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Regione: Piano casa, l’impegno di Eva Longo

Inserito da on 12 gennaio 2011 – 07:24No Comment

In data 10/01/2011 è stata pubblicata, sul B.U.R.C.  n. 2/11,  la Legge Regionale n.1/2011 di modifica alla Legge Regionale n. 19/2009  così detta “piano casa regionale”. Il consigliere regionale Eva Longo che ha partecipato fattivamente alla modifica della Legge, facendo inserire alcuni importanti emendamenti spiega nel dettaglio che la normativa approvata, mira a consentire nel rispetto e nel potenziamento della qualità urbana attraverso anche la realizzazione di energia con fonti rinnovabili: - lo svecchiamento del nostro patrimonio edilizio post-bellico, che già da qualche tempo, mostra segnali di precarietà strutturale; - la realizzazione d’interventi di ampliamento della propria abitazione; - il recupero delle aree degradate; - il recupero delle aree delle industrie dismesse senza limiti di lotto; - il recupero dei ruderi abbandonati; - il cambio di destinazione d’uso delle case rurali con l’incremento di nuova superficie utile abitativa. Le previsioni dell’art. 9 modificato della legge consentono la possibilità per i Comuni di individuare zone o fabbricati a rischio statico.<< Maggiore impulso – aggiunge Eva Longo – è stato dato al fascicolo del fabbricato consentirà di far rilevare ai proprietari, che possiedono un palazzo degradato, le condizioni della struttura e il suo andamento nel tempo, permettendo di scegliere di demolire lo stabile anche usufruendo di consistenti incentivi volumetrici. La Legge Regionale 1/2011 ci propone una serie di agevolazioni per la sostituzione e la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, dando una possibilità all’architettura moderna di ridisegnare grandi parti del territorio. Il riuso delle aree degradate quali le industrie abbandonate, opifici non più utilizzati ci consentirà di ricucire il nostro tessuto urbano, annettendo a esso grandi parti di territorio e fornendo possibilità di nuove infrastrutture, ormai non più realizzabili all’interno dei centri abitati già saturi di spazi>>.La Legge riprende  i principi della L.R. 3/96, oggi soppressa dalla L.R. 16/2004, sui piani di riqualificazione urbana e di recupero delle vecchie aree industriali abbandonate, consentendo la restituzione alla comunità di aree altresì abbandonate con la ricostruzione della stessa volumetria senza limiti di superficie di lotto. La rielaborazione della Legge 19/2009 con una stesura più chiara e immediata ha cercato di assegnare ai Comuni il ruolo di protagonisti nelle scelte di rinnovamento al fine di perseguire gli obiettivi prefissati, rilanciando il comparto dell’edilizia senza perdere di vista, però, il disegno di rigenerazione del patrimonio edilizio. Tali interventi consentirebbero lo svecchiamento dei fabbricati residenziali e la moderna trasformazione urbanistica del nostro patrimonio edilizio, con notevoli vantaggi e con il recupero di nuovi standards a beneficio di una migliore qualità della vita dei quartieri. <<Per quanto riguarda questi temi – conclude -  il mio impegno sarà sempre presente e costante con la proposizione di eventuali correzioni delle normative vigenti, com’è avvenuto con la L.R.19/2009, o con la realizzazione di nuove Leggi. 

 

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