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I prodotti Apple sono macchiati di sangue?

Inserito da on 25 febbraio 2012 – 00:00Un commento

Alessio Ganci

La globalizzazione non è esente da svantaggi che rappresentano problematiche all’ordine del giorno. Non è tutto oro ciò che luccica. Un prodotto graficamente curato e prodotto dal marchio noto di una multinazionale attira molti utenti che non esitano ad aspettare in lunghe file davanti ai negozi per accaparrarsi l’ultimo modello di smartphone o il gioiello tecnologico del momento. Dietro alla produzione di questi prodotti (molto spesso contrassegnati dalla ormai diffusa scritta “Made in China”) vi sono spesso realtà costituite da lavoratori costretti a turni estenuanti, sotto costante controllo dei tempi di produzione e pagati con stipendi al limite della sopravvivenza. Non sono esenti da questa problematica anche i prodotti Apple e quelli di molte altre multinazionali del settore tecnologico. Gli iPad, gli iPhone e gli iPod Touch vengono tutti assemblati nella fabbrica cinese Foxconn, dove i dipendenti si ritrovano a vivere una esperienza di sfruttamento. Non mancano anche minorenni al lavoro presso Foxconn. Infine la sicurezza  non è per niente garantita in questo stabilimento. La Foxconn è una fabbrica all’interno della quale si sono suicidati molti dipendenti. Questo è il costo della globalizzazione.L’azienda Apple è stata recentemente al centro delle polemiche al riguardo di come vengono fabbricati i suoi prodotti, tuttavia è necessario un chiarimento, alla luce della sempre più marcata ambiguità dei media: Apple non è indifferente nei confronti della situazione che si verifica presso Foxconn. Poiché Apple, come Google e come molte altre aziende della Silicon Valley presta particolare importanza all’applicazione dei suoi principi etici all’interno delle fabbriche fornitrici, ha fatto avviare dalla FLA (Fair Labor Association) un’ispezione all’interno di Foxconn. I primi risultati sembravano quasi promettenti: FLA ha addirittura accertato che la situazione dei lavoratori presso Foxconn fosse persino meglio rispetto a quella di altre fabbriche. In aggiunta, Foxconn ha annunciato anche la diminuzione delle ore lavorative e l’aumento dei salari. Ma la realtà è totalmente diversa, come dimostra l’ultimo episodio venuto a galla recentemente: Foxconn ha infatti trasferito i suoi dipendenti minorenni in altri reparti, per farli sfuggire all’ispezione di FLA. Ecco quindi che la situazione di Foxconn è tutt’altro che promettente. Certo è che l’azienda Apple, finora criticata al posto di Foxconn, ha prestato particolare importanza all’ispezione organizzata con la Fair Labor Association, a riprova del fatto che molte aziende informatiche non mettono in primo piano il profitto ai diritti umani. Resta da capire come si concluderà la vicenda riguardante lo scandalo Foxconn. Una fabbrica che produce per quasi tutte le multinazionali di telefonia.

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