Home » Cronaca

Il nuovo codice del processo amministrativo- Lezioni coordinate dall’avv. Antonio Brancaccio

Inserito da on 6 marzo 2012 – 00:00No Comment

Nicola Crisci (*)

Per il Corso di formazione continua promosso dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Salerno, presieduto dall’avv. Americo Montera, e coordinato dall’avv. Antonio Brancaccio, nell’Aula Parrilli, hanno tenuto lezione sul nuovo Codice del processo amministrativo, il prof. Giuseppe Ruffini dell’Università Roma Tre, il consigliere del TAR Salerno dott. Gianmario Palmeggiano, coautore con il consiglio della Corte costituzionale Zingales, di un commentario delle Collane IPSOA, il prof. avv. Sergio Perongini, ordinario di Diritto processuale amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Salerno, autore de Le impugnazioni nel processo amministrativo con Giuffrè Editore. L’avv. Gaetano Paolino, amministrativista, consigliere segretario, ha portato il saluto dell’Ordine Forense, soffermandosi sulla crisi della professione e le promosse azioni di protesta, anche nell’interesse dei cittadini per processi rapidi e giusti. Nell’introdurre il Corso l’avv. Antonio Brancaccio ha presentato i relatori e il moderatore avv. Giuseppe Abbamonte, professore emerito nell’Università degli studi Federico II di Napoli illustre amministrativista italiano, coautore del volume Giustizia amministrativa (Padova, Cedam) e attualmente è nel Comitato scientifico della rivista internet www.giustamm.it. Con il Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Supplemento ordinario n. 148/L della Gazzetta Ufficiale 7 luglio 2010, n. 156) è stata data “Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69 recante Delega al governo per il riordino del processo amministrativo”, con l’Allegato I dedicato al Codice del processo amministrativo, dettando con l’art. 1 (Effettività) che “La giurisdizione amministrativa assicura una tutela piena ed effettiva secondo i principi della Costituzione e del diritto europeo”. Con l’art. 2 (Giusto processo) ancora il principio che “Il processo amministrativo attua i principi della parità delle parti, del contraddittorio e del giusto processo previsto dall’art. 111, primo comma della Costituzione” e 2 Il giudice amministrativo e le parti cooperano per la realizzazione della ragionevole durata del processo” ed inoltre altro principio generale l’art. 3 (Dovere di motivazione e sinteticità degli atti) che con “Ogni provvedimento decisorio del giudice è motivato” e “Il giudice e le parti redigono gli atti in maniera chiara e sintetica”. La criticità dei profili applicativi ed attuativi dei Principi generali innanzi riportati, nonostante la recentissima normativa sulla semplificazione dei diritti è stata evidenziata dal prof. Abbamonte, auspicando una approfondita ricerca sui diritti costituzionali, nei conflitti processuali per la libertà degli utenti nei variegati rapporti tra pareri dello Stato e diritti dei cittadini, spesso sopraffatti dalle successive norme tecniche. Opportune potrebbero essere le conferenze di servizio. Sul ruolo delle parti, sull’effettività del processo amministrativo, sull’esistenza, sulla tutela dei diritti, sulla presenza di subordinati riti inutili, silenzio della Pubblica amministrazione inadempiente, sui pregi e difetti del nuovo processo, anche con richiami al processo nuovo nell’ordinamento tedesco è stata puntuale la motivata analisi del prof. Sergio Pessangini. Con interessanti segnalazioni degli orientamenti giurisprudenziali della Corte costituzionale e dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Salerno, già negli aspetti processuali e sostanziali, il consigliere Gianmario Palmeggiano, ha evidenziato il vizio dell’interpretazione, oltre le norme, delle parti e dei difensori ed i contrasti sulle decisioni, provocando l’incertezza del diritto. Sul riordino del processo amministrativo, considerate le norme di coordinamento, con le attribuzioni giurisdizionali specifiche, con la class action, i ricorsi amministrativi, il giudice contabile, il giudice penale, il tribunale superiore delle acque e soprattutto il codice di procedura civile secondo il prof. Ruffini risulta evidente la diversificazione tra l’ordinamento italiano e gli altri Stati. Le norme di coordinamento e abrogazioni (Allegato 4), del Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, con gli articoli 1, 2, 3 e 4 con le modificazioni, abrogazioni, soppressioni, sostituzioni testimoniano, con la strutturazione in quattro parti, la necessità che soltanto giuristi indipendenti, possibilmente con ricercatori stranieri, possono realizzare norme di completa attuazione dell’art. 113 della Costituzione per il quale “Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa al tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli urgenti di giurisdizione ordinaria (art. 102) o amministrativa (artt. 100, 103 I e II, 125 II). “La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione per determinante categorie di atti (art. 137 III). “La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa”. Questo pluralismo di organi e di leggi favorisce “La formazione delle leggi” secondo le “corporazioni” nel loro iter di approvazione, come è stato anche accennato nell’articolato di battito. Seguito da attenti e giovani avvocati e praticanti, con rara presenza di amministrativisti. Per una utile consultazione consigliamo l’aggiornato Codice del processo amministrativo con Tabella di orientamento tra la normativa di orientamento previgente e il Codice del procedimento amministrativo, con Indice sistematico ed Indice analitico e cronologico a cura del magistrato del TAR Alessandro Pagano (Napoli, Edizioni Giuridiche Simone, 2011, II edizione, 572).Riportiamo le osservazioni del presidente del Consiglio di Stato dott. Pasquale de Lise sui tempi e sulla produttività dei giudici amministrativi: “Il primo e ben noto problema della Giustizia italiana è quello del tempo. Troppo spesso si trascura la centralità di questo fattore: una decisione resa dopo anni finisce molto spesso per essere inutile. E ciò si traduce non solo in un danno per l’utente del servizio-giustizia ma anche in una sconfitta per noi. Peraltro, i tempi della nostra giustizia non sono particolarmente preoccupanti. I riti speciali di semplificazione e accelerazione, introdotti nel 2000 per alcune controversie e disciplinati in maniera organica dal codice, hanno dimostrato di funzionare bene in settori cruciali per lo sviluppo del Paese (dagli appalti ai provvedimenti delle Autorità indipendenti, dalle privatizzazioni alla protezione civile): spesso è sufficiente qualche mese per giungere ad una sentenza di merito in primo grado. Pertanto, le condivisibili esigenze che hanno recentemente condotto alla creazione del “Tribunale delle imprese” appaiono già soddisfatte per le controversie di nostra competenza. La celerità nel fornire una risposta di giustizia è assicurata anche dalla tutela cautelare. Talvolta la “sospensiva” è evocata come una sorta di blocco alla realizzazione di opere, progetti, iniziative. Non è affatto così: il giudizio cautelare ha tempi rapidissimi e, soprattutto, i provvedimenti adottati hanno efficacia provvisoria. Il contenzioso ordinario segna il passo, ma funzionerebbe anch’esso bene, con il nuovo regime processuale, se non vi fosse l’arretrato creatosi negli anni. I dati che emergono dalle tabelle allegate alla relazione scritta confermano che la produttività aumenta, nonostante le limitate risorse esistenti.  Una fonte ufficiale quale l’Associazione dei Consigli di Stato dell’Unione europea ha valutato, anche quest’anno, il livello di produttività della Magistratura amministrativa italiana più elevato rispetto a quello delle magistrature di molti altri Paesi.  In conclusione, si deve dare atto che i nostri sforzi hanno condotto al miglioramento dei risultati; peraltro, non posso esimermi dal rilevare che questa tendenza positiva è messa a rischio dalla cronica carenza di risorse e dalla mancata attuazione delle 17 misure per lo smaltimento dell’arretrato previste dal codice, già deliberate dal Consiglio di Presidenza ma non ancora approvate dal Governo”.

Socio dell’Associazione Internazionale Giuristi Itali-USA e dell’Associazione per gli scambi culturali tra avvocati italiani e tedeschi.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.