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Parole Africane: Kilio (lamentazione funebre)

Inserito da on 19 gennaio 2011 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

Quando capita qualche lutto nella nostra famiglia, qui in Italia(almeno al Nord), siamo abituati a ricevere le persone per le condoglianze. Poi il giorno dopo c’è il funerale e tutto finisce lì. Invece in Africa, il lutto è qualcosa di serio,di importante. Quando qualcuno muore, viene dato l’annuncio a tutti. La famiglia si veste male, non cucina più. Insomma per sette giorni, tutto rimane come sospeso. Viene la gente a dare le condoglianze, annunciandosi con delle grida, prima di arrivare nella casa. Poi, ci si incoraggia a vicenda. Naturalmente si mangia e si beve (sempre per sette giorni). Insomma ci sono molte persone che arrivano e tutte mangiano e bevono. Bisogna rinsaldare i legami della vita e dare forza alla famiglia provata dal lutto. Poi, ogni sera, c’è sempre una veglia, magari con qualche corale o con qualcuno che suona. La gente arriva, prega, canta e…mangia. E’ veramente qualcosa di straordinario, difficile da capire per noi che veniamo dall’Europa. La famiglia in lutto viene confortata. Ma le spese sono veramente eccessive. Spesso le famiglie si devono indebitare per anni, perché non riescono a fare fronte a tutto. Poi il giorno del seppellimento c’è la grande affluenza e tutti, alla fine della cerimonia, prenderanno parte al banchetto funebre. Per non parlare poi dei “funerali”. E’ il momento dell’anniversario in cui il defunto entrerà definitivamente nel mondo degli antenati. E per festeggiare questa realtà,altri banchetti e così via. Si è cercato di consigliare di essere un po’ più sobri nelle spese. Ma è un discorso difficile da fare passare. Si deve fare così, altrimenti verrai criticato. E’ una realtà culturale importante e che bisogna accostare con rispetto e non solo vedendone gli aspetti negativi, per noi europei.

 

 

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