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Noi ci schieriamo con la CGIL e con la FIOM ….Noi ci schieriamo con la democrazia e per i diritti

Inserito da on 12 gennaio 2011 – 00:37No Comment

La vicenda Fiat di cui tanto si discute in questi giorni ci interessa, ci coinvolge, ci indigna. Ci interessa perché non coinvolge solo chi opera nel settore auto. La messa in discussione continua e quotidiana dei diritti di chi lavora oggi e con la precarizzazione crescente dei lavori e dei lavoratori con l’accordo Fiat oggi è più forte. L’idea di poter assumere “mano d’opera” con contratti individuali e non in base a un accordo nazionale significa annullare qualsiasi garanzia di equità e una comune base di diritti per tutti i lavoratori sull’intero territorio nazionale. Ci coinvolge perché oggi a non poter più scegliere con una legge elettorale assurda i nostri rappresentanti in Parlamento ci vogliono impedire anche il nostro diritto di scegliere i nostri rappresentanti sindacali interni alle aziende con libere elezioni e preferenze sui luoghi di lavoro. Ma non solo. Si eliminerà anche il diritto di poter decidere di scegliere tra opzioni diverse accordi sindacali che decidono delle loro condizioni di lavoro, di reddito e di diritti. Abbiamo quindi un concetto di democrazia e di rappresentanza e rappresentatività diversa dal loro. Ci indigna perché tutto ciò sta avvenendo in un clima caratterizzato da una totale assenza e disinteresse della politica sui temi del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Tale assenza purtroppo, fatte  poche eccezioni, sta caratterizzando purtroppo anche il maggior partito del centrosinistra (schieramento in cui noi tutti ci riconosciamo), quello che più ci colpisce è che al proprio interno, su questi temi che consideriamo cruciali e importanti, registriamo  posizioni non chiare e non univoche.  Tutto ciò in uno scenario, in un disinteresse generale, caratterizzato da tentativi di  ridimensionamento della piena libertà di esercizio del conflitto sociale. Non a caso sono passati pressoché in silenzio una serie di atti legislativi, l’ultimo è quello conosciuto come “collegato lavoro”, in cui registriamo ulteriori precarizzazioni, individualizzazione del rapporto di lavoro (contratti individuali), smantellamento della legislazione di tutela dell’ambiente di lavoro, impedimento al ricorso alla giustizia ordinaria da parte del lavoratore per difendere i propri diritti. In poche parole registriamo da anni una continua spoliazione della dignità di chi lavora. La proposta del ministro al non-lavoro di sostituire lo Statuto dei Lavoratori con uno Statuto dei lavori  (la trasformazione linguistica è esplicativa dei contenuti) rappresenta, al contrario di come viene presentato, nei fatti come il colpo mortale che questo governo vuole dare alla democrazia e ai diritti di chi lavora e sui luoghi di lavoro. Oggi è il momento di reagire. Oggi partendo appunto dalla vicenda Fiat è il momento di costruire nella società, nella politica, nella cultura la centralità della persona e la sua sfera di diritti individuali e collettivi. Detta centralità potrà rappresentare per la  stessa  politica oggi caratterizzata da derive, da volgarità, da autoreferenze una salutare rigenerazione.  Riportare e ridare centralità  dell’agenda politica e amministrativa al lavoro, alle politiche e al diritto al lavoro e ai diritti non rinunciabili in termini personali e collettivi significa fare il primo passo verso la direzione auspicata e sostenuta dalla stragrande maggioranza del “popolo” del centrosinistra. La vertenza Fiat rappresenta tutto ciò e pertanto ci impegniamo come elettori e militanti del centro sinistra a supportare, possibilmente creandone anche di nostre, tutte le iniziative che la CGIL e la FIOM metteranno in campo partendo dallo sciopero del prossimo 28 gennaio. A tal fine per meglio coordinarci chiederemo nelle prossime ore un incontro con le segreterie della CGIL e della FIOM.

Primi firmatari: Angelo Orientale, già segretario confederale CGIL; Gianpaolo Lambiase, coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà; Giovanni Procida, già segretario FNLE-CGIL; Agostino Braca, presidente regionale ARCI RAGAZZI Eugenio Mancini; Massimo Vitale, precario personale ATA scuola; Silvino Caruccio, già segretario FNLE-CGIL; Mario Tarallo; Alessandro Turchi, dirigente Istituto Comprensivo San Tommaso D’Aquino

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