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Tra Rispetto e Tolleranza

Inserito da on 6 gennaio 2011 – 00:0012 Comments

Giovanna Rezzoagli

Il rispetto e la tolleranza, intesi nella loro accezione più ampia, sono stati, a mio avviso, i grandi assenti nei più svariati contesti sociali e culturali durante l’anno che si è appena concluso. Il rispetto è quantificabile come un sentimento ed un comportamento conformati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di chiunque. La tolleranza è quantificabile come un porre in essere il rispetto, l’ammettere un comportamento, un fatto deviante rispetto alla personale e sociale concezione di norma. Tra il rispetto e la tolleranza vi è un elemento di fondamentale rilevanza, spesso trascurato ed ancor più spesso delegittimato e deresponsabilizzato: noi stessi. Proprio così: noi stessi, tutti noi. Che giudichiamo, ci conformiamo, ci trasformiamo in carta assorbente degli altrui pensieri, delle altrui motivazioni. Mancando esemplarmente di rispetto, in primis, a noi stessi. Perché succede? Le ragioni sono davvero tante, analizzarle tutte sarebbe pressoché impossibile, possiamo comunque provare a riflettere su ciò che per noi è realmente il rispetto, su quali parametri lo dimensioniamo, e come lo trasformiamo, se lo trasformiamo, in tolleranza. Essenzialmente l’essere umano ha un enorme bisogno di essere accettato all’interno del contesto sociale in cui è inserito, per cui è estremamente probabile che, sin da piccolo, un soggetto tenda ad introiettare lo schema valoriale del nucleo familiare di appartenenza, per poi sviluppare senso critico ed autonomia morale durante la crescita. Questo avviene nel contesto amicale, lavorativo, socio-culturale. Se si ha avuto la fortuna di crescere potendo sviluppare la propria personalità godendo, guarda caso, del rispetto e della tolleranza di chi si ha avuto vicino, sarà stato molto più facile introiettare la stessa modalità relazionale e comportamentale. Il vero social-problem dei nostri giorni è dato dall’evidenza che lo spirito critico non viene stimolato in alcun modo. Quanti di noi hanno parlato di Matteo Miotto, solo per citare l’ultima vittima italiana in Afghanistan, con figli o nipoti, cogliendo l’occasione per riflettere, per esempio, sulla fuggevolezza della vita o sul senso del scegliere consapevolmente una via piuttosto che un’altra? Più probabile aver discusso del regalo fatto dall’amica col braccino corto o del maglione dal colore non tanto trendy. Abbiamo ascoltato ed osservato, o forse, semplicemente, sopportato, di tutto e di più, nell’anno appena concluso. Attacchi contro il buonsenso, il buongusto, la sensibilità di grandi e piccoli. Abbiamo osservato vite di perfetti sconosciuti letteralmente trasformate in talk-show, morti trasformate in assurdo pasto per animi assuefatti ad ogni barbarie e in cerca di emozioni sempre più forti. Abbiamo visto due ragazze diventare famose per aver dichiarato in romanesco di aver bevuto una birra in pieno pomeriggio, e passi, ma l’aver visto assurgere a professione emergente quella della escort, è davvero triste. Dicasi trash, o cultura-spazzatura. Dicasi Italia oggi. Italia futura? Possibile, probabile. Perché è venuto meno il rispetto, prima di tutto per noi stessi, e di conseguenza per gli altri. Oggi siamo più liberi di trenta o quarant’anni fa? Forse si, forse no. Siamo più liberi di scaricare il nostro disprezzo sugli altri, perché diversi da noi per cultura, razza, religione, orientamento politico, sessuale, sportivo… ma questo equivale ad essere più liberi? Al lettore la risposta. Io mi permetto di offrire uno spunto di riflessione: quando rispettiamo e tolleriamo autenticamente e sinceramente l’Altro? Quando tuoniamo per far udire la nostra voce o quando ci mettiamo in ascolto? E cosa è più difficile? Tra rispetto e tolleranza, ci siamo sempre noi, spesso col cuore che brucia ma con lo sguardo freddo come la cenere spenta.

 

12 Comments »

  • CLAUDIO M. scrive:

    bell’ articolo, dove al mio commento vorrei postesse seguire un sonoro come merita. Oltre le parole ed il senso indicati, ma semplicemente per l’ argomento.
    Vedo due aspetti, una difesa, da educazione ricevuta verso un qualcosa di emergente, privo degli stessi riferimenti.
    Infatti le escort, quale differenza possono avere dall’ altro riferimento?
    Semplice dire altro mondo, altra cosa, altra educazione, ed il difficile viene quando si convive e non puo’ essere differente.
    La televisione stessa ci fa convivere, per facilità di comunicazione; ed aprendo una parentisi mi chiedo, infatti il quotidiano, la carta stampata non dovrebbe essere, perchè tale, su carta, differente da un facile commerciale?

  • Gentile Claudio, il problema principale dei mezzi di comunicazione è quello di imporre veri e propri modelli comportamentali. Soggetti che non hanno un “Io” ben strutturato, intendendo come “Io” non solo la realtà intrapsichica descritta da Freud ma sostanzialmente l’insieme delle componenti della personalità peculiari di ogni individuo, sono particolarmente esposti ad influenzamenti esterni. Di qualsiasi tipo. Tutto ciò implica una subdola ma potente limitazione della libertà individuale. Il mio scritto vuole essere un invito a riflettere su questi meccanismi molto diffusi ed estremamente ben nascosti tra le pieghe di ciò che in tanti considerano superficialmente normale. Cosa è “normale”? E cosa è allora il rispetto? In sostanza, quanto, mi perdoni il gioco di parole, penso i miei pensieri o vi lascio vivere dai pensieri altrui? Quanto mi rispetto e quanto rispetto? Quanto concedo agli altri di violentare la mia mente attraverso l’imposizione delle loro idee? Scomodo, ma non scontato.
    Con stima.
    Giovanna Rezzoagli

  • civetta scrive:

    Tra tolleranza e rispetto c’è una forte capacità introspettiva e una grande capacità autocritica che non tutti hanno, vuoi per educazione,
    come diceva lei,Sig.ra Rezzoagli, vuoi per condizionamenti vari.Tra tolleranza e rispetto c’è il “riconoscimento dell’Altro”, come specchio di noi stessi.Tra tolleranza e rispetto ci sono la capacità di ascolto e la comprensione.Tra tolleranza e rispetto non c’è alcun merito personale.Tra tolleranza e rispetto c’è la parola di dio:ama il prossimo tuo come te stesso.Tra tolleranza e rispetto preferisco: accettazione e rispetto!
    Carisssimi saluti!!

  • CLAUDIO M. scrive:

    Secondo me sei in errore, o meglio, hai esattamente scritto dove sei, come sei, non a caso, perchè con cultura.
    Questo atteggiamento, a cosa porta?

    Che differenze c’ è tra due oppposti?
    L’ intesa, la scelta, la comprensione (il capire, a volte la ribellione

    Facile attaccare la società, un giudice, un carabinere, un’ avvocato, un prete.
    Ma giudice, prete, societa’, carabiniere, sei in grado di accettare una scelta diversa da chi ti senti attaccato?
    La tua ragione regge il peso di un ‘ eventuale errore?
    E se sai che lo regge, chi regge il tuo peso?
    E’ evidente che le regole della legge, delle scelte nella omologazione ricadano sempre sullo stesso punto.
    La morale.
    Ma da dove inizia?
    Esiste una ascesi?
    E come è se esiste?
    Esiste un samadhi, una contemplazione?
    Tu, medico, carabiniere, giudice , prete, sai cosa sia, come sai i codici e le regole che hai accettato?
    Ed allora, quale voce della ragione ascolti?
    E’ da ascoltare o da rinnegare perchè se lo faccio perdo il posto?
    Scelte, e chi rispetta quelle scelte, se la tua spada è piu’ veloce, perche data in mano ad un demente che ama il cinema, chi è il colpevole?
    Chi ti parla?
    Il tono della voce, nato dal teatro, cosa rivela, o meglio quale scopo puo’ avere?
    L’ incasso?
    E dall’ altra parte, il rispetto?
    Di cosa?

  • CLAUDIO M. scrive:

    gentile Giovanna,
    a quanto ne so io la ragione si struttura capendo, in questo caso quanto ci circonda, argomento i media.
    La curiosità a quanto ne so io è quanto di universalemente riconosciuta come l’ artefice di tutto.
    Non capisco quindi la tua risposta, o meglio ho una spiegazione ma non mi permetto vista la professione che svolgi.
    Non capisco la relazione tra l’ articolo sul rispetto e la tua risposta.

  • CLAUDIO M. scrive:

    Una domanda:
    come si cura una pandemia?

  • Ammiro e condivido il bello articolo professionale nonché delle buone intenzioni della nostra carissima Dottoressa Giovanna, ma quando si parla di “tolleranza e rispetto” rischiamo di trovarci affondati in una laguna insidiosa e capricciosa che fa marcire ogni seme di buon intendimento, senza scampo di salvezza e priva di propositi discutibili.
    Il mio mio umile e ignorante concetto si fa forza pensando alle svariate abitudini e della differenza di cultura di “rispetto e di tolleranza” che i popoli della propria Nazione ha ricevuto nei secoli. Bisognerebbe distinguere tra i paesi quale popolo ha ricevuto adeguata cultura di tolleranza e rispetto. L’Italia, secondo il mio modestissimo pensiero , ha un popolo abbastanza contestatore e non sempre si allinea sui metri di tolleranza altrui, questo è risaputo. Vi sono altri popoli che riescono ad avere tolleranza ed anche rispetto verso gli altrui concittadini. Ma , secondo me, e senza colpo ferire, in alcuni abbienti, in questo paese , ci troviamo spesso a lottare contro i soprusi e il pochissimo rispetto che ci viene dato da certi scellerati personaggi incivili.
    Un sincero e rispettoso saluto a tutti voi. Alfredo.

  • Innanzitutto grazie per i commenti. Procediamo con ordine. Gentilissima Civetta, Lei ha ragione in pieno, accettazione sarebbe molto più auspicabile di tolleranza. A mio avviso, nel nostro contesto, già la tolleranza sarebbe un buon risultato, se conseguito. Come Counselor io non mi devo, nella mia professione, fermare alla tolleranza ma necessariamente debbo porre in essere l’accettazione incondizionata dell’altro, altrimenti l’ascolto attivo non ci può essere, ma su questo non vorrei essere troppo tecnica. Gentile Claudio, le molte domande che pone meritano grande attenzione. Io scrivo partendo da un mio punto di visione, ma cerco di lasciare ampio margine di orizzonte. La mia risposta si è orientata su di uno sprone allo sviluppo dell’individualità, che secondo me è la base del rispetto per se stessi e per gli altri. Attaccare gli altri, come Lei dice, è molto facile, non per niente tutti giù a giudicare o sguainare la spada verso veri o presunti nemici. Più complesso cercare di ragionare sui concetti e sulle situazioni. Ragione e rispetto. Vanno di pari passo? No, perché la ragione io non la so quantificare, mentre il rispetto è maggiormente percettibile. Intuisco che l’ultima domanda sia poi la più significativa, la mia risposta non piacerà, ma purtroppo è questa: dipende dalla pandemia. Le pandemie sociali, gentile Claudio, spesso non vengono nemmeno diagnosticate…
    Cordialmente
    Giovanna Rezzoagli

  • Mio carissimo Alfredo, come sempre, con i Suoi modi garbati e con la Sua grande saggezza, ha espresso un pensiero fondamentale: rispetto e tolleranza variano da popolo a popolo, infatti esiste il cosiddetto etnocentrismo, che poi per semplificare al massimo è un poco il corrispettivo del’ egotismo tra esseri umani. Mi rendo conto che col mio scritto ho messo il dito su di un nervo scoperto. A qualcosa i counselors allora servono
    (evviva…)

  • Ermanno scrive:

    Trovo quest’articolo molto interessante e intelligente. Avrei una domanda per la Dottoressa Rezzoagli Giovanna.
    Come si districa nel ginepraio dei commenti? Da impazzirci. Complimenti sinceri per la brillante scrittura e per il garbo.
    Ernesto

  • Gentile Ermanno (o Ernesto?), grazie per le belle parole. I commenti sono il feedback con i Lettori, uno specchio con cui è fondamentale confrontarsi. Sono un utilissimo elemento per poter dire ok, più o meno ci siamo oppure che è opportuno fare autocritica. E, soprattutto, rappresentano un piccolo ponte da manutenzione con cura.
    Grazie.
    Giovanna Rezzoagli

  • Rispondo ,con senso fraterno e rispettoso , al bravo e correttissimo amico Dr Ermanno;
    mi va di dire che la brava, intelligente Counselours Giovanna ha il merito di avere occhi allucinanti di raro splendore , che si proiettano come fulmini su argomenti che allignano nella mente di chi legge.
    Vorrei che tali significativi insegnamenti venissero proiettati nei cuori e nella mente di tanti giovani, onde fargli meglio assaporare l’amore che scaturisce dall’argomento che si riflette nella bellissima frase che è appunto “RISPETTO E TOLLERANZA”.
    Un abbraccio a tutti, alfredo

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