Home » Curiosando

Il contratto editoriale

Inserito da on 10 febbraio 2012 – 00:00No Comment

Laura Iuorio

Per siglare il proprio rapporto lavorativo, editore e autore firmano un contratto, il primo per acquisire la possibilità di pubblicare e sfruttare economicamente l’opera, il secondo per cedere i diritti di sfruttamento in cambio di una certa cifra ( il diritto d’autore ). Di solito è l’editore che si occupa di redigere il contratto e di farlo firmare all’autore.  Il contratto editoriale più frequente è il contratto di edizione a termine, con cui l’autore concede all’editore la facoltà di stampare quante copie desidera di un’opera ed eventuali ristampe per un certo periodo di tempo, percependo il diritto d’autore, che è una percentuale sul prezzo di copertina. Per quanto possa sembrare incredibile, molti scrittori (non solo quelli esordienti ) firmano di getto : basta non pagare un contributo o pagarne uno cosiddetto ’ragionevole ‘ che nessuno si cautela pensando al destino del libro. L’importante è pubblicare. Perché accade questo? Il motivo di base è che gli autori fondamentalmente fanno fatica a considerare se stessi come normali professionisti che prestano la propria opera, dietro regolare compenso, nei confronti di un professionista e si vedono come semplici coltivatori di un hobby : la scrittura. Infatti in Italia il 70% di chi esordisce resta autore di un solo libro, si toglie la soddisfazione di vedere il proprio nome sull’opera e la scrittura resta un passatempo. L’altro 30% continua a scrivere e cerca di pubblicare. Tutti sorvolano la questione ‘ guadagno ‘ , come se fosse volgare parlare di denaro davanti l’editore che ha loro concesso il privilegio della pubblicazione del loro libro, cosa troppo elevata per mescolarsi con la vile pecunia. In ogni contratto editoriale certamente ci sono clausole negoziabili e voci che si possono modificare o chiarire, in particolare per quel che riguarda i pagamenti dei diritti d’autore. E’d’obbligo, per esempio, indicare le cifre spettanti agli autori, segnando il numero delle copie effettivamente stampate,  la percentuale esatta del diritto d’autore sulle copie vendute,  il numero esatto delle copie omaggio, la percentuale del reso, la data del rendiconto annuale, ecc.. Si tratta insomma di piccoli accorgimenti da parte degli autori , ma è cosa nota che spesso non tutte le case editrici sono chiare quando si tratta di informarli sui rendiconti e la gestione delle vendite . Per questo, è opportuno che chiunque si ritrovi a  firmare un contratto editoriale, lo faccia conoscendo in modo accurato tutte le norme che lo riguardano, per non deludere le proprie aspettative.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.