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Sala Consilina: l’appello del Codacons

Inserito da on 3 marzo 2011 – 08:15Un commento

Nasce il Comitato di Riferimento degli Alluvionati grazie all’opera del Codacons del Vallo di Diano

 Aldo Bianchini

Dopo gli ultimi allagamenti delle campagne e a causa della rottura degli argini del fiume Tanagro, durante l’alluvione del novembre del 2010, i cittadini della contrada Sant’Agata continuano ad appellarsi alle istituzioni. L’ultima piena, che ha causato ulteriori danneggiamenti ai terreni e alle abitazioni, è arrivata nel Vallo di Diano intorno alle ore 18 del giorno 1 marzo 2011. Dopo le notizie apprese dalla stampa sull’esito delle decisioni prese dal tavolo tecnico provinciale di questa mattina, per le quali i lavori di messa in sicurezza degli argini non inizieranno prima di trenta giorni, i cittadini fanno una richiesta alle istituzioni locali. Riunitosi presso la nostra sede in data odierna, il Comitato di Riferimento degli Alluvionati, coordinato dalla Sig.ra Morello Teresa, fa presente quanto segue. Per la tutela della salute e dell’incolumità delle persone; per la salvaguardia del territorio e delle coltivazioni dei campi; per scongiurare continui danni alle abitazioni e alle loro pertinenze; si chiede con forza che si dia immediato inizio ai lavori per riparare, anche in modo provvisorio, gli argini del fiume Tanagro nei punti di rottura. Gli abitanti della contrada Sant’Agata e una rete di volontari coordinati dal Comitato di Riferimento degli Alluvionati è disponibile a coadiuvare i lavori per le opere provvisorie, che possono anche farsi con sacchi di sabbia. Si scongiurano le istituzioni affinché colgano il grido d’allarme delle famiglie della campagna del territorio di Sala Consilina. In questi giorni le condizioni di salute di questi cittadini stanno deteriorandosi a causa del continuo stress provocato dagli allagamenti. Le scorte di fieno per gli animali si stanno esaurendo e non vi sono possibilità, economiche e pratiche, di far fronte ad acquisto o produzione di nuovo fieno. I campi sono resi inutilizzabili e si paventano le conseguenze dei mancati introiti dalla produzione agricola, per molti unica fonte di reddito. 

 

 

 

 

 

 

Un commento »

  • onofrio scrive:

    Caro Direttore,
    in questo Paese, possono pure succedersi a migliaia alluvioni, terremoti e frane ma l’”emergenza non finisce mai.
    Anzi sembra quasi che sull’eterna “emergenza” poteri politici e malavitosi hanno imparato molto bene come si possono costruire grandi fortune economiche e finanziarie.
    Le parole ” prevenzione, salute della gente manutenzione e salvaguardia del territorio” per loro e gran parte di chi ci governa e politicanti da strapazzo e collusi con i poteri malavitosi (a tutti i livelli: Governo naz.le, Regioni, Province, città, Comuni ecc!)non hanno alcun senso.
    Se a questo aggiungiamo le continue crisi economiche che investono il nostro Paese e conseguenti politiche politiche finanziarie messe in atto dai vari Governi che finora si sono succeduti e i relativi tagli alla spesa e ai servizi pubblici degli EE.LL. fatti con il solito manuale Cencelli, che -invece di favorire il ripopolamento delle aree montuose, collinari e delle zone interne e le bonifiche delle aree inquinate -ne accentua lo spopolamento e la cementificazione a tutto danno della scomparsa – non solo delle attività agricole tradizionale, ma soprattutto delle colture tipiche e biologiche -
    IL QUADRO E’ DAVVERO COMPLETO!
    Essi pensano solo ad edificare e a fare affari.
    Ed ogni occasione è buon per continuare ad arricchirsi sulle spalle della povera gente.
    Ma quando poi bisognerà risarcire la povera gente e rimettere in piedi le piccole e medie imprese danneggiate dagli eventi calamitosi – secondo questi signori – stranamente
    I SOLDI NON CI SONO MAI.
    03/o3/2011 Onofrio Infantile

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