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Vietri Sul Mare: il direttore Rita Occidente Lupo con Vitina Maioriello “Tramonto, buio, luce”

Inserito da on 25 febbraio 2012 – 07:21Un commento

Una serata sobria, amicale, con la voglia di riscoprire quanto la vita generosamente regala ogni giorno, senza sconti! Vitina Maioriello con la dirompente forza di vivere, nell’autobiografia “Tramonto, buio, luce” presentata dal direttore del nostro quotidiano Rita Occidente Lupo, presso l’Art Cafè Russo di Vietri Sul Mare. Una serata che ha registrato anche un piacevole intervento musicale al pianoforte, grazie a Isabella Caliendo, che ha regalato tra le dolci note di Chopin, emozioni ovattate. Numeroso e qualificato il pubblico, che ha salutato tra gli ospiti, che hanno impreziosito la presentazione con i loro interventi, anche la cifra istituzionale con l’on.Guido Milanese, l’on.Anna Petrone, il sen.Giuseppe Esposito. “Una scelta di campo, nell’andare avanti nell’ottimismo, quella della Maioriello, scrittrice- giornalista- ha dichiarato in apertura il direttore Lupo- che vive senza spauracchi emotivi la sua diversa abilità ficica, non perdendo il costante raccordo con la realtà e col territorio, che la vede attenta osservatrice anche degli eventi cronachistici non solo locali. La vita, vissuta come impegno, al di là della condizione e dello stato di vita. Una milizia che richiede tanto coraggio, spesso e volentieri, anche nell’andare contro gli steccati emarginanti, contro quelle barriere architettoniche, che a volte costituiscono un gap vero e proprio al regolare svolgimento esistenziale. Un lento cammino prima con se stessi, poi nel mondo, quando occorre accettare la propria condizione nè voluta nè immaginata. Gl’imprevisti, quelli che annegano anche i sogni dell’infanzia, spesso da dover accettare, dopo averli subiti con ribellione”. “E’ quanto  avvenuto- ha commentato la Maioriello -che da bimba spensierata, ho dovuto troppo in fretta imparare a convivere con la sofferenza, con la difficoltà, senza mai lasciarmi abbattere, ma riscoprendo attimo per attimo la voglia di vivere con ottimismo. Oggi, da donna, con tanto da narrare e raccontare agli altri, non solo nell’ autobiografia, ma nel rapporto sociale quotidiano con chi incrocio. In certe condizioni di vita, determinante l’afflato umano, solidale, amicale. La fede nella mia vita? Un anno, a Lourdes, sotto la Grotta mi resi conto che stavo bene rispetto ad altri: non ebbi il coraggio di pregare per me, ma per tanti che vedevo in condizioni fisiche peggiori delle mie!” “Proprio per esorcizzare la solitudine che, come stigmatizzato da Milanese, affligge tanti. La dimensione dell’integrazione, dell’accoglienza nella diversità, parametra una società civile. Infatti, come aggiunto anche dalla Petrone, intelligenza e tenacia compensano spesso il gap fisico della deambulazione. In tanti a porsi, nel corso della serata, che ha offerto il fianco al problema dell’attuale situazione in cui versa la Sanità campana, se c’è speranza per sopperire alle tante carenze che ancora impediscono a tanti di poter anche servirsi d’opportuni sostegni economici, vivendo a stento la quotidianità. La sofferenza resta comunque un banco di prova e viverla ogni giorno sulla propria pelle, richiede grande lavoro con se stessi. La fede senza dubbio riveste una valenza notevole “perchè trasforma la vita- ha tratteggiato Esposito- e fa comprendere come si possa vivere in qualsiasi condizione, in maniera autentica. Baricentrando gl’interessi esistenziali sui valori imperniati ad esser samaritani per il prossimo in difficoltà.” L’incontro s’è chiuso con tanti interrogativi, tra un dibattito acceso che non ha bypassato il ruolo della scuola, nel processo di crescita dei disabili e dell’integrazione che deve partire come fattore educativo già dai primi approcci tra i banchi- ha incisivizato la dirigente scolastica AnnaMaria Grimaldi-tenendo presente la ricchezza della diversità. Vivere è comunque un mettersi in discussione costantemente e cercare di non gettare mai la spugna dinanzi anche alla carenza d’etica che spesso annienta il cammino e fa sentire serrati nella morsa dell’isolamento per l’incomunicabilità che sembra farla da padrona, offuscando invece il coro di tanti, che ancora credono che l’uomo vada valutato e conti per quello che è e non per il ruolo che riveste o per la poltrona politica che occupa! Dal libro di Vitina, un input per continuare a guardare alla vita, senza specchi deformanti opportunistici.

Un commento »

  • isabella caliendo e’ davvero una pianista talentuossissima e affascinante,mi ha emozionato moltissimo ascoltarla ieri sera,in particolare quando si e’ esibita nella sonata maiuscola”al chiaro di luna”di beethoven…MI PIACEREBBE RIASCOLTARLA AL PIU’ PRESTO.i miei complimenti anche al lavoro di titina maioriello.BELLISSIMA SERATA,I MIEI COMPLIMENTI!

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