lenticchie che ancora garantisce la sopravvivenza di intere famiglie ormai con il culo per terra. Intanto amici italiani, senza infastidire più di tanto gli occhi, leggete le varie liste del mondo dorato dei paperoni; leggetele con la dovuta attenzione e cercate di non dimenticare l’humus italiano di quel privilegio disumano che offende l’Italia ed il suo popolo, in quanto legato a caste ed oligarchie sanguisughe, attente a perpetuare il potere, per pertuarsi e godersi quei tanti diritti falsamente acquisiti di cui non hanno l’autorità di avere. Basta guardare i managers legati alle banche. Chi sono, se non gli sfascisti del credito Italia? Che fanno di positivo per meritarsi tanto? Oggi in tanti sono, tra l’altro, in conflitto di interessi; li troviamo, in primo piano, anche nel governo del Paese, con assunzioni di provvedimenti, assolutamente discutibili, in quanto utili a consolidare le rendite parassitarie di banchieri e finanzieri, un cancro mortale da estirpare, in quanto nemici giurati dell’uomo della Terra, in Italia, in Europa e nel mondo. È un crimine, apparentemente di pace, assolutamente non più tollerabile. I ricchi che tolgono il pane ai poveri sono nemici dell’uomo; in questo ruolo assassino oggi in Italia ci sono tanti ricchi che egoisticamente vogliono tutto per sé e senza farsi scrupoli di niente, tolgono il pane di bocca ai tanti poveri. Siamo a comportamenti assolutamente disumani che dobbiamo rifiutare non solo come italiani, ma anche come cittadini del mondo. Gli affamatori non sono uomini, ma bestie; appartengono agli “indegni” dell’umanità e come tali, essendo serpenti velenosi, vanno spogliati dei loro disumani privilegi; tanto, con comportamenti assolutamente pacifici e nonviolenti; tanto, per il bene di tutti e per il comune obiettivo di una vera democrazia alla base della vita di tutti i popoli della Terra. L’uomo, libero dalle catene, non può subire, come nel nostro caso, di essere messo sotto tutela da altri, addirittura per scopi assolutamente poco nobili, quali l’allargamento delle povertà per il piacere dei ricchi sempre più ricchi. Occorre avere per cambiare, una forte coscienza di uomini; la distinzione dell’appartenenza  italiana rispetto ad altri uomini europei o del mondo è poco influente. Oggi bisogna sapersi ritrovare ovunque uniti ed ovunque liberare la parola per un grande protagonismo, il frutto di profonde riflessioni individuali e collettive. È qui l’alternativa possibile; è qui il nuovo che avanza; è qui che può nascere una diversa coscienza nei confronti di un sistema capitalistico e di una speculazione finanziaria globale assolutamente indifferente alla dignità umana ed al diritto alla vita che viene violentemente negato per effetto delle povertà diffuse. Il mondo dorato dei paperoni non è un mondo a divinis; è, piuttosto, una costruzione, un’invenzione tutta umana; è un mondo voluto dai poteri forti di lobbies ed oligarchie che si sentono padroni del mondo; ma non è così; può anche non essere così. Contro tutto questo, simbolo delle ingiustizie umane, grondanti del sangue della povera gente, bisogna saper reagire ed inventarsi, partendo da tutti NOI, un mondo nuovo, un mondo senza paperoni e con più pane e democrazia per tutti gli italiani, gli europei ed i cittadini della Terra-Stato e della società-mondo che vogliono conquistarsi, a buon diritto, un posto in quella dimenticata democrazia diretta che è l’anima antica del mondo; noi italiani con Atene e tutta la Grecia prossima al fallimento, perché così vogliono i banchieri d’Europa, siamo i legittimi e nobili eredi di questo grande patrimonio che appartiene anche al futuro delle generazioni che verranno a calpestare la Terra, senza più i vincoli dei privilegi disumani della ricchezza, un’invenzione sempre più violenta e disumana della speculazione finanziaria globale che ha, come unico obiettivo, quello di far crescere il numero dei poveri, per far crescere la ricchezza del mondo dorato dei pochi. Nonostante i poteri forti e le altrettanto forti rappresentanze di cui dispongono in tutto il mondo, i ricchi del mondo sono preoccupati del clima d’urto di cui vive la società del nostro tempo. In particolare, di che cosa sono preoccupati? Secondo loro che continuano impunemente a farne di tutti i colori, oggi si grida troppo a “dagli ai ricchi”, da parte dei poveri straccioni che osano alzare la voce e mettere in discussione un sistema consolidato sulla Terra, basato sul principio unico ed indiscutibile del “così è”. Ha ragione Eugenis Eutushenko a gridare al mondo in una poesia dedicata a Vaclav Havel, l’uomo della primavera di Praga, che “sul pianeta è tutto fuori posto”. Ma intanto tutti noi sappiamo che dobbiamo difendere la libertà. Chi ci dirà  che cosa fare dopo?

 

                                                                                                 

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