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Il Vangelo della Domenica commentato-Abbazia Della Scala

Inserito da on 2 gennaio 2011 – 00:47No Comment

“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” Giovanni Cap. 1, 1–18

 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
 
“Parola del Signore” Lode a Te, o Cristo”

 Padre  Antonio  Cassano

Lo Spirito Santo oggi ci ricorda un altro grande testimone di Cristo, Giovanni l’evangelista. Il suo racconto, a differenza di quello degli altri evangelisti – Marco, Matteo, Luca -, inizia ancor prima dell’’annuncio a Maria e della profezia di Giovanni il Battista: inizia quando Cristo era presso Dio e dal quale sarebbe partito per venire in mezzo a noi. In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.“In principio- cioè all’inizio di tutto non solo in ordine al tempo ma anche in ordine alle cose, cioè alla base di tutto, all’origine di tutto, come appunto significa il greco VEn avrch/| (pron. en arché), c’è il Verbo. Il Verbo è o` lo,goj (pron. o lógos), che significa -parola, discorso, ragione, causa, regola-”. Cioè alla base di tutto, all’origine di tutto c’è una causa, una ragione, e questa causa e ragione è presso Dio, ed è essa stessa Dio. Questa ragione e causa è all’origine di tutto, per cui tutto prende significato da essa, ed è quindi anche la regola per cui tutto esiste e nella misura in cui esiste. Ne consegue che non si può parlare di tutto ciò che esiste e nella misura in cui esiste al di fuori di questa regola, del lo,goj: Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. Questa regola, ragione, causa è dunque la vita stessa dell’universo e degli uomini, una vita che non può essere vinta da ciò che di negativo gli si oppone, le tenebre, perché il lo,goj è al principio di tutto, anche prima delle tenebre: In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Questa ragione, causa non è rimasta nascosta agli uomini, essa stessa si è invece manifestata: Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Ma non tutti gli uomini l’hanno accolta come causa, ragione dell’essere, dell’esistere delle cose e di loro stessi: Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. L’accoglienza non c’è stata neanche tra quegli uomini che già conoscevano il Dio di Abramo, gli ebrei: Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. Non c’è stata- ma solo in parte, perché alcuni hanno accolto questa ragione, causa e hanno ricevuto da essa un potere inimmaginabile, quello di diventare simili a lei nella natura, cioè diventare dèi: A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. Perché ciò avvenisse, la causa, la ragione ha assunto la natura degli uomini per abitare tra essi e farsi conoscere; tutto ciò senza perdere la sua natura di Dio-E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; Giovanni e gli altri affermano di aver guardato, contemplato il lo,goj, ossia la causa, la ragione, la regola, la misura di tutto; e l’hanno riconosciuta venire da Dio, come un Figlio viene dal Padre: e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre. Lo hanno contemplato pieno di grazia e di verità, ossia pieno di bellezza, incanto, amabilità, gioia, benevolenza (ca,rij pron. cháris) e di verità, realtà, sincerità, lealtà (avlhqei,a pron. alethéia). Giovanni all’inizio del suo vangelo ci ha indicato di chi sta parlando, del logoj, e verso la fine del suo vangelo scrive: Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù [ovvero il lo,goj] è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Giovanni ci invita a credere a Gesù dopo averlo -visto, contemplato-, agire e parlare lungo la lettura del suo vangelo, e averlo riconosciuto essere Lui la vita di tutto, la Ragione per cui esistiamo, la Causa del nostro essere, e la Misura su cui conformare le nostre vite perché siano vita, vita vera, la Vita che è Lui in noi. Giovanni e altri con lui, scriveranno l’esperienza di averlo conosciuto: Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita . la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta… (cfr. 1Gv 1,1-2). Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre”» (Gv 14,5-9). 

 

 

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