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Baronissi: grande successo turistico per Irno in Tour

Inserito da on 2 gennaio 2011 – 05:06No Comment

Irno In Tour, una due giorni 1-2 gennaio, all’insegna dell’arte, delle tradizioni e della fede nella Valle dell’Irno. Sabato 1 gennaio, alle ore 10,30, Santa Messa e visita guidata al Convento della SS.Trinità di Baronissi, con pranzo alle ore 13,00. Nel pomeriggio, dalle ore 17,30 alle 20,00, visita a Villa Farina con degustazioni in villa, tra prodotti tipici locali ed artigianato. Alle ore 20,00, sopralluogo al presepe vivente di Carpineto di Fisciano. Domenica, dalle 10,30 alle ore 13,00 degustazioni in villa. La due giorni, organizzata da Maria Alfonsa Rocca, Alfonso Galluzzi, Sandro D’arco, con la collaborazione dell’Hotel Dei Principati, per promuovere il turismo locale s’è rivelata un successo.“Una prima edizione- ha dichiarato Galluzzi, che roderà gl’intenti, nella scoperta e conoscenza del territorio irnino, poco valorizzato. L’attenzione anche politica, non ha dato finora palesi segnali di rilancio promozionale. Pertanto, grazie anche a Dario Andreotti, Stefano Esposito ed Alessandra Schiavone, si potrà avviare un team permanente di lavoro.” “Il tour- ha aggiunto D’Arco- in ricordo degli antichi flussi settecenteschi, che un tempo si riversavano sulla zona e che attestano la nobiltà di alcuni casati. Recuperare la memoria è stato casuale, come il rospo, invece, tradizione diffusa proprio nella due giorni. L’antico dolce, infatti, ha origini antichissime.” Un notevole plauso per lo sforzo notevole, da parte di privati, di voler proiettare all’esterno le bellezze autoctone, che rischiano di passare inosservate, per l’incuria amministrativa, mortificando territori che andrebbero invece rivitalizzati per storicità e talenti emergenti. La visita nella superba Villa farina, condotta dalla proprietaria Paola, attraverso l’antico studio, nel quale sono gelosamente custoditi anche atti parlamentari del tempo, i vani adibiti a camere da pranzo o da letto, un modo per tuffarsi nel passato e rivivere una storicità settecentesca che ancora ammalia.

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