Home » > IL PUNTO

Lettera ad un partito mai nato

Inserito da on 18 febbraio 2011 – 00:0013 Comments

Angelo Cennamo

Non si era mai visto un partito estinguersi prima ancora del suo debutto elettorale, eppure la compagine di Fini sembra destinata a far parlare di sè più da morta che da viva. Se, infatti, l’emorragia che sta annientando Fli in queste ore non dovesse arrestarsi, quello di Futuro e Libertà verrà registrato come il primo caso di aborto parlamentare nella storia della Repubblica. Caso raro, ma non imprevedibile per la sua genesi motivazionale. Un partito non lo si fonda per vendetta o per rancore personale, come ha fatto Fini per separarsi dal nemico Berlusconi. Un partito nasce e si sviluppa per riempire un vuoto politico, uno spazio non rappresentato da altre forze in campo. Cosa e chi avrebbe dovuto rappresentare Fli nello scenario già inflazionato della nostra politica? Una destra liberale e legalitaria? Non l’abbiamo già? Il Popolo della libertà è forse un partito socialista che viola la legge? E poi cosa vuol dire destra legalitaria? La legalità è una precondizione del fare politica, non un elemento caratterizzante un gruppo di attivisti. Non esiste una destra dei buoni e una destra dei cattivi. Esiste piuttosto una destra liberale che, più o meno, si contrappone ad una destra sociale. Questo sì. Ma Fini non ha mai spacciato Fli per un partito di destra sociale, benchè tutta la sua storia politica sia stata improntata ad un ambiguo statalismo. Il presidente della camera aveva presentato la sua creatura come espressione di una destra alternativa a quella berlusconiana, riassumendo nell’aggettivo berlusconiano tutto il male assoluto della seconda Repubblica. Nel Pdl, diceva, non c’è democrazia. Detto da lui, che da presidente indiscusso ed indiscutibile di An ha indetto un solo congresso in 13 anni, non è sembrata una affermazione molto credibile. E lo è ancora meno, alla luce delle liti furibonde che hanno accompagnato il varo del nuovo organigramma di Fli. La verità è che nella destra berlusconiana Fini ci è entrato e vissuto per anni, mietendo tutti i suoi successi personali. Con la sua presenza, sempre in prima linea, ha di fatto avallato le scelte politiche e le riforme attuate dalla coalizione dalla quale oggi ha inteso prendere le distanze. Troppo facile. Troppo comodo. Fini è salito su un pullman che lo ha condotto in cima al mondo. Un viaggio avventuroso da Fiuggi a Roma, nei palazzi del potere. Ma ad un tratto deve aver pensato che il ruolo di controllore gli stava stretto. Di quel pullman Fini voleva diventare prima l’autista e poi il proprietario. Ma ha fatto male i conti : un pullman con tanti passeggeri lo compri solo se hai tanti soldi, ovvero consensi. Andando di questo passo, invece, Fini rischia di incassare il solo voto di Bocchino. Troppo poco, caro Gianfranco, per essere alternativo a Berlusconi.

13 Comments »

  • panormo scrive:

    “un pullman con tanti passeggeri lo compri solo se hai tanti soldi, ovvero consensi”
    ogni tanto, ma meno spesso di quanto lei creda, lei scrive esattamente come pensa.

  • barbanera scrive:

    CONDIVIDO con quanto affermato da PANORMO,il PDL saleernitano non è da meno.Le ultime vicende in casa Pdl ne sono la prova,le dichiarazioni poco Fortunat e SOLLECITATE non eviteranno una figuraccia ai protagonisti pseudopolitici.

  • Angelo Cennamo scrive:

    Non ho mai pensato che “Futuro e Libertà” potesse avere un “futuro” e, soprattutto, che potesse consentire “libertà” di azione ai suoi adepti. Fini, dopo aver fatto di tutto per collocarsi fuori dal Pdl ( partito nel quale era entrato evidentemente obtorto collo), per vendetta personale nei confronti di chi ( Berlusconi)gli aveva consentito di raggiungere dei traguardi politici inimmaginabili fino a qualche anno prima, ha pensato di fondare un nuovo partito a sua immagine e somiglianza, fingendo di riempirlo di contenuti. Ma i nodi, prima o poi, arrivano al pettine : senza Berlusconi, Fini non ha futuro e neppure libertà.

    Saluti – Angelo Cennamo

  • Smart scrive:

    Sono in tanti a non avere “futuro” senza Berlusconi. I suoi parlamentari lo sanno bene, ed è per questo che lo difendono senza pudore, oltre ogni limite, anche sostenendo, come un sol uomo,che il premier davvero esercitò pressioni sulla questura di Milano solo ed esclusivamente per far liberare la nipotina di Mubarack, evitando così un conflitto internazionale.
    Senza Berlusca non hanno futuro. Con Berlusca non hanno libertà. E nemmeno dignità, ma non ne sentono la mancanza. A ben vedere, il migliore di loro è Scilipoti.

  • Angelo Cennamo scrive:

    L’area liberale e moderata, dopo Berlusconi, troverà altri leader. Da quelle parti vedo molti talenti. Dalla parte opposta vedo invece la solita nomenklatura post-comunista. Fa eccezione Renzi, ma si guardano bene dal considerarlo : è troppo moderno.

    AC

  • Smart scrive:

    Vede, caro Cennamo, sbaglierò, ma mi sono convinto che centro-destra e centro-sinistra sono, in una qualche misura, complementari: si “tengono” a vicenda. Hanno bisogno l’uno dell’altro per poter inscenare la pantomima quotidiana e giustificare la propria esistenza. Berlusconi è contro i post comunisti che, a loro volta, sono contro Berlusconi. Ciascuna delle parti ha una sua ragione di essere da offrire al proprio elettorato. L’opposizione, quella che Lei definisce giustamente “la solita nomenklatura”, per quanto auspichi ruoli di governo, si accontenta di esserci, di godere dei privilegi della casta e del sottogoverno, di sopravvivere a sé stessa. Il centro destra, nel quale Lei vede “molti talenti”, pur di conservare poltrone e prebende, si piega alle logiche difensive (e devastanti) del premier. Tutti, ma proprio tutti, sono felici di essere dove sono. C’è, insomma, “un armonioso equilibrio” dal quale non è lecito attendersi alcun cambiamento. E, d’altra parte, potremmo mai chiedere ai capponi se vogliono anticipare il Natale o al boscaiolo se ci fa la cortesia di segare il ramo su cui è seduto?

  • antonio cammarano scrive:

    Dottor Cennamo, leggo sempre con grande attenzione quanto Lei scrive, ma diventa poco credibile, quando, pur effettuando delle ottime considerazioni su Fini, si perde quando alla fine alle amministrative sosterrà un candidato che lascio’ AN per andare a trovare gloria e “SEDIE” da un’altra parte e non essendoci riuscito è tornato all’ovile e si è sistemato su una sedia da 7 mila euro al mese, E Lei con quale coerenza lo segue ? Solo uscendo da questo equivoco potremo avere piu’ rispetto in Lei. E questo individuo quando lasciò AN ne disse di cotte e di crude per il Presidente e amici (Iannone e c.) ora invece tutto è cambiato al punto tale che hanno festeggiato anche il 14 febbraio. Grazie e complimenti comunque per la sua attività. Chiediamo solo un poco di coerenza in piu’

  • Angelo Cennamo scrive:

    Egr. Sig. Cammarano,
    intanto la ringrazio per l’attenzione che rivolge ai miei articoli. Entrando nel merito della sua considerazione, potrei risponderle con un’altra domanda : E se su quella sedia si fosse seduto un altro, lei come avrebbe reagito? Non crede che a volte certi percorsi politici ( ad onor del vero, fatti sempre all’interno del centro destra)possono dipendere da altre ragioni?

    Egr. Smart,
    sono d’accordo con lei quando parla di autoconservazione della casta. Ma qualcuno a Roma dovrà pure rappresentarci. Io mi limito a fare una semplice constatazione in stile montanelliano : voto per chi è meno peggio.

    Saluti – AC

  • barbanera scrive:

    CAMMARANO,non sarà CAMMAROTA?Se così fosse,farebbe meglio ad astenersi da siffatti commenti.Voglio però immaginare,che Cammarano sia un soggetto diverso,che ha posto delle obiezioni e delle riflessioni legittime circa la: “COERENZA” come valore.Allora,iniziamo con il fare osservare al Cammarano la provenienza “SOCIALISTA” del giovane Cammarota,evidenziamo che alla sua elezione hanno contribuito il Simbolo PDL e 450 rappr.di lista che “hanno dovuto” votarlo su richiesta di Cirielli;evidenziamo che la sua Candidatura a Sindaco aveva come ultimo fine,la richiesta din una maggiore considerazione al’interno delPDL (altro che COERENZA);evidenziamo che il sondaggio per la candidatura a Sindaco (ma anche chi ha avuto modo di conoscerlo)lo classificava all’ultimo gradino.La sua Riconciliazione e le DIchiarazioni Sollecitate in merito,hanno ulteriomente abbassato l’indice di gradimento per Camorotaed in parte per l’intera classe dirigente del PDL.

  • antonio Cammarano scrive:

    Se si fosse seduto uno come Lei di certo nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Noi detestiamo quella gente che corre dietro la sedia e lui è uno di quelli, non perchè lo dica io, ma perchè è voce diffusa. Ma poi Le pongo una domanda: Ma è stato indicato per competenza ? Ma è stato indicato per capacità ? No è stato solo indicato perchè rientrava negli accordi del ritorno alla casa madre. E questo gli elettori lo hanno compreso. E quello che una volta era considerato l’enfant prodige del centro destra ora è considerato l’enfant acchiappa poltrone peggio del peggiore di centro sinistra . A Lei sempre i complimenti: Lei è un vero uomo di centro destra e che ci crede assolutamente.Preciso cono CAMMARANO e ne sono felice di esserlo.

  • michele zecca scrive:

    quando nacque fli, quella diaspora, ti diede molta noia. i tuoi commenti furono sbrigativamente, irosi, volti a liquidare un gruppo (parlavi di manipolo) di ingrati avventurieri. e, allora, fecero paura, fino al voto di fiducia passato per un “pelo” o altro. Anche oggi, come allora, secondo me, che vi guardo da fuori e da lontano, sei sbrigativo a liquadare fli, mi pare che ti piacerebbe cancellarne addirittura la memoria o l’esistenza. anche perchè il tuo ragionamento si basa su una ipotetica gratitudine, a questo punto eterna, che il popolo di “destra” dovrebbe allo “scopatorefolleinetàsenile”. quasi che il cammino di questo popolo di destra avesse già attraccato nella terra dei padri e non avesse altro da aggiungere, ne come storia, ne come proposta, alla politica italiana e fosse totalmente assorbito dal “buco nero” della politica berlusconiana. personalmente credo che la gratitudine dovrebbe essere vicendevole perchè “b” senza an non sarebbe andato molto lontano, perciò non ha avuto e non ha senso vendersi per un piatto di minestra. Poi ancora non riesco a spiegarmi come mai la destra per esistere debba avere un uomo (oggi omino) forte per farsi valere, pare che senza leader maximo non ci sia modo di portare vanti le proprie idee.
    io constato che fini è stato cacciato fuori, e questo è evidente. fini si era rotto di essere diventato un soprammobile signorsì. E fli copre uno spazio politico, nuovo, nella destra italiana di coloro che ogni tanto vogliono fare le persone serie e non i pagliacci, o meglio i pappagalli che ripetono a menadito gli ordini del padrone. e credo che prima di darlo per morto bisogna aspettare le prossime elezioni. solo allora si potrà valutarne la forza di partito, ma ancora di più, si potrà valutare la capacità catalizzatrice nella dispersione del consenso berlusconiano. che il nostro piccolo napoleone faccia la fine, politica, del suo caro amico nordafricano? sai caro amico angelo, cennamo, a volte basta una scintilla e tutto cambia.
    oggi io stimo coloro che resistono alle tentazioni materiali della sirena che promette ricchezze in cambio dignità

  • barbanera scrive:

    Cammarrano,da quanto scrive s’evidenzia che ha qualche problema, quanto meno è confuso.Inoltre,l’affermazione “noi detestiamo” quella gente che…,risulta davvero incomprensibile.Sidia unpò di riposo,quando sarà lucido ne riparleremo.

  • Angelo Cennamo scrive:

    Caro Michele,
    la tua considerazione di Fini e del suo partito è tipica di chi è schierato con la sinistra. Fini e Fli li avete giudicati con simpatia perchè chiunque contrasti l’azione del Caimano, per voi, è degno di plauso. Chi, invece come il sottoscritto, conosce a fondo la storia di AN ( sono stato presidente del circolo “Giovani professionisti” AN per 13 anni)la pensa diversamente. Fini nella sua lunga carriere politica ha commesso un’infinità di errori. A salvarlo è stata la sua alleanza e collaborazione con Berlusconi. Fli non è nato per le nobili ragioni esposte dal “monarca n. 2″, ma per questioni personali e vendicative. Gli elettori di destra non sono stupidi e non lo sono neppure i politici che hanno inizialmente seguito Fini per riconoscenza o per altre motivazioni che ( forse) con la politica c’entrano molto poco.

    Saluti – Angelo Cennamo

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.