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L’intuizione della prostituzione

Inserito da on 19 gennaio 2011 – 00:003 Comments

Angelo Cennamo

Dalle intercettazioni sul caso Ruby, uscite impunemente dalla procura di Milano e finite nel tritacarne impietoso degli organi di stampa, emerge una realtà squallida, all’interno della quale si muove una corte di donne e di uomini assetati di denaro e di successo. Il via vai di Villa San Martino fa apparire la sontuosa residenza del premier come il paese dei balocchi, dove ciascuno, di volta in volta, può chiedere al vecchio riccone quello che vuole : buste colme di banconote, prestiti, gioielli, passaggi televisivi, e chissà cos’altro ancora. Sulla vicenda, che è molto articolata, ognuno è libero di farsi la propria opinione e di esprimere giudizi in ordine alla moralità di certi comportamenti, ma sarebbe un errore accorpare tutto e tutti in una reprimenda di tipo etico-giudiziario : in una democrazia liberale non è consentito confondere i peccati con i reati. Anche perchè, fino adesso, di illecito è emerso ben poco.  Se è vero, infatti, che gli stralci delle conversazioni intercorse tra le fanciulle che hanno varcato il lunapark di Arcore siano molto espliciti e che fotografino in modo chiaro quale sia stato il clima e lo spirito di certi appuntamenti, quelle stesse intercettazioni sembrano escludere la sussistenza di almeno un paio delle ipotesi di reato avanzate dagli inquirenti. Come si fa, infatti, a considerare quelle escort così incallite ed avide come delle povere ragazze indotte a prostituirsi? I magistrati zelanti della procura milanese vorrebbero farci passare Emilio Fede e Lele Mora per dei talent scout di Sante Marie Goretti, lacerate nella coscienza per aver ceduto a simili bassezze per il vil denaro. Ma è davvero così, o si tratta più verosimilmente di disinibite opportuniste, disposte a tutto pur di farsi accompagnare a casa di “Papi” e farsi regalare pacchi di banconote che, altrove, si guadagnerebbero dopo un anno di lavoro? Pare che alcune di queste siano state addirittura spronate dai genitori affinchè non si lascassero “scavalcare” da altre dirette interessate. Altre, invece, negano di essere state circuite dal premier, ma semplicemente omaggiate di un braccialetto d’oro, in ricordo della serata trascorsa in villa. Alla domanda se la propria figlia fosse veramente la fidanzata del premier, il padre di una miss tanto citata sui giornali, ha risposto, forse neppure rendendosi conto dell’argomento affrontato : “Magari!”. E allora sarebbe il caso che i pm milanesi, così attenti agli svaghi del nostro premier, derubricassero l’ipotesi di reato a carico dei suoi amici da : induzione a “intuizione” della prostituzione.

                  

3 Comments »

  • Angelo Cennamo scrive:

    La redazione mi informa che alcuni lettori, tra questi il nostro amico Armando Lanza, prendendo spunto da un articolo apparso su Micromega e Repubblica, si chiedono come mai la Chiesa non si sia pronunciata con una nota ufficiale sul caso Ruby.

    Provo a dare una risposta. Intanto mi pare che alcuni esponenti del vaticano abbiano già espresso imbarazzo per la nota vicenda. Per il resto, credo che la Chiesa sia consapevole del fatto che nessuna forza politica come il Pdl, e con esso la Lega, si stia battendo per la difesa dei valori cristiani. Penso ad esempio all’impegno contro la fecondazione assistita e la ricerca sugli embrioni umani, al dissenso ed il contrasto verso tecniche abortive spregiudicate, come quella della pillola Ru 486, alla difesa delle radici giudaico-cristiane dell’Occidente, alla difesa del Crocifisso nelle aule scolastiche, contro il parere di tanti “progressisti” di sinistra, tra i quali le redazioni di Micromega e di Repubblica. Penso ancora al contrasto delle unioni tra gay, al finanziamento delle scuole cattoliche e al dissenso verso quel multiculturalismo che vorrebbero imporci alcune organizzazioni isalmiche. Penso infine al decreto varato dal governo nelle ultime ore utili per salvare Eluana Englaro, provvedimento che Napolitano non volle firmare, per la gioia di tanti che oggi inveiscono contro la condotta amorale del premier. Ecco perchè la Chiesa tollera le “marachelle” di Berlusconi : nessuno come lui si è speso, nei fatti, e si è prodigato per la difesa della vita e dei valori cristiani.

    Angelo Cennamo

  • Atonio La Monica scrive:

    Caro sig. Cennamo ho molte cose da ridire, sia sul “PUNTO” e sia sul commento aggiuntivo che ha inteso “regalarci”. A mio giudizio, esistono due tipi di “reati”: quello penale e quello morale. Su quello penale non credo ci sia da fare discussioni “preventive”, sarà il corso della giustizia a stabilirne l’esistenza, ma su quello morale c’è da discutere e molto. Lei,nel raccontare del “luna park di Arcore”, ha omesso di valutare il grande danno morale che tale “sito di lascivia” causa alla nostra gioventù. Lei non vuole rendersi conto che il problema non risiede nella moralità delle signorine che frequentano il “luna park” ma nel modello che “l’anfitrione della sala giochi” e le sue ospiti offrono ai nostri ragazzi. Ad una gioventù che già stenta a intravedere un futuro degno, e che nell’ultimo decennio è già stata fuorviata da fatui modelli di vita, non è sopportabile che si possa dare questo ulteriore modello negativo, fatto di immoralità e tracotanza. L’immoralità si evidenzia e si commenta da sola, la tracotanza viene palesata quando, invece di fare scornosa ammenda, si alza la voce e si minacciano sfracelli. Questo è l’esempio da manuale per distinguere il liberale dal libertino. Lei dimentica che in questi anni il piccolo Napoleone ha dato più di un segnale negativo in tal senso, a partire dal consiglio: “sposi un miliardario”. Altre tre piccole cose. Lei, che se non sbaglio è un avvocato, come definirebbe un signore che sfruttando la sua posizione (posizione che al momento pretende di avere comunque e sempre. Tribunale dei Ministri?) interviene su un suo “sottoposto” e raccontandogli una balla colossale (balla che non è una genialata) cerca di “salvare” una avventrice del luna park?
    La chiesa? In primis non è vero che perdona al “piccolo padre” le sue marachelle, ha mai letto Famiglia Cristiana? Ha letto, nelle ultime ore, Avvenire? A me sembra che anche il clero incomincia, e non da oggi, a prendere le distanze!! Per ultimo, legga bene la storia del nostro paese! L’Italia è la culla del multiculturalismo!! A partire dai Romani, la nostra nazione è stata sempre capace di far tesoro delle culture e dei costumi di chi entrava a far parte della sua società. Anzi le dirò di più, il nostro declinio è incominciato quando si è incominciato ad avere fastidio e paura di chi, pur essendo fra noi, aveva altre confessioni e proveniva da altre culture. Per ultimo, lasci stare i problemi etici, per piacere, sono cose tanto delicate che non è possibile trattarle con l’esposizione di qualche slogan e di qualche luogo comune.

  • Angelo Cennamo scrive:

    Egr. La Monica, parto dalla fine. L’impreo romano non era il regno del multicultularismo, ma della multietnicità : non devo spiegarle la differenza.
    Il comportamento di Berlusconi l’ho stigmatizzato anche io : ho scritto che quella telefonata in Questura è stato un errore. Ma un errore non è per forza un reato, e quello non lo è ( le rispondo da Avvocato).
    L’immoralità del mondo che ci circonda non l’ha generata Berlusconi, ma le famiglie di questo secolo, attente più al vil denaro e ai beni materiali che ad altri valori. In una di quelle intercettazioni si sente un padre che spinge la figlia a “scavalcare” le altre concorrenti per portare a casa una somma di denaro. I genitori di Casoria volevano che la loro Noemi facesse “carriera” nel mondo dello spettacolo, e così via.
    I reati sono perseguibili dalla magistratura, è vero, ma da quella competente, altrimenti siamo fuori dallo Stto di diritto. I peccati li perseguono i genitori capaci, i parroci, ed infine il Padre Eterno.
    La saluto – Angelo Cennamo

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