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Cava de’ Tirreni: viaggio dedicato a Chet Baker con Decaro e Onorato

Inserito da on 25 marzo 2011 – 00:00No Comment

«Tribute to Chet Baker». E’ un viaggio tra poesia e musica quello dedicato al grande trombettista americano che l’attore Enzo Decaro con la formazione di Antonio Onorato proporranno domenica 27 marzo nelle sale del Risto Pub Il Moro di Cava de’ Tirreni (Sa). Una grande serata di jazz che accoglie la favolosa ensemble formata da Antonio Onorato alla chitarra, Dario Deidda al basso, Piero De Asmundis al pianoforte,  Alberto D’Anna alla batteria e la voce recitante dell’attore Enzo Decaro. E proprio con l’ospite illustre napoletano, autore e attore impegnato nel cinema, nel teatro e  nella televisione che Onorato presenta un nuovo progetto “live” dedicato interamente alla vita del grande jazzista americano Chet Baker, noto per il suo stile lirico e rilassato e per i suoi contributi al genere conosciuto come cool jazz. Durante il concerto «Chet c’è» nelle sale del locale del Borgo Scacciaventi è anche previsto “un siparietto” sui Nativi Americani, passione che accomuna e salda l’amicizia e la collaborazione artistica tra Onorato e Decaro. Le esibizioni del chitarrista partenopeo Antonio Onorato, possono essere considerate, dei veri e propri viaggi. Punto di partenza gli stilemi armonico-melodici della tradizione napoletana che si fondono però con muische afro-americane, brasiliane, medio-orientali. Grazie all’utilizzo della “Breath Guitar” (o chitarra a fiato), Onorato si avvicina anche alla cultura dei Nativi americani. Un vento che parte del sud e che prende strade sempre nuove e diverse.  Musicista e studioso di etnomusicologia, Antonio Onorato, nella sua carriera ha collaborato con artisti nazionali ed internazionali, tra questi spiccano i nomi, tra gli altri, di Tonino Horta e Franco Cerri. Il concerto  «Chet c’è» di domenica  27 marzo a partire dalle ore 22.00 nel club del Borgo Scacciaventi, può essere considerata un vero e proprio evento. Il quartetto capeggiato dal chitarrista Antonio Onorato con il grande attore Enzo Decaro, percorreranno le melodie e i suoni frequentati da Chet Baker, ovvero gli standard americani del jazz, gli standard resi famosi da Baker, da «Line For Lyons» a «My Funny Valentine», e composizioni originali. Già nel cd  “Emmanuel” di Antonio Onorato, vediamo la presenza del grande attore napoletano nella sua suggestiva interpretazione di “Io sono un’aquila”. Il progetto discografico del chitarrista partenopeo contiene due CD; il primo rende omaggio al grande compositore francese Michel Colombier e al suo brano “Emmanuel”, -da cui prende il titolo – eseguito in una versione con chitarra classica ed archi. Onorato, che racchiude nel suo cd gran parte del suo percorso artistico maturato nei suoi vent’anni di carriera, regala alcuni struggenti temi orchestrali per piccoli e grandi ensemble che non solo mettono in luce un ispirato compositore, ma fanno risuonare la parte più matura e pacata dell’artista, il suo lato più spirituale. Il secondo è un viaggio di sperimentazione sonora dedicato alla cultura dei Nativi Americani, di cui Onorato è un attento studioso e appassionato sin dall’infanzia. Qui la musica dei Nativi è reinterpretata dalla caleidoscopica chitarra a fiato, sorretta dai suggestivi suoni percussivi di Paolo Vinaccia. La musica è arricchita in alcuni momenti dalle bellissime poesie impressionistiche del poeta cheyenne Lance Henson, uno dei massimi esponenti della letteratura nativo-americana contemporanea e da “una chicca” resa dall’ ottimo attore Enzo Decaro. Ottimi compagni di questo viaggio insieme ad Antonio sono Danny Many Horses (musicista apache), Joe Amoruso, Gianni Guarracino, Mario De Paola, Giorgio Mellone, Diego Imparato, Piero De Asmundis, Giorgio Savarese, ecc… Di fondamentale importanza per questo progetto è la presenza energetica e spirituale del grande attore e amico Enzo Decaro, anche lui attento studioso della cultura dei Nativi Americani, a cui Onorato dedica anche un brano. Fare un omaggio ad un musicista come Chet Baker non è cosa facile, lo hanno fatto in molti e lo continueranno a fare in qualunque parte del mondo. Quel che di Chet non è mai stato un mistero è la sua naturale musicalità, il lirismo vocale, quello strumentale, l´infinito talento. Chet Baker era l´uomo che in sala di incisione suonava il tema e l´improvvisazione di uno stesso brano per decine di volte rendendolo sempre diverso da quelli precedenti, mettendo in imbarazzo chi era preposto alla scelta di una sola di quelle magnifiche versioni. Tra i momenti più significativi della sua carriera si possono individuare il periodo a cavallo degli anni ´50 con il quartetto pianoless di Gerry Mulligan ed il successivo quartetto con Russ Freeman, esponenti di spicco della West Coast americana. Quindi i lunghi periodi in tour Europei con varie formazioni e spesso con molti musicisti italiani di valore come Furio Di Castri, Enrico Pieranunzi, Riccardo Del Frà, Nicola Stilo, e testimoniati da innumerevoli registrazioni. Infine, l´ultimo periodo caratterizzato spesso da esibizioni in trio con contrabbasso e pianoforte o chitarra, di sapore quasi cameristico, concerti di rara intensità, fatti di note calde, sempre al momento giusto, di stupefacente lirismo, passione e vena romantica. La mancanza della batteria era strumento stesso per percepire a fondo i suoni, le armonie, le atmosfere, ora più sussurrate ora più intense. E´ di questo periodo una carrellata di nuovi standard tra cui Broken wing, Nightbird, Funk in deep freeze, Arborway, For minors only che hanno caratterizzato le sue ultime esibizioni e saranno riletti e rielaborati in questoconcerto di tributo.

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