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Lettera a Roberto Saviano da parte di un amico

Inserito da on 28 gennaio 2011 – 00:004 Comments

 Fulvio Sguerso

Caro neodottore in Giurisprudenza e stimatissimo scrittore, mi consenta di indirizzarle questa mia disinteressata e umile lettera aperta, che la prego di accogliere come una dimostrazione di affetto paterno e di sincera preoccupazione per i rischi a cui Lei continuamente si espone a causa, in primis, del suo stile di vita “blindata”, che potrebbe, a lungo andare, procurarle disturbi del carattere e dell’umore e,   in  secundis  (un po’ di latinorum non guasta in una lettera a un neodottore honoris causa), per quel suo modo abituale di esprimersi senza  tener conto delle gerarchie sociali, economiche, politiche e criminali. Mi creda, glielo dico per la sua tranquillità e per il suo interesse (anche Lei avrà pure qualche interesse da salvaguardare, non fosse altro  quelli relativi ai diritti d’autore), e si fidi di un anziano prof di lettere che ne ha viste tante e sa i pericoli a cui possono andare incontro i giovani, e proprio quelli più promettenti e generosi, ma dal carattere rigido e, me lo consenta, alquanto ostinato. Oh, non me lo dica nemmeno, lo so, lo so che le sue denunce e le sue “narrazioni” sono tutte in buona fede, e che  lo strepitoso successo da Lei meritatamente – sia chiaro -  conquistato non ha per nulla guastato la purezza delle sue intenzioni; no, non è questo il punto. Allora qual è, Lei si starà chiedendo. Eh, il punto a cui voglio, se Lei me lo consente, arrivare è il seguente: possibile che fra tutte le persone e le autorità degne di ossequio, di stima e di rispetto che agiscono sulla scena e nella cultura italiana, anche nel campo specifico del suo mestiere, che è, mi perdoni se glielo ricordo, quello dello scrittore, Lei abbia scelto proprio i tre magistrati della Procura di Milano che tanti dispiaceri, per usare un eufemismo, procurano all’onorata famiglia del suo Editore? Oh, per carità, in Lei non c’era nessuna malizia e nessuna intenzione men che onesta in quella sua dedica; ma sa, lo dico sempre e solo per suo bene, le sue parole e le sue buone intenzioni – come quelle di chiunque altro che, magari, parla in confidenza al telefono con un amico o un’amica – potrebbero essere equivocate e magari male o strumentalmente interpretate a fini di lotta politica. Ecco, Lei ora comincia  a comprendere la nobile finalità di questa mia modesta lettera supplicatoria, e sono sicuro che converrà con me circa l’opportunità di rimediare a quella sua, oh, sia chiaro, involontaria gaffe, ridedicando la sua meritatissima  Laurea  a persone di indubbio prestigio, che onorano la nostra amata Italia, e che al contempo non turbano né le coscienze né il sonno degli onesti cittadini e delle oneste cittadine di questo Paese. E guardi, già che ci sono, e se Lei me lo consente, mi permetto di suggerirle qualche nome: per esempio l’onorevole avvocato Ghedini, il valente direttore del “Giornale” dottor Sallusti, il prestigioso direttore del “Foglio” Giuliano Ferrara, il fine e colto critico d’arte ed esteta, nonché apprezzato showman televisivo, Vittorio Sgarbi……..Vede che non mancano personalità degne di essere da lei omaggiate. Infine, si dedichi con passione al suo mestiere, coma sa fare, magari variando un poco le sue tematiche, onde evitare le etichettature così fastidiose per un vero artista come Lei; per il resto, confido nel suo senso dell’onore e della………prudenza.

Con immensa stima.

4 Comments »

  • Ester scrive:

    Saviano è giovane, l’Italia è un paese per vecchi, basta guardare l’età media di chi fa politica rispetto al resto del mondo. Si potrebbe dire che l’Italia non fa per Saviano, che tra l’altro non mi pare sia parente di chi conta. Effettivamente corre parecchi rischi a denunciare, se non cambia la classe politica in Italia presto saremo un popolo da rottamare. Già ora siamo un popolo da sbeffeggiare

  • civetta scrive:

    Gentile Prof. Sguerso, molto apprezzabile questa sua iniziatva nei confronti del caro Saviano, quasi da padre affettuoso, che cerca di mettere in guardia il suo caro figlio dai pericoli a cui può andare incontro nella sua vita. Saviano è una delle poche stelle che illuminano la lunga e fosca notte che il ns Paese sta attravesando.Parlare di Saviano in relazione a certa gente è come palare di perle date in pasto ai porci.
    Saviano è un grande scrittore, come tale riconosciuto in tutto il mondo, oltre che per il suo coraggio. Deve poter continuare a fare il suo lavoro in tutta libertà,ed essere esempio luminoso per i ns giovani, altrimenti non potremmo mai definirci un Paese civile, ma un paese dove vige la “fatwa” e l’indecenza!

  • liberovolo scrive:

    Anche Icaro volle volare troppo alto.
    Il gabbiano non può pensare di essere un’aquila e questa sa bene che non può andare oltre certe altezze…
    Quanto vorrei che persone, come Saviano, che hanno carisma, lo usassero per riappacificare e rasserenare. Tutto il resto, ancorché importante, è secondario e viene di conseguenza.

  • Fulvio Sguerso scrive:

    A Ester. E’ vero: i Saviano sono rari in questo Paese di vecchi che si truccano da giovani, e di vecchi arnesi che si riciclano come nuovi approfittando della scarsa memoria, o del qualunquismo dell’italiano medio. E pensare che è grazie a uomini come Saviano, Caselli, Impastato, don Diana, don Ciotti, don Gallo, don Farinella. don Giorgio De Capitani (non tutti i “don” sono uguali)che la speranza in un’Italia migliore non è ancora morta.

    A Civetta. Eh sì, chi rompe l’omertà in questo Paese di onorevoli omertosi, lo fa a suo rischio e pericolo. Proprio in questi giorni vediamo un intero partito che “fa quadrato” intorno a un leader ormai scaduto. Se proprio lo vogliono: muoia Sansone con tutti i filistei!

    A liberovolo. Signor aviatore, chi è l’aquila e chi il gabbiano? Chi è che vuole volare troppo alto, secondo lei? Saviano o la Boccassini? Lei parla per enigmi, perché non parla chiaro? Chi si nasconde dietro il suo “liberovolo”, che tanto libero non è se non osa nemmeno chiamarsi con il suo nome? Forse un giudice di pace?
    Non abbia paura delle sue idee, se ne è persuaso; e se no, lasci stare le aquile, che non fanno per lei.
    Stia bene.

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