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Volete convincere la gente? Usate il cervello

Inserito da on 4 febbraio 2011 – 00:00No Comment

Antonio Pirpan

Quasi ogni giorno dobbiamo cercare di convincere qualcuno a fare quello che vogliamo, ed è molto difficile indurre la gente al nostro volere.  La persuasione, com’è noto, non è una scienza esatta, per cui bisogna saper valutare ogni situazione e, di volta in volta, escogitare diverse strategie di attacco. Ricordo che ci volle la mano di Dio, e una buona dose di abilità da parte mia, per convincere il padrone di casa dove abitavamo nei primi anni di matrimonio a ridipingere l’appartamento e verniciare le inferriate esterne mezze arrugginite. Di fronte alla sua cocciutaggine, tentai col dirgli che, tutto sommato, non era una grande spesa in confronto alla pigione che pagavamo, e che avevamo diritto a un po’ di considerazione. In maniera velata, gli feci anche capire che, in fin dei conti, quello non era l’unico appartamento che esisteva in città. Buco nell’acqua. Ci pensai sopra e alla fine decisi di “toccarlo” nel suo punto debole, facendogli intravvedere l’allettante prospettiva di un beneficio finanziario a suo favore. <<La settimana prossima – dissi – verrà a cena il mio capufficio. Ha una figlia che si sposa e cerca casa. Se questa gli farà buona impressione, potrebbe interessargli l’appartamento che avete sfitto al piano di sotto >>. Gli occhi del taccagno si illuminarono e il giorno dopo arrivò l’imbianchino. Fallì, invece il tentativo di convincere mio figlio a imparare a suonare il pianoforte. Convinto che avesse buona predisposizione allo strumento, gli comprai l’organo e iniziò i primi passi nel mondo della musica. Per invogliarlo ad impegnarsi di più, usai varie strategie, dicendogli che sarei stato fiero di lui, che gli amici lo avrebbero ammirato, e che sarei stato disposto anche a scendere a compromessi. Non ci furono Santi in mio soccorso. Gli piaceva il canto, e debbo ammettere che le soddisfazioni non gli sono mancate. Un mio amico, invitato a una festa di compleanno, dopo aver bevuto un po’ troppo, cominciò a dare segni di irrequietezza, facendo gesti incomprensibili. Non riuscivo a calmarlo. E’ vero che è molto difficile far ragionare un ubriaco, ma se lo inducete a parlare di qualcosa che l’interessa, è probabile che si acquieti e vi dia ascolto. Mi avvicinai all’orecchio e gli sussurrai: <<Ho saputo che ultimamente hai vinto una gara di tennis. Raccontami com’è andata>>. La sua espressione cambiò di colpo, e mentre lo pilotavo sul terrazzo per fargli prendere una boccata d’aria fresca, cominciò a rientrare in sé e a parlare di tennis. A proposito, se volete convincere un agente della polizia stradale a non farvi la contravvenzione perché avete violato il codice, non ditegli di chiudere un occhio perché è la prima vola che vi capita: lui sa che non è vero e non vi crederà mai. Per esperienza diretta, vi consiglio di limitarvi  a dire: “Ha ragione, signor agente, forse correvo un po’ troppo, ma non me ne ero accorto”. A me è andata bene. Davanti all’inevitabile, l’umiltà è il metodo migliore che io conosca.     

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