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Baronissi: caro-acqua all’attenzione della Commissione di Vigilanza

Inserito da on 27 gennaio 2011 – 05:14Un commento

Stretta sulle bollette dell’acqua. A posizionare la lente d’ingrandimento sulla fatturazione delle cartelle da parte del gestore Siis a carico dei cittadini di Baronissi è il consigliere comunale Tonino D’Auria, firmatario di una lettera inviata alla Commissione Nazionale di Vigilanza sulle Risorse Idriche. L’obiettivo è quello di chiedere una verifica dei costi di tariffazione dell’acqua. «Desidero informare la commissione dei costi esorbitanti che i cittadini di  Baronissi, in uno a tutti i cittadini dei comuni confluiti nell’Ato Sele, sono chiamati a sostenere per la fruizione di un bene primario come l’acqua – si legge nella missiva – inoltre desidero segnalare il fatto che il soggetto gestore (S.I.I.S. s.c.a.r.l.) a parere dello scrivente è molto lacunoso nella fatturazione, (sulla fattura non viene indicato il riepilogo dei mc. consumati, non viene indicato il totale dei mc. presunti consumati, l’utente non viene messo in condizione di conoscere se il presunto della fatturazione corrisponde a quello effettivo, da tener conto che superando la I fascia di consumo agevolata posta a 90 mc. si passa alle eccedenze la cui tariffa come noto è superiore)». Di seguito per una chiara visione della vicenda si rendiconta su quello che, a parere del consigliere D’Auria, sono le discrasie emerse a seguito della recente sentenza del TAR Campania sez. di Salerno, che ha dichiarato illegittime gli aumenti tariffari deliberati dall’Ato Sele.  Con la legge attuativa 21 maggio 1997 n.14 la Regione Campania ha individuato negli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) il sistema gestionale delle risorse idriche. In ossequio a siffatta previsione ha suddiviso il territorio in quattro Ambiti Territoriali Ottimali fra i quali l’A.T.O. n.4 denominato “Sele” che a sua volta ha individuato nel S.I.I.S s.c.a.r.l. il soggetto gestore del servizio idrico integrato. Il comune di Baronissi, in uno ai comuni di Pontecagnano Faiano e Giffoni Valle Piana, ha da subito aderito al suddetto ambito. Con deliberazione adottate dal Consiglio di amministrazione (la n.28 del 2006) e dall’Assemblea (la n.2 del 2007) dell’Ente d’Ambito “Sele” fu approvata una nuova articolazione tariffaria per fasce di consumo e per uso della tariffa media d’ambito per l’anno 2006. Nel merito con le suddette deliberazioni i competenti organi dell’Ente d’Ambito ebbero a stabilire che il soggetto gestore del servizio idrico integrato (S.I.I.S. s.c.a.r.l.) potesse applicare la tariffa medio d’ambito su tutto il territorio di competenza dell’A.T.O. “Sele” senza alcuna modulazione territoriale e temporale. Avverso le su citate deliberazioni fu proposto ricorso da parte di alcuni residenti del Comune di Giffoni Valle Piana. Con tale impugnativa i ricorrenti richiesero l’annullamento di tali deliberazioni, lamentando che le stesse avessero disposto un incremento eccessivo della tariffa del servizio idrico, ben superiore rispetto alla misura applicata durante l’ultimo periodo di gestione da parte del Comune. Nella specie, essi hanno fatto risaltare nel ricorso che la tariffa stessa non potesse essere determinata in applicazione del cosiddetto «metodo normalizzato», di cui al D.M. 1 agosto 1996, fino all’effettiva attivazione del servizio idrico integrato mediante l’accorpamento nella gestione unitaria di tutte le gestioni preesistenti e relative alla totalità dei centoquarantaquattro Comuni compresi nell’Ambito Territoriale Ottimale “Sele”, atteso che, alla data di adozione delle deliberazioni impugnate, solo tre dei Comuni, tra cui il comune di Baronissi, inclusi nell’A.T.O. avevano rimesso la gestione del servizio idrico al gestore unitario. Con sentenza n.24 del 12 gennaio 2009 il Tar Campania sez. di Salerno ha annullato la delibera dell’Assemblea dell’Ente Ambito Sele n.2 del 22.2.2007 e la deliberazione del Consiglio di Amministrazione n.28 del 4.7.2006. Venendo ai profili sostanziali toccati dalla sentenza, il Collegio, accogliendo nel merito il ricorso, ha dichiarato l’illegittimità del criterio di tariffazione impiegato dall’Ente d’Ambito “Sele”, statuendo che la tariffa del servizio idrico integrato abbia connotazione giuridica di corrispettivo e non di tributo. Nel caso di specie, il T.A.R. non ha ritenuto persuasive le tesi formulate dai resistenti a propria difesa, a mente delle quali, una volta istituito il servizio idrico integrato, l’unico criterio legale di definizione della tariffa debba essere quello attinente alla tariffa media d’ambito, ovvero ad un sistema tariffario correlato alle gestioni destinate a confluire nell’A.T.O., a prescindere dal lasso temporale relativo all’effettivo trasferimento delle singole gestioni al gestore unitario. A contrario, il Consesso giurisdizionale amministrativo salernitano, da una parte, ha riconosciuto che la progressiva attivazione del servizio idrico integrato, basata sul passaggio da una gestione frazionata del servizio a una gestione unitaria, presupponga necessariamente un periodo di transizione, che consenta all’unico gestore di acquisire gradualmente le dotazioni infrastrutturali e funzionali adoperate in precedenza; dall’altra, ha evidenziato come tale circostanza “fisiologica” non trovi simmetria nelle previsioni di cui al d.lgs. n. 152 del 2006, incentrate sul funzionamento “a regime” del servizio idrico integrato, evidenziandosi come il dettato normativo non contempli affatto l’ipotesi che «il gestore unitario possa assumere solo alcune delle gestioni preesistenti». A giudizio del T.A.R., la discrasia tra il disegno legislativo e la sua concretizzazione nella realtà amministrativa non può restare priva di effetti sotto il profilo della disciplina applicabile, attribuendosi alla pubblica amministrazione il compito di identificare mediante l’esercizio del potere discrezionale le soluzioni che, in particolare, siano finalizzate a determinare i criteri e le modalità di articolazione della tariffa, nelle more del perfezionamento dell’attivazione del servizio idrico integrato. In tal senso, è stato lo stesso giudicante a “raccomandare” che, in siffatto esercizio di discrezionalità, l’Ente d’Ambito si attenga, comunque, al principio di corrispettività. In definitiva, i magistrati amministrativi di Salerno hanno concluso nel segno della considerazione che l’imposizione della tariffa media d’ambito a prescindere dall’adeguata remunerazione di un servizio effettivamente reso si fonderebbe su parametri del tutto slegati dai costi previsti nel programma di investimento contenuto nel piano d’ambito, determinando un’ingiusta alterazione del rapporto tra gestore del servizio ed utente. L’Autorità di Ambito “Sele” con atto n.06 del 27 marzo 2009, (giova evidenziare che il rappresentante del comune di Baronissi era assente) preso atto della sentenza del Tar, preso atto, altresì della delibera del Cda dell’Ente n. 19 del 26.02.2009, deliberò di procedere al ricalcolo delle tariffe, rispettando il principio di corrispettività rispetto ai costi effettivamente sostenuti dalla società per garantire i servizi, di fatto già erogati, alle utenze nei Comuni attualmente transitati nella gestione unitaria. Premesso quanto sopra: atteso che, a parere dello scrivente, con la delibera n.06 del 27 marzo 2009 l’Autorità di Ambito “Sele” non ha dato piena ottemperanza alla decisione n.24/2009 del Tar Campania – sezione di Salerno; evidenziato, altresì, che dal verbale della predetta delibera si evince che i rappresentanti dei comuni di Pontecagnano Faiano e Giffoni Valle Piana (che insieme al comune di Baronissi sono i diretti interessati in quanto all’epoca dei fatti erano gli unici transitati nella gestione unitaria dell’A.T.O. sele) espressero voto contrario all’approvazione del deliberato, si invita codesta commissione, a tutela ed a garanzia dei diritti degli utenti, a valutare eventuali indagini da esperire in seno al più volte citato Ato Sele al fine di verificare l’esatte modalità di erogazione dei servizi.

 

 

Un commento »

  • marco scrive:

    Un’altra cosa strana di chi ha in gestione l’acquedotto di Baronissi e che le bollette da quest’anno arrivano ogni 3 mesi, non ne vedo assolutamente il motivo e solo un’ulteriore costo da parte dei cittadini di Baronissi

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