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Vangeli domenicali quaresimali

Inserito da on 28 marzo 2011 – 00:00No Comment

 don Marcello Stanzione

 I Vangeli di queste cinque domeniche di Quaresima sono quelli che la Chiesa propone, fin dalle sue origini, ai catecumeni, cioè a quelli che chiedono il Battesimo. Noi abbiamo, davanti a noi, un tempo privilegiato e liturgicamente forte per prepararci a rinnovare gli impegni del nostro battesimo con la professione di fede della notte di Pasqua. In questa prima domenica, ecco già un riassunto della scelta essenziale dei battezzati : Adamo ed Eva, è l’umanità tentata di non dipendere più dal Padre, facendosi falsamente dio. Gesù, è invece l’uomo che sceglie di vivere filialmente, dipendendo dal Padre. Tutti i Vangeli sottolineano il legame tra la tentazione di Gesù ed il suo battesimo. Gesù viene dall’intendere : “Questi è il mio Figlio prediletto !” (Mt.3,17). Ed ecco che, due linee più lontano, subito, Satana – nominato qui ben cinque volte – attacca su questo punto ben preciso : “Se tu sei il Figlio di Dio” (Mt. 4, 3 e 6). Per due volte ritorna questa insinuazione sorniona. Nel linguaggio corrente, la parola tentazione è spesso svalutata ed infantilizzata. Essere tentato è, per un bambino, avere voglia di fare quello che i genitori vietano : mangiare delle caramelle , rubare del denaro. Per gli adulti, essere tentato è abitualmente avere voglia di fare delle cose sessuali vietate. Nel Vangelo, la tentazione è diversamente seria da ciò ! E, notiamolo bene, sotto i dettagli concreti dei tre attacchi del tentatore, noi ritroviamo di fatto, fondamentalmente, la stessa tentazione : Satana cerca di distogliere Gesù dalla sua vocazione di Figlio obbediente a suo Padre. Questa era già la tentazione essenziale del popolo di Israele, durante i quarant’anni, nel deserto : non credere più all’Alleanza di Dio. Ed è caratteristico, giustamente, che le tre risposte di Gesù poggiano sulla Parola di Dio. Gesù trionfa di questa tentazione che vorrebbe separarlo dal Padre riaffermando la sua relazione filiale. Sotto i dettagli delle tre formulazioni, è la stessa risposta : “L’uomo vive dapprima di quello che esce dalla bocca di Dio !”.“Tu non metterai alla prova il Signore, tuo Dio !”.“Tu non ti prostrerai che davanti al Signore, tuo Dio !”.Come per Gesù, la tentazione essenziale non è la gola, l’orgoglio, la sensualità o la dominazione sugli altri … La tentazione più grave è propria ai battezzati e porta sulla nostra relazione filiale con Dio. Essa potrebbe riassumersi giustamente in questa formula : “Io vivo solo di pane … quello che esce dalla bocca di Dio non ha interesse per me … “. L’avversario di Dio attacca oggi, più che mai, i credenti sulla loro qualità di credenti, persuadendoli ad accontentarsi oramai dei “nutrimenti terreni” : lo sport, gli studi, il tempo libero ed anche una vita umana onesta prendono il posto della Tavola della Parola, della Tavola eucaristica in cui il battezzato è invitato a nutrirsi … lui che “non vive di solo pane”. Non dimentichiamo che le tentazioni di Gesù consistevano precisamente nel seguire la mentalità corrente del suo tempo : le folle, ed anche i suoi propri discepoli, Lo spingevano incessantemente nell’essere un messia temporale, terreno, politico, cui riuscirebbe umanamente l’impresa di liberazione di Israele. “Essi chiedevano un segno che venisse dal cielo” (Mt.16, 1 ; 12, 39 ; 23, 3) ; ed anche il cristiano è fortemente tentato, oggi, di imitare la mentalità corrente del nostro tempo. I grandi filosofi del secolo scorso, studiati in tutti i licei, giustificano una vita senza Dio : “Se l’uomo vuole affermarsi, deve negare Dio”, scriveva Hegel … Karl Marx aggiungeva che “Dio aliena l’uomo” … e Jean Paul Sartre affermava che “l’uomo non è totalmente libero se non quando dipende che da se stesso”. Nietzsche riassume bene questo ambiente ateo che ci impregna scrivendo : “il cristianesimo è un asservimento ed una mutilazione di se stesso e … occorre uccidere Dio per esistere”. Sarebbe puerile ignorare che i battezzati devono aspettarsi questa tentazione contro la fede : l’ateismo è diventato massiccio … è un ateismo pratico, il più spesso non giustificato e che si riassume così : Dio, non mi interessa. Si vive molto bene senza di Lui ! I giovani di oggi, ancora più degli adulti, si immergono in questa tentazione grave, che è un ambiente di apostasia pratica da cui solo Gesù può salvarci trascinandoci, come Lui, a non adorare che Dio solo. Nella notte di Pasqua, prima di dire per tre volte : “Credo”, la Chiesa ci inviterà a dire anche per tre volte : “Rinuncio a Satana”. Noi lo faremo umilmente, alla sequela di Gesù, che per primo, per tre volte, ha riportato la vittoria filiale.

 

 

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