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Appello urgente dagli ostaggi del Sinai: riceviamo e pubblichiamo

Inserito da on 9 gennaio 2011 – 00:00No Comment

Ore 10.36, arriva una telefonata dai ostaggi eritrei nel Sinai, raccontano le quattro donne che stamattina hanno dovuto subire per l’ennesima volta violenze sessuali dal branco dei predoni, ripetutamente perché non pagano il riscatto richiesto dai trafficanti. Una delle donne incinte sta molto male, dopo che stata picchiata dai trafficanti tutto questo accadeva questa mattina, tutto questo sta accadendo mentre il mondo “civile” sene sta a guardare, distratto da altre questioni, chi per indifferenza verso questo dramma, chi per non irritare governi di quella regione, sta di fatto che ce un sostanziale silenzio, nessuno sta facendo nulla per debellare questa piaga dei nostri giorni, non si vede nessun risultato, tranne la liberazione dei ostaggi che hanno pagato il riscatto. Ancora oggi il crimine degli schiavisti vince, grazie al silenzio complice dei potenti della terra. Intollerabile l’inerzia dei governi della regione del Sinai, altre tanto vergognoso il silenzio della comunità internazionale di fronte al dramma di centinaia di profughi tenuti in catene dai predoni in un fazzoletto di terra più rovente del globo, non solo perché fa caldo, ma essendo un territorio sotto controllo di tutta la comunità internazionale per la questione Israelo – Palestinese. Ma la comunità internazionale sembra disposta a chiudere gli occhi su questo dramma di profughi che vengono spogliati di tutto, per fino della loro dignità umana, fino a perdere anche la vita stessa. Ci chiediamo dove sono finiti i difensori della vita umana? Dove sono i paladini dei diritti umani? Dove l’Europa culla della “Civiltà”? Ostaggi africani forse valgono meno di tanti altri per i quali tutti si mobilitano? L’Europa che gli respinge, si annunciano muri da costruire, ma nessuno si occupa della vita di questi disperati. Bussano alla coscienza di ciascuno di noi. Il silenzio dei mas media non nasconderà le grida disperate delle donne stuprate. Chiediamo un segno concreto di ricatto per liberare non più quelle persone, ma noi stessi, come mi diceva sta mattina uno di loro, “ormai siamo rassegnati a morire qui, ma voi che vivete nel modo libero a restare schiavi della vostra inerzia, del vostro silenzio, della vostra complicità passiva con questi criminali”. Io non mi stancherò di chiedere alla Comunità Internazionale, in particolare all’Europa di fare passi in avanti per combattere questo crimine contro l’umanità che si sta consumando alle porte dell’Europa, in territorio di paesi considerati alleati e amici dell’Europa. Serve un progetto concreto di accoglienza per i profughi, che oggi sono bloccati in Egitto e Libia, le condizioni disumane a cui vengono sottoposti centinaia di profughi, non solo dai trafficanti, ma anche dalla polizia nelle carceri egiziane e quelle libiche, sono ben conosciuti in Europa, serve una soluzione che dia sicurezza a chi fugge per cercare protezione, libertà e pace. Bisogna offrirgli la possibilità di arrivare in posti sicuri, dove sono garantiti i diritti umani e civili del profugo, del richiedente asilo politico, del rifugiato.
don Mussie Zerai

 

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