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Conosciamo i Balega (Congo Rd): i tre celibi

Inserito da on 6 febbraio 2012 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Nel villaggio di Katomotomo vivevano tre celibi, non per loro scelta, ma perché non riuscivano a mettere insieme quel tanto necessario per pagare la dote. I tre erano: il giovane Mazambi, il gallo, Joggo, e il caprone, Bebero. Una mattina il giovane dice agli sventurati amici:”Vado a vedere se trovo qualcosa nella foresta”. “Buon viaggio” gli augurano gli amici. Passo dopo passo, supera la foresta e si viene a trovare in un grande villaggio. Non appena arrivato, è accolto con gioia da tutti ed è accompagnato dal capo, che gli prepara uno squisito pranzo. Durante il pranzo è colpito da una bella ragazza che lo serviva con gioia e con tanta disinvoltura. Verso la fine, chiede al capo:”Quella ragazza è libera?”. “Sì,perché?” “Vedi, nel villaggio siamo tre giovani, tutti e tre celibi. La nostra disgrazia è che non riusciamo a procurarci un po’ di dote e continuiamo il nostro celibato, non proprio volontario”. “Torna al villaggio e ritorna qui con i tuoi due amici”. Il giovane s’incontra con gli amici e racconta le meraviglie dell’accoglienza, avuta nella sua visita a quel grande villaggio. “Ed ora siamo invitati tutti e tre. Certamente c’è una bella sorpresa che ci attende”. Il giorno stesso i tre s’incamminano verso quel villaggio. L’accoglienza è veramente al di là di ogni attesa. Prima di accomiatarsi, il capo fa loro il dono di un bel pacco ciascuno:”Questo è il regalo per ciascuno di voi. Quel che vi raccomando: ciascuno apra il suo solamente dopo essere arrivato a casa”. Sulla strada del ritorno, Mazambi dice agli amici:”Già che sono qui, ne approfitto per vedere se ho preso qualcosa nelle mie trappole”. Finito il lavoro, stanco com’era, si siede a riposarsi. Gli occhi cadono sul pacco e non resiste e lo pare. Ne esce una bella ragazza che compare davanti ai suoi occhi. Sconsolato, torna a casa e la rabbia aumenta, scorgendo bebero con una magnifica capra e Jogoo con una grossa gallina. Non si ferma neppure e torna di nuovo dal capo, il quale, vedendolo, gli dice:”La prima era un regalo, ma tu non te lo sei meritato. Ora, se ne vuoi un’altra, devi sborsare la dote fino all’ultimo centesimo”.

 

 

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