Home » • Salerno

Salerno: “L’Io del Narratore e l’Io dei Filosofi”

Inserito da on 15 febbraio 2012 – 06:17No Comment

Secondo appuntamento, giovedì 16 febbraio, alle ore 16,30, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno, del corso di aggiornamento e formazione per gli insegnanti di Filosofia e Lettere della scuola secondaria, promosso dalla Società Filosofica Italiana sez.ne di Salerno, presieduta da Carmine Mottola, con l’ Università di Salerno Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale e il Laboratorio di Filosofia e Linguaggi dell’Immagine, in collaborazione con il Liceo Scientifico Giovanni Da Procida di Salerno, sotto l’egida del MIUR, che vedrà protagonista il Professore Stefano Poggi,  professore ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Firenze, nonchè Presidente della Società filosofica italiana. Studioso di filosofia tedesca dal Settecento al Novecento, le sue ricerche hanno indagato l’influenza del progresso scientifico su filosofia e arte (dalla letteratura alle discipline figurative) in epoca Romantica. In particolare ha approfondito la storia della psicologia scientifica in rapporto alla logica, la conseguente questione delle “leggi del pensiero” e la sua ricezione nelle correnti filosofiche del Novecento, dalla fenomenologia al Circolo di Vienna fino alla filosofia analitica. Il professore presenterà in occasione di questo incontro il suo ultimo volume “L’Io del Narratore e l’Io del Filosofi”, edito da Raffaello Cortina (Collana Minimi, Milano 2011), in cui, a partire dalla constatazione dell’intreccio fra ricerca scientifica, creazione letteraria e riflessione filosofica, l’autore propone un’analisi dei temi della soggettività e dell’individualità nel periodo compreso fra primo Ottocento e inizio Novecento. La ricognizione storico-filosofica consente di rilevare come l’influenza delle indagini scientifiche sull’uomo abbia condotto a una riformulazione delle concezioni condivise circa la «natura umana». Proprio nel periodo considerato, la cultura europea – e in particolare quella tedesca e francese – si è interrogata sui temi della natura dell’io, sul rapporto fra necessità naturale e libertà dello spirito, sul confine fra mondo organico e mondo inorganico. Ne è un chiaro esempio un’opera di grande importanza come le Affinità elettive di Goethe alla quale, in un contesto di crescente interesse nei confronti dell’anatomia e della fisiologia degli organi celebrali, Hegel e Schelling attribuiscono un’indubbia centralità proprio in merito alle centrali nozioni di individuo e di infinito nella loro relazione con il divenire temporale. Benché alla discussione di questi temi possa essere riconosciuto un primato della Germania filosofica di inizio Ottocento, si tratta di questioni che rappresentano una costante nello sviluppo della cultura europea nel corso della modernità. Poggi si sofferma perciò anche sui precedenti contributi di Rousseau a proposito della definizione filosofica di interiorità, la quale è da intendersi, contro ogni materialismo riduzionistico, come una dimensione strettamente spirituale. Un ruolo altrettanto significativo giocano le indagini scientifiche sulla fisiologia della vista, una ricerca che, soprattutto a partire dai lavori di Helmholtz, conduce a un progressivo abbandono di una concezione della conoscenza come «atto fondato su una soggettività capace di un’intuizione pura e immediata», ribaltando così la relazione epistemologica fra interno ed esterno. Inoltre nella riflessione filosofica si accentua la convinzione del carattere temporale della struttura del soggetto, grazie alla teoria della memoria e del tempo di Bergson e alla concezione del «flusso di coscienza» di William James. La piena comprensione delle questioni dibattute da scienziati e filosofi si ha ancora una volta proprio nella letteratura e, nello specifico, nei romanzi di Henry James che descrivono il prendere forma dell’individualità e il manifestarsi dell’io. Approfondendo questa chiave interpretativa, il volume si chiude dedicandosi alla rilettura della Recherche di Proust, per sottolinearne la stretta relazione con il pensiero di Bergson e con i contemporanei studi sulle patologie psicologiche e gli stati limite della coscienza.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.