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Il “caso tesoreria!”

Inserito da on 9 febbraio 2012 – 07:34No Comment

Carmine Erra

Se qualcuno pensa che il caso del “sedicente tesoriere” Luigi Lusi sia isolato o vincolato ad una “natura morta” come il defunto partito della Margherita può mettersi l’anima in pace. Quanto accaduto, al di là della ridondanza legata alla consistenza della cifra in denaro fatta “volatilizzare”, rappresenta consolidata consuetudine in tante tesorerie di partito, nazionali e, soprattutto, regionali e provinciali. Un partito “normale” ha una struttura centrale e tante strutture periferiche che si finanziano tanto con i trasferimenti pecuniari del “centro”, quanto con varie sottoscrizioni la più conosciuta delle quali è il tesseramento ( finto o vero che sia!!). Ciò che, però, tanti militanti e dirigenti di partito “fingono” di non sapere è la direzione e destinazione che tali risorse prendono una volta che le “varie raccolte in danaro” si completano.  I trasferimenti dal centro alla periferia vengono, dal partito nazionale, iscritti nel rendiconto annuale e così “dovrebbe” accadere per quanto riguarda i trasferimenti dalla regione alle strutture provinciali del partito, laddove costituite. E’ in questa fase che la “nebbia” della “contabilizzazione” comincia ad infittirsi ed addio trasparenza. Il partito nel quale, fino allo scorso anno, ho militato ( IDV ) ha deciso, sia a livello regionale che provinciale, di adottare il metodo della “nebulosa” : niente contabilità, niente rendiconti e, men che meno, niente tracciabilità di alcun pagamento. Il tutto, almeno in ambito provinciale, fino al marzo del 2011, allorquando, dopo una lunga e, fino a quel momento, vana serie di sollecitazioni, fu aperto un conto corrente bancario “di tesoreria” col precipuo scopo di “tracciare e contabilizzare” ogni movimento ed attività di partito che richiedessero una spendita di danaro o un versamento in entrata. Ora il paziente lettore si domanderà : e prima del marzo 2011 ? Cosa accadeva ? Semplicemente che tutto quanto potesse risultare oggetto di contabilizzazione  e tracciabilità non veniva ne contabilizzato ne tracciato ( tesseramento, locazione sede, congressi, manifestazioni ed iniziative varie ). Ed a livello regionale ? Stesso canovaccio ?  Esattamente ! O, almeno, così sembrerebbe per quanto mi è dato sapere, considerato che, da ben quattro mesi, vani sono risultati i tentativi di richiedere adeguata documentazione ai competenti organi e soggetti sia regionali che nazionali. Morale della favola : i partiti saranno pure “finte associazioni private” ma i soldi sono pubblici, veri e, in quanto tali, obbligatoriamente soggetti alle normali regole della necessaria contabilizzazione e rendicontazione. A meno che qualcuno non decida di comprarsi “..una casetta in Canadà”!!

 

 

 

 

 

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