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Sala Consilina: lettera aperta al segretario comunale, il Municipio è di tutti i salesi

Inserito da on 4 febbraio 2012 – 02:25No Comment

Deprecabile è l’aggettivo che mi viene immediatamente alla mente per qualificare l’episodio di cui sono stata protagonista l’altro giorno all’interno dell’edificio comunale di Sala Consilina. Insieme ad alcuni componenti del Comitato Acqua Bene Comune ed in qualità di sua portavoce mi ero recata lì per protocollare la richiesta di referendum cittadino sul trasferimento del servizio idrico integrato al Consac spa di Vallo della Lucania. Per rendere maggiormente divulgabile la notizia avevamo invitato gli operatori del mondo dell’informazione, a cui avevamo rilasciato due brevi interviste, convinti come siamo che il nostro impegno a difesa dell’acqua pubblica travalichi i confini di Sala Consilina per costituire un esempio anche per altre realtà territoriali. Eravamo in procinto di recarci all’ ufficio, preposto a protocollare l’intera documentazione, quando un addetto ha chiesto ai giornalisti se erano stati autorizzati alle riprese televisive, invitandoli a seguirlo verso la stanza del segretario comunale. Immediatamente ho sentito il dovere di recarmi anch’io con loro per comprendere la natura della richiesta, accompagnata subito dopo dagli altri componenti del Comitato. La porta era aperta, siamo entrati e ci è stato chiesto di allontanarci perché non eravamo stati  invitati  in quella sede. Sono andata via non perché ritenessi legittima la richiesta, ma soprattutto perché me lo ha chiesto l’operatore televisivo ed ho conseguentemente rispettato la sua volontà. Difatti successivamente, egli  avrebbe voluto intervistare anche il sindaco di Sala Consilina, riguardo alla posizione ufficiale dell’amministrazione in merito all’iniziativa proposta di indire un referendum cittadino sul trasferimento del servizio idrico integrato dal comune ad una società per azioni. Mi sono, quindi, allontanata dalla stanza del segretario comunale, ma sentivo  in me un ben definito moto di rabbia, solo a pensare che ammonire i giornalisti era  stato come intimidire i componenti del Comitato che avevano dato a loro appuntamento per pubblicizzare la richiesta di consultazione popolare. Metaforicamente ho sentito sbattere la porta in faccia non solo a me ed agli altri presenti, ma, soprattutto, a quei sessanta cittadini residenti che, in qualità di associati ad Acqua Bene Comune, hanno lavorato per il raggiungimento dell’obiettivo di richiedere il referendum ed in prospettiva a quanti vogliono andare al voto e che, innumerevoli, ci hanno chiesto di firmare per la nostra proposta. E(x)gregio segretario comunale, l’edificio sito in via G. Mezzacapo n. 44 è la casa di tutti i cittadini salesi che devono avere la certezza di potervi essere accolti indistintamente , perché è un loro diritto accedere ad esso senza preclusioni di sorta, nel rispetto delle giuste regole di convivenza civile e sociale. Questa, aggiungo, dovrebbe essere la bussola da seguire in ogni interlocuzione con essi, perché “la macchina amministrativa” deve andare nella direzione di perseguire gli interessi di tutti, per tutti. Se, poi, un’intervista rilasciata sul pianerottolo del 2° piano dell’edificio comunale al fine di comunicare ai media l’esercizio di una nostra prerogativa, cioè la richiesta di un referendum previsto dall’art. 59 dello statuto dell’ente, deve essere autorizzata, vuol dire che noi salesi ci troviamo estranei, non desiderati, in casa nostra. Qualora sia così, mettete all’uscio un addetto che decida chi debba salire le scale e chi no, perché così il problema lo risolviamo al piano terra, dicendo che ci sono cittadini di serie A ed altri di serie B. Ci sarà solo da determinare il criterio in base al quale debba essere decisa l’appartenenza all’una o all’altra delle due categorie. Ma, si sa, questo è l’altro risvolto della stessa medaglia.

                                                                                                                  

                                                                                              Senza ossequi

                                                                                                  Rosy Pepe

 

                                                                                                                                                     

 

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