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Vendola dentro o fuori della Chiesa?

Inserito da on 6 gennaio 2011 – 00:005 Comments

don Marcello Stanzione

 Diversi siti cattolici come ad esempio Pontifex.Roma hanno più volte sottolineato anche attraverso interviste ad autorevoli vescovi e cardinali che l’attuale presidente della regione Puglia Nicola Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, detto Nichi per gli amici, per coerenza morale personale e pubblica non dovrebbe accostarsi a ricevere la Santa Comunione durante la celebrazione della Santa Messa. Vendola che è nato a Bari il 26 Agosto 1958 ha aderito fin da ragazzo alla Federazione Giovanile Comunista Italiana e al Partito Comunista, laureato in lettere e filosofia ha fatto una tesi su Pier Paolo Pasolini noto regista che venne ucciso su una spiaggia di Ostia da un minorenne diciassettenne notorio prostituto omosessuale della stazione Termini di Roma con cui il cineasta si era accompagnato per la consumazione di un rapporto omosex. Vendola che si è pubblicamente dichiarato omosessuale si definisce anche cattolico affermando di essere stato in gioventù discepolo del vescovo Tonino Bello, morto in concetto di santità, e di essere un fan dei libri del cardinale Carlo Maria Martini. In una intervista al Corriere della Sera Vendola affermò che il libro più importante per un comunista come lui è la Bibbia, ebbene la Sacra Scrittura è estremamente precisa e chiara nel condannare sempre l’omosessualità. Essa afferma nel Vecchio Testamento : “ Non avrai con un  maschio relazioni come si hanno con donna : è abominio ” ( Lv 18,22 ) ; “ Se uno ha rapporti con un uomo come si fa con una donna , tutti e due hanno commesso un abominio ; dovranno essere messi a morte ; il loro sangue ricadrà su di loro ” ( Lv 20,13 ). E , più o meno indirettamente , afferma lo stesso pensiero di profonda riprovazione per tali pratiche omosessuali in altri episodi, come su Noè che  giacque scoperto all’interno della sua tenda ” (Gn 9, 20-27) ; sugli abitanti di Sodoma che dissero a Lot : “ Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte ? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne !” ( Gn 19, 1-29 ) ; sulla prostituzione sacra, che fa dire al legislatore biblico: “ Non porterai nella casa del Signore tuo Dio il dono di una prostituta, né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto, poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo Dio ” ( Dt 23, 19 ) ; il cane di cui si parla qui è l’uomo che si prostituiva con gli omosessuali ; sugli uomini di Gabaa “ gente iniqua ( che ) circondarono la casa, bussando alla porta, e dissero al vecchio padrone di casa : “ Fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua “ , perché vogliamo abusare di lui ” ( Gdc 19 22-30 ) ; sul regno di Roboamo, nel quale “c’erano prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva  scacciato davanti agli israeliti “ ( 1 RE 14, 24 ); sulle ammonizioni di Isaia che diceva degli ebrei : “ Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato qualche superstite, avremmo fatto la fine di Sodoma ( 1, 9 ) … “ La loro parzialità verso le persone li condanna ed essi ostentano il peccato come Sodoma : non lo nascondono neppure ; disgraziati ! Si preparano il male sé stessi ” ( 3, 9 ). Nel Nuovo Testamento san Paolo ribadisce con vigore : “ Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con menzogna, e hanno venerato e adorato la creatura al posto del Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen . Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami ; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura : Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in sé stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento ” ( Rm 1 , 24-27 ). … “ Non illudetevi : né immorali … né effeminati, né sodomiti … erediteranno il Regno di Dio ” ( 1 Cor 6, 10 ). … “ La legge … è fatta per i pervertiti, i trafficanti di uomini … ” ( 1 Tm 1, 9-10 ). … “ Fuori i cani … ” Inoltre la Bibbia ricorda Sodoma e Gomorra con le parole di Gesù ( Mt 10,15 ), di Pietro ( 2 Pt 2, 6-8 ), di Giuda ( 7 ) . Dunque le relazioni omosessuali “ sono condannate nella Sacra Scrittura come gravi depravazioni e presentate, anzi, come la funesta conseguenza di un rifiuto di Dio. Questo giudizio della Scrittura attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e che, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione ” ( Dichiarazione su alcune questioni di etica sessuale del 29-12-1975 , 8 f ). Al termine di questa velocissima lettura di testi biblici si impone una conclusione evidentissima: la Bibbia non parla mai positivamente della pratica omosessuale, la giudica sempre come un disordine della creazione che va contro il progetto di Dio, infatti la Sacra Scrittura esige che l’umanità si realizzi nel riconoscimento del proprio Creatore e tale riconoscimento implica il rispetto delle differenze che fondano la società, soprattutto la differenza uomo- donna. Venendo poi all’amministrazione dei sacramenti nei riguardi degli omosessuali c’è da sottolineare che il sacramento della Confessione e quello dell’Eucarestia non possono essere negati agli omosessuali sia inveterati o patologici che occasionali quando, pentiti, ne facciano richiesta. In coloro che dell’omosessualità non fanno una rivendicazione alla diversità, l’infrazione della legge di Dio assume il tono di una benefica umiliazione, il significato di un comportamento sessuale alienante e degradante. La Confessione e l’Eucarestia aiutano i soggetti a redimersi dal peccato, a rettificare la tendenza prevaricatrice, a rafforzare la fede e la disponibilità a Cristo. All’azione efficace della grazia deve unirsi ovviamente il fermo proposito di evitare il peccato e le occasioni che lo favoriscono. Un importante sostegno proviene da una vita di mortificazione e di servizio di carità. Diverso è il giudizio per coloro che proprio come Vendola , fondatore dell’Arcigay e diffusore della “ cultura gay”, fanno dell’omosessualità una legittimazione e una rivendicazione orgogliosa alla diversità, che si battono in associazioni od organizzazioni omosessualiste per averne un riconoscimento legale, per propagandarla come “orgoglio gay” e per reclutare nuovi proseliti. In costoro mancano i presupposti della conversione, del pentimento, della catarsi e dell’espiazione necessari per essere degni della grazia sacramentale di Cristo. Nella valutazione della gravità e responsabilità dell’esercizio dell’omosessualità si devono considerare i fattori dello scandalo, della cooperazione, dell’adescamento che, oltre la carità, ledono la giustizia. Non può ottenere da Dio il perdono chi non pone fine all’attività dissacratrice e perversa, e non ripara il male compiuto e i danni provocati. La gravità della responsabilità aumenta se come partner si assumono minorenni. Un particolare che dev’essere dichiarato in confessione, a tutela della dignità della persona e della verità. Se tra omosessuali si è instaurata una convivenza, questa dev’essere troncata come “condicio sine qua non” per essere degni del perdono di Dio e per essere ammessi all’Eucarestia. Anche un’eventuale relazione stabile di unione omosessuale o stabilizzata esige la stessa clausola. In conclusione Vendola  se si autodefinisce cattolico deve rispettare le regole morali della Chiesa Cattolica a cui lui afferma di appartenere che per quanto riguarda l’omosessualità si è espressa sempre e solo negativamente sia con l’interpretazione dei testi biblici sia  con i testi del suo secolare magistero e sia con l’insegnamento della morale nelle facoltà teologiche. Quindi Vendola decida di essere coerente una volta per sempre e scelga di essere o cattolico fino in fondo oppure di  non dichiararsi tale. Non si possono servire due padroni…

5 Comments »

  • michele zecca scrive:

    hai ragione don stanzione vi è una evidente contraddizione in vendola. allo stesso tempo mi auguro che un giorno, non lontano, lancerai i tuoi strali verso tutti i comportamenti pubblici poco biblici e cattolici. e principalmente combatterai lo struzzismo (nel senso dello struzzo) che la chiesa cattolica ha da secoli edificato come esempio di correttezza – le tre scimmiette: non vedo – non sento – non parlo -
    io che guardo la tua battaglia da fuori continuo a notare una forte passione partigiana da parte tua e come se qualcuno/qualcosa di tenesse per forza obbligato a guardare in una direzione e ciò, oggettivamente, ti impedisce di guardare a 360 gradi.
    se veramente è così allora sei in buona fede e non ci resta che sperare che un giorno troverai la forza di illuminarti nella verità. se invece lo fai apposta, beh, allora è peccato.
    cordialità

  • civetta scrive:

    Per quello la Chiesa parla anche troppo: il suo intromettersi nella politica italiana ormai è sempre più senza pudore ed è cosa di tutti i giorni.Il fatto è che il suo parlare non è equo, ma molto di parte, come anche e forse soprattutto i suoi clamorosi SILENZI, che la rendono complice di atti immorali, incivili e direi antireligiosi. Altro che incoerenza della Chiesa, siamo alla consensualità di azioni e di comportamenti che di cristiano non hanno niente e che sono condannati dalle sacre scritture.Evito di fare l’elenco perchè sarebbe troppo lungo ,e poi perchè è sotto gli occhi di tutti. DO UT DES è l’unico principio valido al quale ci si uniforma sia da parte delle autorità civili che di quelle religiose. Perciò, caro don Stanzione, i roghi lasciamoli nelle pagine della Storia o nel vecchio Testamento, altrimenti, A VOLER ESSERE COERENTI,la Chiesa dovrebbe essere già scomparsa da un pò..

  • michele zecca scrive:

    cara civetta la contraddizione è proprio questa: cioè se si predica ortodossia con uno bisogna farlo con tutti quanti gli altri. altrimenti non ha senso conoscere tutte ste bibbie e ste sacre scritture. alla maniera del caro don stanzione si finisce per essere strabici, distorti, incomprensibili, partigiani e pure un poco bugiardi. quindi pur ammettendo che per essere buoni cattolici si può essere gay ma non praticare, non capisco perchè non ci sia altrettanto stupore per tutti gli altri puttanismi e mercimoni diffussissimi nel mondo. ecco un aggiunta a tuoi esempi: perchè se il matrimonio è sacro si permette alla figlia della buonanima, che il “diavolo” lo arrostisca per l’ertenità, pinochet di sposarsi per almeno tre volte in chiesa, dopo altrettanti matrimoni con tanto di figli e ex mariti vivi, grazie alla dispensa della sacra rota?
    io però la penso a modo mio, sono un quasi ateo, e don stanzione mi sta dando gli ultimi decisivi motivi per diventarlo del tutto, seguo con molto interesse le attività dei preti in prima linea in africa, tanti sono i missionari che fanno cose giuste per l’umanità e nel mio piccolo cerco di aiutarli, ma anche in Italia come padre zanotelli a napoli forse una delle pochissime voci di verità in quell’infermo fatto di degradazione e spazzatura.
    salute anche a te cara signora (?) civetta.

  • civetta scrive:

    Gentile sig. Michele Zecca,non vedo quale sia la contraddizione nel comportamento di Vendola.Cosa c’è di strano se è devoto, va in chiesa e si accosta al sacramento della Comunione.E’ una persoona retta, onesta, non fa del male a nessuno, non ruba,non sfrutta le minorenni, non va con le escort dando esempio di commportamento immorale. Qual è la sua colpa? Essere omosessuale o essere famoso? Credo sia di più la seconda , sì perchè è questo che permette a don Stanzione di scrivere il suo articolo. La sua colpa è di esser una persona famosa, perchè io non ho mai sentito dire, prima della comunione:” Scusi, qual è la sua tendenza sessuale?”, ma solo e sempre:”Il corpo di Cristo”.
    In quel momento è solo Dio che può giudicare l’anima della persona in questione.Al contrario vedo CONTRADDIZIONE nel comportamento della Chiesa quando dà la comunione a Berlusconi, a Casini, e compagnia bella, non certo rappresentanti di una famiglia cristiana, negandola a tutti gli altri divorziati; vedo contradizione nella Chiesa quando dà la comunione allo spietato dittatore PINOCHET che ha ucciso anche preti e suore che lavoravano al fianco dei poveri; vedo contraddizione nella chiesa quando riserva un posto d’onore alla tomba di De Pedis,sanguinario capo della banda della Magliana di Roma; vedo contraddizione nella chiesa quando dà lo sfratto dalle sue numerose (eufemismoo)case a intere famiglie che di colpa si trovano in mezzo ad una strada;vedo contraddizione nella chiesa quando pretende di non pagare le tasse su immobili e attività non di culto, rubando diritti a tutta la collettività; vedo contraddizione nella chiesa quando essa non lotta al fianco dei poveri e dei più deboli ma, al contrario si schiera sempre dalla parte dei potenti di turno e fa bella mostra di sè nel banchettare con loro e nel trovare sempre le parole giuste per giustificarli nelle loro azioni più oscene; vedo contraddizione quando la chiesa fa uso di una doppia morale e del bilinguismo:quello per i “dritti” e quello per gli sciocchi; vedo cotraddizione nella chiesa quando pretende di parlare ai poveri dall’alto delle sue ricchezze e scintillìo. Caro Don Stanzione, provi a fare un pò d’introspezione e forse troverà una risposta più coerente. Distinti saluti sia a lei, don Stanzione, che al sig. Zecca.

  • civetta scrive:

    Gentile Michele, a quanto sembra la pensiamo allo stesso modo: la contraddizione non sta nel comportamento di Vendola che è praticante pur essendo gay , ma nella Chiesa che tratta alcuni come figli e altri come figliastri.
    Approvo pienamente il tuo aprezzamennto per tanti missionari o sacerdoti che dedicano la loro vita ad aiutare i poveri,attenendosi
    all’amore evangelico e anch’io sono un’ammiratrice di padre Zanotelli, che tra l’altro ho conosciuto personalmente.Sono esempi di preti aperti al mondo e all’umanità tutta.Vivono l’universalità della parola di Dio.Ma stimo anche don Paolo Farinella perchè fa sì che la parola di Dio sia vissuta nel sociale e per il sociale prima ancora che per il cielo.Attraverso la giustizia sociale si arriva alla giustizia divina.Ha un linguaggio chiaro e senza doppia risonanza.
    Non metto in dubbio le capacità pastorali di don Stanzione, però il tono con cui esprime certi concetti e le parole che usa,allontanano dalla chiesa più che far avvicinare ad essa.La parola di dio è innanzitutto AMORE! Distinti saluti

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