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Salerno: Elezioni- è l’ora di Cammarota

Inserito da on 24 gennaio 2011 – 00:00No Comment

Tutta la stampa salernitana presente alla consacrazione di Antonio Cammarota

Aldo Bianchini

Ore 11.18 di lunedì 24 gennaio 2011 lo scrutinio elettorale è finito. Il responso è ufficiale. Vincenzo De Luca è stato riconfermato sindaco per altri cinque anni con la faraonica percentuale del 67%. Questo il titolo a tutta pagina che, con cinque mesi di anticipo, immagino come commento del dato elettorale all’indomani delle elezioni amministrative previste per la fine della prossima primavera. Non è assolutamente offensivo per nessuno, tantomeno per Antonio Cammarota, giovane e validissimo avvocato del foro salernitano, che proprio alle ore 11.18 di lunedì 24 gennaio 2011 ha preso la parola, di fronte a tutta la stampa salernitana, come candidato sindaco di Salerno per la componente PdL che fa capo alla sempre più assente ministra Mara Carfagna. Io certamente sarò legato a schemi d’altri tempi ma un ministro della  cosiddetta prima repubblica si sarebbe precipitato nella sua città natale per incoronare il suo candidato sindaco. A questo punto, mi scuseranno i vari candidati del PdL, delle due l’una. O i due leader Carfagna-Cirielli hanno deciso di lasciare la Città nelle mani del loro presunto avversario o i due non hanno capito proprio nulla su come deve essere portata avanti l’offensiva elettorale per non riconsegnare una città di destra nuovamente nella mani di un uomo che dice di essere di sinistra la mattina e di destra la sera. A meno che non accada un miracolo anche se, con tutto il rispetto, per i miracoli bisogna ancora attrezzarsi. Ma quale può essere il miracolo. Lo ha spiegato benissimo lo stesso candidato Cammarota: “Il problema è politico, di merito e  non di metodo …… L’unità è ancora possibile…. Bisogna trovare la sintesi più che la somma di componenti…. Io non rompo l’unità, leggo la disunità …. La mia è una posizione dialettica e di responsabilità nella ricerca del dialogo, è un punto di partenza … Ho raccolto un invito …. Ho diritto di parlare perché vengo dal consenso elettorale e non dal potere….”. A mio sommesso avviso più chiaro di così Antonio Cammarota non poteva essere, oltretutto ha espresso delle posizioni politiche che sostiene da tempo ed anche con assoluta coerenza. Dunque il Popolo della Libertà deve pensare che l’apparente rottura non è del tutto conclamata e neppure irreversibile. Tempo una decina di giorni e da Roma, dove certamente ci sarà l’incontro tra Carfagna e Cirielli (dopo il fallito tentativo della Ferrazzano di rapportarsi con l’ex compagna di cordata), dovranno risolvere l’ormai storico problema della destra salernitana: combattere De Luca o accordarsi, più o meno apertamente, con lui rinunciando per altri cinque anni alla gestione del capoluogo di provincia che sulla carta spetterebbe di diritto alle forze del centro-destra. Poi probabilmente potrà anche essere trovato un accordo politico che vada oltre le figure rispettabilissime di Anna Ferrazzano e di Antonio Cammarota. Quest’ultimo si è dichiarato disponibilissimo a fare non uno ma due passi indietro nel caso di un accordo di consiliatura che venga dall’alto. Bisognerà vedere, semmai, la disponibilità della Ferrazzano che, al momento, tace. Per la cronaca, Antonio Cammarota è stato presentato alla stampa dal responsabile della segreteria politica del ministro dott. Matteo Cortese che, opportunamente, ha lasciato da solo il candidato. Nella segreteria, presente anche Antonio Lubritto, hanno fatto scalpore le assenze di Zitarosa e Puorro. E Caldoro? Per il momento assiste in silenzio, ma se anche lui vorrà dare una svolta al suo governatorato dovrà forzatamente scendere in campo per l’unità di tutto il partito. Ma domani, si sa, è un altro giorno e si vedrà.

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